La Procura della Repubblica di Brindisi, nella persona del pubblico ministero Milto Stefano De Nozza, ha notificato a dodici individui principalmente di Cisternino, tra cui due tecnici comunali del Comune della Valle d’Itria, l’avviso della conclusione delle indagini preliminari nell’ambito di un’inchiesta che ha fatto luce su alcuni casi di immobili per i quali era stata concessa sanatoria senza che gli stessi potessero beneficiare di condono edilizio e di altri in cui la metratura dichiarata era sensibilmente inferiore a quella reale con conseguente danno erariale anche ingente per le casse comunali, il tutto con la complicità dell’ufficio tecnico (settore urbanistico) del comune di Cisternino, coi due tecnici indagati, tra gli altri capi d’imputazione, per falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti d’ufficio ed abuso d’ufficio.

Gli indagati sono i tecnici comunali Z. F. A., 54 anni, già coinvolto in altre vicende spinose inerenti il proprio lavoro in passato, e M. A. (55 anni); gli altri indagati sono Z. A. M. di 59 anni, D. A. di 67 anni, P. G. di anni 63, P. M., 93 anni, S. G., 62 anni, il 66enne P. F., il 60enne M. A., la 46enne M. L., P. A. di 61 anni e C. A. di 42 anni.

Il tecnico comunale M.A. è indagato per due casi in concorso col collega e coi relativi proprietari, mentre in tutti gli undici casi riscontrati dalle forze dell’ordine il tecnico comunale della sezione urbanistica Z. F. A. è indagato assieme ai titolari degli immobili inducendo in inganno il responsabile del settore tecnico comunale, B. A.

Nello specifico, ecco i casi soggetti ad indagine:

– i tecnici comunali Z. F. A. e M. A. avrebbero effettuato la domanda di condono edilizio per un immobile intestato a Z. A. M. per il quale non era prevista la possibilità di condono perché realizzato in zona soggetta a vincolo paesaggistico e, ancora, perché gli oneri concessori pagati dalla richiedente (16.731,00 €) sono sensibilmente inferiori a quelli dovuti (73.046,57 €) con conseguente vantaggio economico per la richiedente e corrispondente danno per il Comune di Cisternino;

– i tecnici comunali Z. F. A. e M. A. avrebbero omesso una notevole divergenza tra le opere abusive dichiarate in sanatoria e quelle realmente presenti con oneri versati (504,20 €) dalla richiedente D. A. – in seguito a successione da D. D. – che erano inferiori a quelli dovuti (1.284,95 €) con vantaggio economico per il richiedente e corrispondente danno per il Comune di Cisternino;

– il tecnico comunale Z. F. A. avrebbe violato le disposizioni di legge indicate nella pratica di condono di P. G. con illecito edilizio non suscettibile di condono per il quale veniva versata una somma sensibilmente inferiore a quella dovuta (2.354,88 € versati contro i 35.913,98 € da versare) con vantaggio economico per il richiedente e corrispondente danno per il Comune di Cisternino;

– il tecnico comunale Z. F. A. avrebbe criminosamente dichiarato una diversa volumetria tra le opere abusive denunciate e quelle realmente presenti ed inoltre avrebbe portato a versare 6.633,09 € contro gli 8.482,21 € dovuti con vantaggio economico per il richiedente, P. M., e corrispondente danno per il Comune di Cisternino;

– il tecnico comunale Z. F. A. avrebbe violato le disposizioni di legge nella pratica di condono presentata da S. G. per un immobile realizzato in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e perché gli oneri pagati dal richiedente (5.655,16 €) sono sensibilmente inferiori a quelli dovuti (23.914,67 €) con conseguente vantaggio economico per il richiedente e corrispondente danno per il comune di Cisternino;

