Continuano a suscitare polemiche le “Parlamentarie”, le pre-selezioni del Movimento 5 Stelle per stabilire i candidati al Parlamento per le elezioni del prossimo 4 Marzo.

Martina Franca ha visto presentare la disponibilità di nove candidati, di cui quattro già esclusi dallo staff di Grillo. Tra questi ultimi si trova Vito Domenico Carbotti, che esprime la propria delusione attraverso una lettera aperta:

“La prima volta che ti ho incontrato è stato a Carrara. Io spettatore pagante e tu sul palco. Mi sono molto divertito, erano gli anni ’70. Sono quasi un tuo coetaneo. Poi mi sono avvicinato al M5S qualche anno fa. Tu garante del movimento, io aderente. Perché? Mi piacque che a Napoli pubblicamente dichiarasti che il Nord, di cui tu fai parte… non dimentichiamolo… doveva chiedere scusa ai Meridionali, per come erano stati trattati per l’Unità d’Italia.

Poi ho appreso che, su iniziativa di Antonella Laricchia, che s’era candidata col nostro movimento alla Presidenza della Regione Puglia, l’anno scorso riuscì a far adottare dal Consiglio regionale Puglia “la giornata della memoria” per le vittime meridionali dell’Unità d’Italia ( per 10 anni dal 1861). Ed anche questo m’è piaciuto. Poi ho letto in gran parte il programma del M5S dove, tra le righe, ho avuto la sensazione che a noi meridionali, in questo movimento, ci sarebbe stata data la possibilità di agire per la restituzione della nostra identità e dignità.
E quindi mi sono candidato nelle parlamentarie un po’ con l’ardito compito di servire il mio paese ed un po’ illudendomi che in questo movimento avrei avuto la possibilità di amplificare la voce dei meridionali, da troppo tempo trattati dall’Italia come colonia dalla quale attingere materia prima: (territoriale e di intelligenze umane).

Da come sono andate le cose mi sono fatto un’idea, peraltro già da tempo consolidata, che a noi meridionali nessuna calata di Barbari potrà mai toglierci le castagne dal fuoco. Con il M5S, sempre per come sono andate le cose, colonia eravamo e colonia continueremo ad essere.
Io non so se la mia voce potrà mai diventare pervasiva come lo è stata la tua da guitto. Ma semmai dovesse avere un minimo spiraglio, sappi che io, più o meno in modo solitario, sono consapevole che noi meridionali dobbiamo cavarcela da soli. Siamo la parte sofferente dell’Italia da troppo tempo. Lo dimostra l’affermazione del nostro movimento dalle nostre parti.

Non so se te ne sei approfittato più o meno consapevolmente, però la nostra causa – quella dei meridionali per i meridionali – è stata da me abbracciata quando già ero iscritto al M5S. Ma adesso la ritengo prioritaria. Vedi Beppe, qui, dalle nostre parti, c’è il paradiso terrestre, il fuoco nascente della cultura occidentale che risale a ca. 2500 anni fa. Mentre il tuo, come la mia – come la nostra vita – fa parte di un momento episodico, rispetto all’eternità, che tra l’altro non è neanche appannaggio del pianeta terra.

Ti sei interrogato se la tua opera, a favore dell’Italia, da guitto, da politico o da conquistatore delle risorse meridionali, ti porrà nella storia in modo positivo o negativo? Ti sei chiesto cosa resterà di te?

AI POSTERI L’ARDUA SENTENTIA.
Io ritengo di aver fatto la mia parte ed avere la coscienza a posto. E tu?”