Blitz all’alba di oggi (5 dicembre 2017) dei carabinieri del comando provinciale di Brindisi. Venticinque gli indagati, tredici in carcere, nove ai domiciliari, per gli altri la misura cautelare è stata respinta: coinvolte quattro donne, a vario titolo sono ritenuti responsabili dei reati di rapina, riciclaggio, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di armi.

Arresti in carcere

In carcere 12 indagati: Adriano Albano, 22 anni, di Nardò, in provincia di Lecce; Alexandro Ion, 29 anni, nato a Ploiesti, in Romania, ma residente a Ceglie Messapica; Fernando Lenoci, 25 anni, nato a Ceglie Messapica ma residente a San Michele Salentino; Annalisa Oliviero, 22 anni, nata a Massa di Somma, in provincia di Napoli ma residente a San Pancrazio Salentino; Gianluca Rubino, 26 anni, nato a Mesagne ma residente a Oria (era ai domiciliari in un’altra inchiesta); Cosimo Saccomanno, 48 anni, di Oria (era ai domiciliari in un’altra inchiesta); Eljesa Tafili, 25 anni, nato in Albania, ma residente a Cellino San Marco; Egidio Leandro Varliero; Giampiero Vergaro, 25 anni, nato a Mesagne ma residente Torre Santa Susanna; Leonardo Vergaro, 26 anni, nato a Mesagne ma residente a Torre Santa Susanna; Pietro Vergaro, 27 anni, nato a Mesagne ma residente a Torre Santa Susanna; Cosimo Vita, 39 anni, nato a Francavilla Fontana ma residente a Torre Santa Susanna.

Arresti ai domiciliari

Ai domiciliari: Rocco Anguissola, 42 anni, di Oria; Gabriele Caputo, 48 anni, di Torre Santa Susanna; Giuseppe Castrovillari, 19 anni, nato a Francavilla Fontana ma residente a Oria; Emanuele Darimadea, 36 anni, nato a Manduria, provincia di Taranto, ma residente a Oria; Cosimo Gennaro, 28 anni, nato a Mesagne ma residente a Torre Santa Susanna; Raffaele Melechì, 33 anni, nato a Mesagne ma residente a Torre Santa Susanna; Sara Missere, 26 anni, nata a Mesagne ma residente a Torre Santa Susanna; Patrizio Pichierri, 34 anni, nato a Mesagne ma residente a Torre Santa Susanna; Anna Maria Roppo, 29 anni, nata a Mesagne ma residente a Torre Santa Susanna.

Indagati a piede libero

Il pubblico ministero aveva chiesto la misura cautelare anche nei confronti di Danilo Iaia, 25 anni, nato a Mesagne ma residente a Torre Santa Susanna; Rosita Lecci, 47 anni, di Torre Santa Susanna, e Lea Palange, 20 anni, nata in Belgio ma residente a Nardò, in provincia di Lecce, ma il gip del Tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, ha negato gli arresti. I tre restano indagati a piede libero

Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal gip del tribunale di Brindisi, a seguito delle indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana al comando del tenente Roberto Rampino. In alcuni casi, a garanzia degli acquisti dello stupefacente, sono stati corrisposti beni di vario genere, quali cellulari e videogiochi completi di joystick. I dettagli dell’operazione saranno riferiti nel corso di una conferenza stampa convocata per le 10,30 presso la sede del comando provinciale di Brindisi.

Le indagini

L’inchiesta è partita l’1 agosto 2016, a seguito della consumazione di una rapina a mano armata con sequestro di persona in danni di un dipendente della Ddtta “Fox Services” srl (azienda che si occupa della manutenzione e riscossione degli incassi di slot machine), immediatamente dopo il prelevamento dei proventi dei giochi da un bar di Torre Santa Susanna e che fruttò un bottino di circa 13mila euro.

Le indagini hanno permesso di: individuare l’esecutore materiale della rapina, due basisti (la titolare del bar e il suo compagno) e un quarto soggetto, fratello dell’esecutore materiale, che ha fatto da intermediario, dando poi a quest’ultimo il necessario supporto logistico, nonché tre soggetti che hanno riciclato le monete provento della rapina, sostituendole con banconote; disarticolare una consorteria criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti, della quale faceva parte anche l’esecutore materiale della citata rapina con sequestro di persona e il fratello; documentare numerosi episodi di spaccio e traffico di sostanze stupefacenti, nonché le fasi della pesatura e confezionamento della droga.

E poi di sequestrare 2,2 chili di marijuana, 500 grammi di hashish e 10 grammi di cocaina (suddivisi in dosi) e 10 cartucce per fucile calibro 12; accertare che, in alcuni casi, a garanzia degli acquisti dello stupefacente sono stati corrisposti beni di vario genere (quali cellulari e videogiochi – dietro esplicita richiesta – completi di joystick); rinvenire cocaina nell’abitazione della nonna di uno dei presunti principali fornitori di droga della zona; appurare come gli spacciatori ricorressero a terminologie in codice per definire le partite o i campioni di droga, di solite indicati come “Cd”.

All’operazione hanno partecipato oltre 160 Carabinieri, l’elicottero del 5° Elinucleo CC di Bari, quattro unità cinofile (2 antidroga e 2 antiesplosivo) del Nucleo dei carabinieri di Potenza.