I Carabinieri Forestali della Stazione di Ostuni, durante il pattugliamento della zona collinare nei pressi di contrada Chiobbica, tra la città bianca e Cisternino, hanno rinvenuto in un fondo recintato, di pertinenza di una masseria utilizzata come struttura ricettiva, dei cumuli di rifiuti parzialmente dati alle fiamme ed inceneriti.
Si tratta di pneumatici fuori uso, rottami metallici, cocci di vetro, parti di infissi in “pvc”, plastiche e gomme, rifiuti solidi urbani, bombolette spray, cartoni, lampadine ad incandescenza ed al neon.

Oltre ad apporre i sigilli all’area invasa dai cumuli di materiali abbandonati, i militari della Città bianca hanno deferito alla Procura della Repubblica di Brindisi T.A., di anni 54, di Bari, amministratore unico della società proprietaria della struttura.

All’ imprenditore è stato contestato il reato di combustione illecita di rifiuti, previsto dall’ articolo 256-bis, comma 3, del Codice dell’Ambiente (decreto legislativo 152 del 2006). La particolare fattispecie delittuosa è stata introdotta nel 2014, per scongiurare una forma di smaltimento illecito dei rifiuti particolarmente dannosa per l’ambiente (combustione); per la stessa la pena prevista è quella della reclusione da 2 a 5 anni, aumentata di un terzo nel caso delle imprese, e per queste ultime vi è anche l’addebito della responsabilità amministrativa, ai sensi del decreto legislativo n. 231 del 2001.

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