Pubblichiamo un comunicato ricevuto dal PD di Locorotondo riguardante il ritiro della Variante urbanistica per il progetto di finanza del cimitero comunale:

“In merito al ritiro della Variante Urbanistica necessaria al progetto di finanza sull’ampliamento del cimitero comunale e costruzione della sala del commiato, il Partito Democratico di Locorotondo non può che sottolineare come, ancora una volta, il Sindaco Scatigna e la sua Amministrazione abbiano dimostrato tutta la propria incompetenza e inadeguatezza. Come sottolineano le osservazioni al progetto presentate dal Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura (CRSFA) Basile Caramia, a firma del Presidente Michele Lisi, l’ampliamento previsto dal progetto insiste su una particella che l’Amministrazione ha già concesso al CRSFA per scopi di ricerca. La Convenzione tra CRSFA e Comune di Locorotondo, firmata dallo stesso Tommaso Scatigna, prevede sì la possibilità di “scorporo di parti della proprietà” concessa al Centro, “a condizione che l’utilizzo delle stesse non siano incompatibili per precedenti finanziamenti ottenuti dal Centro per l’espletamento delle proprie attività” (Art. 6 Comma F). Sull’area, infatti, il CRSFA “Basile Caramia” ha ottenuto un finanziamento per il “Recupero del Germoplasma Frutticolo Pugliese” con risorse PSR prima 2007-2013 e poi PSR 2014-2020. Ancora una volta, quindi, Scatigna dimostra di non sapere quel che fa, e cosa più preoccupante per tutti i cittadini, di non sapere quello che approva e firma. Il nostro Circolo si oppone fermamente al progetto di ampliamento del cimitero comunale e soprattutto alla sua privatizzazione, progetto che oggi per la seconda volta ha subito una brusca frenata a causa dei continui dietrofront dell’Amministrazione. Il nostro partito, tramite l’impegno dei Consiglieri Comunali Giovanni Oliva e Silvestro Catalano, assicura ancora una volta il proprio impegno per difendere gli interessi della comunità locorotondese, che anzi da questo progetto verrebbero lesi con l’aumento dei costi per i cittadini e il freno all’attività scientifica di una realtà di assoluta eccellenza del nostro territorio”.