Pubblichiamo una nota degli studenti del Liceo Polivalente Statale “Don Quirico Punzi” di Cisternino. La nota, datata 28 Novembre, aiuta a meglio comprendere le proteste e gli scioperi (di cui vi abbiamo parlato) andate in scena nei giorni scorsi:

“Se siamo arrivati fino a questo punto è perché siamo stanchi, stanchi di una scuola ormai invivibile, stanchi di essere soli, stanchi di non essere ascoltati! Abbiamo stilato perciò un documento in cui elenchiamo le motivazioni che ci hanno spinto a manifestare.

Trasparenza
Noi studenti non siamo informati su ciò che accade nel contesto scolastico. Non siamo a conoscenza degli avvenimenti che ci riguardano in prima persona né di quelli che ci toccano in maniera marginale che però si ripercuotono inevitabilmente su di noi. Non siamo informati riguardo all’utilizzo dei fondi scolastici presenti all’interno del nostro istituto, su come vengano amministrati ed utilizzati, né siamo a conoscenza su come i nostri versamenti annui vengano gestiti.

Sicurezza
Noi studenti non siamo informati sulle condizioni di sicurezza dell’edificio scolastico. Vediamo pezzi di intonaco che cadono, aree inutilizzabili, come la nostra biblioteca ed alcune aule. Ci chiediamo se le scale siano idonee ed agibili ed in grado di sostenere l’alto numero di alunni presenti, visto che durante le prove di evacuazione si sono creati degli ingorghi così come se ne creano nei giorni in cui tutte le classi escono alla stessa ora.

Accade spesso che alcuni professori lascino le proprie classi scoperte, si presentino alle lezioni con largo ritardo o che interrompano l’ora di lezione lasciando la classe priva di sorveglianza sino al termine dell’ora o non facciano lezione affatto, seppur presenti a scuola, per poi recarsi in aula a fine ora o nelle ore successive per firmare i registri.
Incontri con la dirigente
All’interno del nostro istituto è necessario prendere un appuntamento con la DS prima di poter conferire con lei e, quando ci viene “concesso”, può accadere che ci venga poi comunicato che “la dirigente è impossibilitata a riceverci”.

Viaggi di istruzione
Da qualche anno a questa parte rileviamo che l’organizzazione dei viaggi di istruzione è poco efficiente, le mete sono definite in maniera vaga, le gare d’appalto svolte con ritardi che comportano il pagamento di spese più elevate, Soprattutto, ci troviamo a svolgere viaggi d’istruzione privi di programmi o con programmi imprecisi ed irrealizzabili. A causa di tale gestione spesso noi studenti ci ritroviamo a non poter usufruire di ingressi o servizi previamente pagati senza essere rimborsati.

Censura e rispetto
Da qualche anno a questa parte nel nostro istituto noi studenti non siamo più liberi di esprimere i nostri pensieri, i nostri disagi ma, soprattutto, noi stessi. Non siamo più liberi di chiedere chiarimenti o di esprimere disappunto soprattutto per tutte le questioni sopracitate.

Non ci sentiamo liberi di uscire dalle ideologie che ci sono state imposte, di fare le nostre considerazioni senza scontrarci con atteggiamenti di ostilità ed intimidazione nei nostri confronti.
Atteggiamenti che non ci fanno sentire rispettati prima che come studenti come ESSERI UMANI. Prima di essere studenti siamo PERSONE come ogni componente dell’Istituzione scolastica.
Noi studenti chiediamo che all’interno del “Punzi” questi valori fondamentali vengano rispettati.
Chiediamo il rispetto della libertà di espressione, di parola e di pensiero.
Chiediamo che ci ritorni il rispetto che diamo.
Chiediamo di essere trattati come PERSONE e non come “numero di iscritti”.
Chiediamo di essere ascoltati.
Non siamo studenti che scioperano senza ragioni o che semplicemente vogliono saltare le ore di lezione.
 Noi semplicemente crediamo in ciò che facciamo, ma soprattutto continuiamo a riporre fiducia e speranza in un sistema scolastico che tutto ci ha promesso e nulla ci ha dato.
 Crediamo negli ideali di una scuola sana e vera, una scuola trasparente ed educante che tuteli i nostri diritti!
 Crediamo in una scuola che ci incuriosisca e ci faccia venire la voglia di andarci ogni giorno.
 Crediamo in una scuola di qualità vera, non di facciata.
 Crediamo in una scuola sicura e accogliente.
 Crediamo in una scuola che ci formi al pensiero critico e consapevole.
 Crediamo in una scuola in cui essere studenti non voglia dire temere ogni singolo giorno di fare o dire la cosa sbagliata.
 Crediamo in una scuola dove non è necessario lottare contro tutto e contro tutti per ottenere il rispetto dei diritti fondamentali

Forse siamo degli ingenui, ma continuiamo a crederci perché l’istruzione è il nostro futuro. L’istruzione è quello che saremo domani. L’istruzione siamo noi studenti e noi CREDIAMO IN NOI!”