Novità sul fronte della vicenda di Elisa Salatino, docente di sostegno di Montalbano di Fasano arrestata in Australia per presunto spaccio internazionale di stupefacenti (oltre cinque chilogrammi di cocaina) per il valore di oltre un milione di dollari ritrovati nel suo bagaglio.

La fasanese, ancora dietro le sbarre del carcere femminile “Dame Phillis Frost Center” di Melbourne, in Australia, scrive una lettera e si dissocia dall’accaduto. “Credetemi, non c’entro niente. Questa doveva essere la tanto meritata vacanza dopo un incubo di matrimonio”, le parole trascritte e trapelate. “Questa vicenda – continua la ex docente dell’istituto tecnico ‘Guglielmo Marconi’ di Bari – non coinvolge soltanto me in prima persona, ma anche tutti voi. Questa è la peggiore condanna. Mi hanno trasferito in una nuova unità con altre cinque ragazze che parlano solo inglese. Ognuno ha la sua stanza, cucina in comune e bagno ogni tre persone”.

Dopo nove mesi di reclusione senza che si venga a capo della vicenda, la famiglia della docente accusa le istituzioni italiane di aver messo nel dimenticatoio l’accaduto, sul quale indaga anche la Procura della Repubblica di Bari.

Secondo altri dettagli emersi dalla missiva, la 40enne si guadagna il denaro necessario per chiamare in Italia “lavorando in un’industria all’interno del carcere”.

A fare da àncora alla signora Salatino in questa vicenda sarebbe rimasta la fede, con una suora italiana che le fornisce supporto nella cappella del penitenziario australiano. “I giornali – conclude la fasanese – parlano della mia doppia vita. Ne avevo una… ma mai e poi mai, dopo tutto quello che ho passato durante il matrimonio, avrei optato per una vita del genere”.