Il consigliere di opposizione ed ex sindaco di Cisternino, Donato Baccaro, attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook si è scagliato contro la decisione – a suo dire unilaterale da parte della maggioranza – di abbandonare i progetti di completamento della Città dei bambini (nei pressi di via Francesco Clarizia e via Nazario Sauro) e ristrutturare il Giannettino (via XXIV Maggio) ponendo in stato di disagio i piccoli che dovranno spostarsi presso delle aule delle scuole medie di via Monte la Croce.

Ecco il post dell’ex sindaco:

“Totalmente inadeguati nella gestione, senza alcuna prospettiva o visione. L’Amministrazione Convertini, rinunciando al completamento della “Città dei Bambini”, ha perso anche uno spazio di manovra pari a circa 620.000 euro sul patto di stabilità 2016. Città dei Bambini che, è doveroso ricordarlo, sarebbe stato il primo edificio scolastico cistranese, con annesso refettorio, a rispettare tutti i criteri antisismici. Adesso l’Amministrazione comunale ha deciso di effettuare lavori di ristrutturazione nel Giannettino, in pieno periodo invernale, spendendo 500.000 euro senza che siano previsti al momento i lavori di adeguamento antisismico della struttura. Le bimbe ed i bimbi della scuola dell’infanzia saranno momentaneamente ospitati presso alcune aule della Scuola Media di via Monte la Croce. Una decisione unilaterale, assunta senza alcun confronto né con le famiglie degli alunni, né con il personale scolastico, nonostante siano stati sollecitati dalle minoranze in diverse occasioni. Ci chiediamo se tali aule siano effettivamente idonee e sicure per i piccoli scolari. Assenza di programmazione e pianificazione sono le uniche vere certezze di questa Giunta. Avevano promesso grandi cambiamenti. Ad oggi, invece, soltanto vergognosi e pietosi peggioramenti”.

Nei commenti al post è intervenuto l’attuale sindaco di Cisternino, Luca Convertini, il quale ha fatto riferimento a non meglio specificate motivazioni che hanno indotto a prendere questa decisione ed ha concluso i suoi interventi non chiarendo quali siano queste motivazioni, trascinando tutto in mera bagarre più personale che politica che non fa onore ad una carica istituzionale e senza spiegare cosa abbia davvero spinto ad agire in questa direzione.