Aspro confronto tra Comune di Martina Franca e il sistema delle imprese sull’imposizione della tassa di soggiorno. L’amministrazione martinese vorrebbe l’introduzione già da quest’anno.

Di seguito il comunicato di Confcommercio:

“Il regolamento comunale di istituzione della imposta – che lo ricordiamo è una tassa di scopo, vale a dire che il gettito sarà destinato al finanziamento di un’ampia serie di interventi connessi al settore del turismo- ha intrapreso l’iter di approvazione, un percorso che si concluderà con il passaggio finale in Giunta che stabilirà la misura dell’imposta. Dopo un ampio confronto, voluto dall’assessore Stefano Coletta, con le categorie maggiormente rappresentative del settore, si è giunti ad una stesura condivisa del Regolamento.

Un confronto dove non sono mancati i toni aspri su alcuni passaggi e articoli del regolamento che introduce la tassa a carico dei turisti che sceglieranno di pernottare a Martina Franca. La data di introduzione della tassa di soggiorno è uno dei primi argomenti su cui si è incagliato il confronto tra Federalberghi Confcommercio e l’assessore ed i consiglieri della Commissione Turismo. Da una parte l’esigenza della Amministrazione comunale di intercettare da subito – dalla prossima estate- risorse economiche da incalanare sul territorio, e dall’altra gli operatori turistici che hanno già assunto impegni con tour operator, buyer e agenzie per la stagione turistica 2018 e che giustamente obiettano che non si può cambiare il prezzo in corso d’opera. La proposta è dunque di partire dal prossimo anno. Un tema sul quale sembra essere stato raggiunto un punto di accordo e che si auspica che il buonsenso suggerisca di voler confermare in Consiglio, nell’interesse di un territorio che si presenta su un mercato delle vacanze nel quale operano a pochi chilometri competitor agguerriti come Alberobello, Locorotondo, Cisternino.

Dalla lettura congiunta del Regolamento predisposto dalla Amministrazione sono emersi suggerimenti e osservazioni da parte degli operatori che l’Amministrazione ha accolto e che contribuiranno a migliorare la stesura finale del documento, confermando così la volontà politica di valorizzare la collaborazione con le categorie.

L’associazione ha rappresentato la necessità di non variare l’imposta per almeno due anni e di decidere le eventuali variazioni entro il dodicesimo mese dell’anno precedente. La imposta prevede però delle esenzioni e infatti non sarà applicata a tutte le categorie, anche in questo caso sono state avanzate alcune specifiche richieste che dovrebbero esentare alcune fasce di turisti (come gli ospiti del segmento business verso i quali vi sono convenzioni particolari, o gruppi scolastici) con il fine di favorire la competitività delle strutture ricettive del territorio laddove il fattore prezzo può essere determinante. Gli operatori hanno poi chiesto che venga istituito un osservatorio permanente con il compito di monitorare gli effetti della applicazione della tassa e di formulare gli indirizzi per il miglior utilizzo delle risorse (ad esempio mezzi di collegamento da e per il centro storico rispetto alle aree extra urbane o di collegamento da e per gli aeroporti pugliesi), e hanno inoltre chiesto che l’Amministrazione di attivi con ogni mezzo per contrastare l’abusivismo nel settore ricettivo anche in questo caso favorito dalla introduzione della tassa di soggiorno a carico degli ospiti che scelgono le strutture in regola”.