Questioni di genere, questioni relative alle donne e contro la violenza sulle donne sono le tematiche sulle quali l’Amministrazione comunale di Fasano ha predisposto un apposito progetto culturale rivolto agli studenti delle classi quarte e quinte degli istituti secondari superiori della città. Organizzati dagli assessorati alle Pari opportunità ed alla Cultura, gli incontri nelle scuole sono tenuti dalla psicoterapeuta Mariagrazia Pinto.
«L’iniziativa rientra nel grande progetto culturale “Sui generis: spazi di democrazia inclusiva” che stiamo portando avanti da un anno con incontri pubblici sulle questioni di genere – afferma Annarita Angelini, assessora alla Cultura -. Così è maturata l’idea progettuale, assieme alla dott.ssa Pinto, di allargare il discorso ai ragazzi ed alle ragazze delle nostre scuole. Come Comune abbiamo quindi acquistato il libro “Cara Ijeawele. Quindici consigli per crescere una bambina femminista” scritto dall’intellettuale nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie che oggi, in America, dove peraltro vive, è un punto di riferimento culturale su questi temi. Il volume – spiega l’assessora Angelini – lo abbiamo regalato alle biblioteche degli Istituti d’istruzione secondaria superiore, così da poterlo far leggere agli studenti».
Il libro è sviluppato come una lista di consigli scritta per la figlia dell’autrice «suggerimenti che possano servire per diventare una donna indipendente, consapevole e libera», sottolinea l’assessora Angelini. Anche se il volume analizza più in generale le questioni legate al genere «viste con la lente d’ingrandimento dell’uguaglianza fra donne e uomini, almeno nei diritti e nei doveri – sottolinea l’assessora Cinzia Caroli -; si tratta di un libro adatto alla lettura anche per gli adolescenti che, guidati con competenza da Mariagrazia Pinto, potranno approcciarsi alle questioni di genere, riflettendo senza pregiudizi ma con cognizione di causa su un tema così importante e di grande attualità. Mostrare a una figlia, come fa la scrittrice alla sua, le trappole tese da chi la vuole ingabbiare, attraverso pratiche abbrutenti e inaccettabili come la violenza, fisica o psicologica, in un ruolo predefinito – aggiunge l’assessora Caroli – per spiegare alle ragazze che quel ruolo non ha nessun valore reale e che potrà scegliere di essere da adulta ciò che vorrà».