In relazione alla chiusura del giardino pubblico di via don Tonino Bello che l’Amministrazione comunale di Fasano aveva dato in gestione gratuita nello scorso marzo e che, dopo la ristrutturazione, è stato inaugurato a luglio, l’assessore al Patrimonio Leonardo Deleonardis chiarisce: «Se è vero che il gestore avrebbe dovuto tenere sempre aperta la bell’area, rispettando gli orari prestabiliti, è altrettanto vero che l’affidatario avrebbe dovuto ricevere l’autorizzazione alla realizzazione del chiosco-bar. Purtroppo, ciò non è stato possibile, giacché la procedura è risultata lunga, farraginosa e complessa, anche se, proprio tre giorni fa – spiega Deleonardis – ossia il 13 novembre, è giunta al Comune la tanto attesa autorizzazione della Soprintendenza archeologia, belle arti, paesaggio, visto il parere dell’Autorità di bacino, a rilasciare al gestore l’autorizzazione alla realizzazione del chiosco-bar».
La vicenda burocratica, infatti, si era inceppata proprio sull’impossibilità iniziale di rilasciare autorizzazioni per l’installazione di qualsivoglia manufatto nel giardino, tenuto conto che «quell’accordo di programma di cui si è sempre vantato il consigliere Scianaro, definendolo faticoso ma importante e sottoscritto dalla sua Amministrazione comunale per la realizzazione del chiosco-bar, è risultato essere troppo semplicistico e superficiale – sottolinea l’assessore Deleonardis – e quindi non poteva essere attuato, poiché l’area in questione è considerata a media pericolosità idraulica e, dunque, non consona ad ospitare manufatti». Per questa ragione l’assessore, subito dopo la sottoscrizione del contratto col gestore del giardino pubblico, ha cominciato a lavorare, assieme all’Ufficio tecnico comunale, alla risoluzione dell’intricata matassa. «Abbiamo così pensato che l’unica via d’uscita per venire incontro alle giuste esigenze della ditta affidataria dell’area fosse l’indizione di una Conferenza di servizi semplificata in cui i vari soggetti istituzionali interessati potessero analizzare la questione e rilasciare pareri, autorizzazioni e nullaosta – spiega Deleonardis -; così, Autorità di bacino, Asl, Comune e Soprintendenza, ciascuno per le proprie competenze, ha detto la propria». L’Autorità di bacino ha, quindi, espresso il suo parere di compatibilità, l’Asl non ha opposto prescrizioni, la Soprintendenza il 13 novembre ha così autorizzato il Comune a rilasciare l’autorizzazione alla realizzazione del chiosco-bar, la cui costruzione dovrà rispettare tre criteri principali: struttura rimovibile, materiali compatibili con il territorio e colori adeguati. Adesso toccherà al Comune rilasciare l’autorizzazione di sua competenza «e sarà fatto in tempi brevissimi», assicura l’assessore Deleonardis.