La nota dell’ex sindaco di Fasano Lello Di Bari in cui si attaccava l’amministrazione, alla quale era giunta prontamente una replica dell’attuale vicesindaco fasanese, Giovanni Cisternino, ha scatenato una polemica che vede, alla terza puntata, l’intervento della Novares (società facente parte della Federazione Italiana Tabaccai) tramite il responsabile dell’Area Gare e Affari Legali, Antonio Abbate.

Quest’ultimo smentisce alcuni passaggi affrontati da Cisternino: «Come è noto – scrive Antonio Abbate – l’Amministrazione in carica, fedele al proprio programma elettorale, ha avviato una serie di iniziative finalizzate a interrompere il rapporto con la concessionaria centro Tri.Com. e con il suo socio privato, dal 2015 Novares S.p.A. (del Gruppo FIT, Federazione Italiana Tabaccai). Non entro nel merito delle affermazioni dell’assessore che, tra l’altro, tralascia di rammentare che i rilevanti vizi di legittimità di cui sono gravati gli atti adottati dall’Amministrazione sono oggetto, su nostra iniziativa, di un contenzioso pendente dinanzi al Tar Puglia (Sezione Lecce), potenzialmente suscettibile di rilevanti richieste risarcitorie a carico del Comune. Mi preme solo evidenziare una delle tante affermazioni dell’assessore Cisternino, del tutto destituita di ogni fondamento: mi riferisco alla questione degli avvisi Tari 2016. La nostra società, sostenendo cospicui investimenti, ha implementato un sistema tecnologico di ultima generazione, nel quale sono stati importati tutti i dati relativi alla pregressa gestione e che è direttamente consultabile dall’Amministrazione, che già da tempo li può utilizzare a proprio piacimento per le finalità che ritiene più opportune. Quindi, non risponde a verità la circostanza che ci saremmo rifiutati di fornire i “database”, per la semplice ragione che i dati soggettivi ed oggettivi relativi ai contribuenti sono già a disposizione dell’Amministrazione. Così come, ovviamente, sono a diretta conoscenza dell’Amministrazione anche i pagamenti effettuati dai contribuenti, visto che vengono direttamente accreditati sui conti intestati al Comune.

È vero che la convenzione prevede, per i casi di interruzione del rapporto, la restituzione dei “database” – continua la nota di Abbate – ma si tratta di un contratto stipulato 12 anni fa (!), in un’era tecnologicamente lontanissima da quella odierna che, per l’appunto, consente di ottenere lo stesso risultato con sistemi molto più avanzati. Tutto questo è confermato proprio dal comportamento recente dell’Amministrazione che ha preso i dati relativi agli avvisi di pagamento Tari 2016 direttamente dal sistema da noi messo a disposizione, ha verificato sui propri conti correnti quali contribuenti avessero pagato a quali no e, a questi ultimi, ha inviato l’accertamento di evasione. Tale ultimo passaggio è stato gestito dall’Amministrazione, utilizzando l’ulteriore software acquistato (con evidenti oneri aggiuntivi per i conti pubblici) per la lavorazione dei dati, visto il rifiuto di continuare ad avvalersi del sistema da noi messo a disposizione. Tale software, la cui gestione ricade esclusivamente ed integralmente nella responsabilità dell’Amministrazione, o non è stato correttamente impostato o ha fatto male i calcoli e, da qui, le cartelle inesatte inviate ai contribuenti».