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BAR FOD a CISTERNINO

Da un post pubblico, su un proprio profilo social, del consigliere comunale e capogruppo di Cisternino Insieme, Lorenzo (Enzo) Perrini.

BILANCIO PARTECIPATIVO: VERO O FALSO?
Grazie ad una proposta presentata in consiglio comunale dai gruppi di minoranza Cisternino Insieme e Partito Democratico, in questi giorni i cittadini cistranesi stanno avendo la possibilità di esprimersi, direttamente, su proposte fatte da altri cittadini in merito all’utilizzo di una piccolissima parte delle risorse del bilancio comunale.

Avevamo per la verità richiesto anche che fosse dato il tempo necessario ai cittadini per promuovere la propria proposta e, ancora, ai votanti per decidere consapevolmente, purtroppo non siamo stati ascoltati. Scegliere in fretta senza conoscere non è un bene per nessuno, a meno che non si voglia favorire la proposta di chi ha la possibilità di usare al meglio i moderni mezzi Cisternino. Vera democrazia cercasidi comunicazione o abbia più amici.

Abbiamo anche fatto notare che le somme messe a disposizione della partecipazione sono esigue, per non dire “ridicole”, rispetto ad un bilancio di oltre 6.000.000 di euro.
Abbiamo chiesto inoltre che fosse creata una sezione specifica per bambini e ragazzi, speriamo che ciò in futuro avvenga.

Sarebbe stato opportuno informare al meglio e per tempo la cittadinanza.
Conta evidentemente più l’apparire che l’essere veramente democratici ed aperti alla partecipazione reale.
Cisternino. Erodoto e la frettaFa nulla, andrà meglio la prossima volta, forse. Ho i miei dubbi ma non dispero.
Intanto informatevi, cosa non molto facile a dire il vero, e votate.
Certo non ricordo di aver espresso mai un voto per iscritto apponendo, sopra la scheda, anche il mio cognome e nome in modo che di fatto diventi palese.
Evidentemente ho un’altro concetto della democrazia e della partecipazione rispetto a quella dell’attuale maggioranza che ha, invece, bisogno di sapere chi vota e soprattutto cosa vota.

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Libere Riflessioni CN&TIl Contesto è un’opera di Leonardo Sciascia, dove la confusione tra sinistra e destra, tra governo ed opposizione, è totale. Si descrive il potere. Un potere che organicamente usa qualsiasi opposizione, e spesso la crea in modo fittizio e strumentale,  per restare arroccato alle proprie rendite di posizioni e/o, perseguito alleandosi tra diversi  ex avversari, anche con idee nettamente contrastanti. E, questo, pur di gestire quello stesso potere.
Ed allora si rende necessario il bisogno di parlare di democrazia. Oggi, più che negli anni Vera Democrazia Cercasi’70, la interconnessione tra i destini degli uomini, la volontà dei loro governi e gli indirizzi che li guidano è ben più chiara, ma soprattutto è più evidente la sofferenza  dei popoli  che ne sussegue, unico vero prodotto tangibile di un modo di fare “politica” che, sin troppo chiaramente, soddisfa sempre meno le reali esigenze della gente. Mentre la più importante delle similitudini rimane la necessità di ricercare sempre, anche con appiglio dissacratorio, un vivere migliore e, ancora, la verità.
Allora cerchiamo di comprendere, con inguaribile ottimismo, le dinamiche di questo “contesto” e di svelare i segreti meccanismi di funzionamento dei singoli ingranaggi, magari accarezzando l’ingenua illusione che alla fine la libera opinione possa in qualche modo esercitare qualche buona azione di miglioramento.
Ed è in questo contesto  che, affidare al ruolo dell’informazione se non l’ebbrezza, almeno Gramscil’illusione della libertà?
Antonio Gramsci ricorreva spesso ad una espressione, per spingere i giovani e la gente comune all’impegno attivo in politica: essere pessimisti nell’intelligenza, ottimisti nella volontà

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