Tutto il mondo è paese e, se a Cisternino monta la polemica inerente le scarne illuminazioni ed i pochi addobbi natalizi allestiti dal comune, a Locorotondo ci pensa il terrazzamento del lungomare (via Nardelli) a creare dibattito social: le luminarie istallate sui terrazzamenti di Locorotondo, infatti, sono state attaccate perché deturperebbero il “biglietto da visita” della città della Valle d’Itria.
Il terrazzamento, da qualche anno, è stato dato in gestione all’azienda vitivinicola “SiRose” di Domenico Bufano il quale ha rigenerato lo spazio e reimpiantato vitigni autoctoni.
Lo spazio, già in precedenza, era stato al centro di altre polemiche per l’utilizzo dello skyline locorotondese a fini pubblicitari effettuato da parte di altre aziende vinicole del territorio.

Ad attaccare, tra gli altri, è Marianna Cardone (di Cantine Cardone), la quale scrive: “È una situazione incresciosa accaduta già il Natale scorso e durante il Viva Festival. Un marchio amplificato da luminarie di un gusto improponibile ed in contrasto estremo con tutto il resto, su un monumento, non si mette, è un insulto alla bellezza storica del nostro amato paese, e a chi dice che la nostra protesta è infondata perché nasce dall’invidia chiedo di farsi una chiacchierata con tutte le più importanti e serie realtà vitivinicole di Valle D’Itria, scoprirà quanto lavoro con passione, dedizione, gusto e coerenza stiamo portando avanti con reciproco rispetto e grande spirito di collaborazione. I vigneti nelle scarpate comunali parte integrante dell’immagine più bella della nostra Locorotondo, sono state una geniale intuizione, certo che sì, ma farle diventare uno scenario pubblicitario per giunta di dubbio gusto è un insulto per chi lavora nel rispetto delle regole e del territorio”.

Domenico Bufano, così, interviene in difesa dello spazio da lui gestito scrivendo: “Facendo seguito a quanto pubblicato su Facebook in merito all’insegna degli auguri posizionata sulle terrazze di Locorotondo, nel rispetto di chi ha mosso le critiche e di chi le ha commentate, confermo la mia piena ed assoluta disponibilità nel mettere il sito nelle disponibilità di tutti coloro che vogliono fare qualcosa di costruttivo per lo stesso (sicuramente molto meglio di me da solo). In altre circostanze ho esplicitato tale invito e lo ribadisco, precisandolo: “la spesa imponibile sostenuta sino ad oggi (Vigneto, Rose, ecc) e quanto ci sarà da sostenere (Cummersa, Cisterne, trulli, ecc) può tranquillamente essere ripartita tra più soggetti che hanno la volontà di partecipare fattivamente ad abbellire ancora di più il sito. Diversamente le scelte operate finora, giuste o sbagliate che siano, sono frutto di investimenti sopportati da un’unica azienda che, nel rispettato di chi ha realizzato l’insegna in questione (bracciante agricolo aziendale), ha deciso di posizionarla anche quest’anno. Ovviamente le porte sono aperte a tutti quei soggetti singoli o associati che vorranno progettare e realizzare un’insegna (Locorotondo) la quale sarà posizionata con piacere da me quest’anno e/o magari da parte di un gruppo di soggetti che da ora terranno conto di quanto innanzi da me precisato”.

A questo punto, toccherà agli organi istituzionali ed alla commissione paesaggistica di Locorotondo intervenire per mettere ordine nella vicenda. E, dopo la polemica – ancora non completamente risolta – sui dehors, ci si aspetta un nuovo dibattito all’interno della comunità locorotondese per salvaguardare e valorizzare la bellezza di uno degli scorci più suggestivi dell’intera Valle d’Itria.