– il tecnico comunale Z. F. A. avrebbe violato le disposizioni di legge nella pratica di condono presentata da P. F. per un immobile costruito in zona non suscettibile a condono edilizio poiché soggetta a vincolo paesaggistico ed inoltre perché gli oneri versati dal richiedente (24.352,66 €) sono sensibilmente inferiori a quelli dovuti (45.509,22 €) con conseguente vantaggio economico per il richiedente e corrispondente danno per il Comune di Cisternino;

– il tecnico comunale Z. F. A. avrebbe dichiarato il falso in merito alla volumetria ed alla possibilità di condono, oltre ad assenza d’istruttoria di Ufficio, di un immobile intestato a M A. perché sorto in zona soggetta a vincolo paesaggistico e dunque non suscettibile a condono e perché gli oneri versati (24.771,82 €) sono inferiori ai 27.085,61 dovuti;

– il tecnico comunale Z. F. A. avrebbe falsificato i documenti inerenti un immobile della proprietaria M. L. sorto in zona soggetta a vincolo paesaggistico e dunque non suscettibile di condono e perché gli oneri versati dalla richiedente (13.156,00 €) sono inferiori a quelli dovuti (18.589,69 €) con conseguente vantaggio economico della richiedente e corrispondente danno per il comune di Cisternino;

– gli stessi Z. F. A. e M. L., “protagonisti” nel capo precedente, avrebbero falsificato i documenti inerenti un illecito edilizio in zona soggetta a vincolo paesaggistico e non suscettibile a condono edilizio e perché la richiedente versa 15.015,00 € invece dei 27.463,83 dovuti con sensibili vantaggi economici per la proprietaria e corrispondenti danni per il comune di Cisternino;

– il tecnico comunale Z. F. A. avrebbe coperto un illecito edilizio della richiedente P. A. realizzato in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e per il quale la proprietaria versa 8.420,06 € contro i 14.970,34 € dovuti creando sensibili danni alle casse comunali;

– il tecnico comunale Z. F. A. avrebbe criminosamente falsificato i documenti relativi ad un immobile di proprietà di C. A. con notevole divergenza tra opere abusive realizzate e volumetria presentata in sanatoria ed inoltre perché il richiedente paga 4.837,56 € contro i 12.148,74 € dovuti.

Come si evince chiaramente dai casi contestati e dai capi d’imputazione (artt. 81, 110, 323, 48-479 c.p.), un tecnico comunale – come detto, non nuovo a casi scomodi con cui le amministrazioni ed i dipendenti comunali si trovano ad avere a che fare – sarebbe un habitué di questo malcostume ed il secondo tecnico sarebbe stato indotto in errore per un eccesso di leggerezza (o di buona fede nei confronti del collega), con conseguente errore da parte del responsabile del settore tecnico comunale che, invece, lo ricordiamo, non è iscritto nel registro degli indagati. A chiarire queste posizioni ci penseranno gli organi preposti e, a tal proposito, potrebbero tornare utili i verbali di intercettazione di cui si servirà la Procura brindisina.

Quel che è certo è che questo “giochetto”, che sarebbe stato criminosamente avallato dall’ufficio tecnico comunale in un malcostume generalizzato che potrebbe aver generato clientelismo ed un ovvio innesco di “consensi” vari, ha causato un ammanco dalle casse comunali che annualmente, per i soli casi portati alla luce, ammonta a 165.978,38 €. Il tutto da moltiplicare per gli anni in cui questi ammanchi si sono susseguiti e calcolando che le indagini sono partite due anni fa ma riguardano anche casi precedenti al 2014.

Un vero e proprio danno erariale per il comune di Cisternino che dovrebbe costituirsi come parte lesa nei confronti di chi ha concesso questo. Da valutare, inoltre, la posizione degli immobili sorti in zone non suscettibili a condono edilizio.

Questo clamoroso procedimento mostra la volontà investigativa di non fare finta di niente davanti a casi di evasione e di abuso del territorio, oltre che d’ufficio, contrariamente a quanto pare fosse prassi consolidata da parte di tecnici e non solo.

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