Non c’è pace per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano. Neanche il tempo di gioire per l’assegnazione della gara d’appalto al raggruppamento di imprese Astaldi-Guastamacchia ed ecco che arriva lo stop per la firma del contratto e di conseguenza al momento si allontana anche la posa della prima pietra. Come spesso avviene negli appalti pubblici ecco che la gara d’appalto espletata dalla Asl di Bari è stata impugnata dalla seconda e terza classificata in graduatoria che si sono rivolte al Tar. E il ricorso ad un tribunale amministrativo di fatto blocca la procedura di firma del contratto e l’inizio lavori. Dicevamo delle società che hanno presentato ricorso. La seconda classificata, la Pessina Spa, pare lamenti alcune presunte violazioni da parte della Asl e dalla stessa commissione di gara: Si mettono in dubbio il punteggio troppo alto assegnato alla Astaldi-Guastamacchia rispetto alla qualità del materiale che sarà utilizzato e delle opere che andranno a realizzarsi. La terza classificata, invece, la Manelli Srl, contesta la tempistica. Per la ditta il bando di gara si sarebbe svolto troppo velocemente e non sarebbero stati garantiti i tempi minimi di pubblicazione. Così facendo non si sarebbe data la possibilità a tutti di poter presentare la migliore offerta. Anche la Manelli, poi, contesta le valutazioni e l’assegnazione dei punteggi da parte della commissione di gara sia alla prima che alla seconda classificata. Davanti a tutto questo anche la Astaldi-Guastamacchia presenterà una memoria difensiva in sede Tar che discuterà della questione nei prossimi giorni.

Secondo la gara i lavori dovevano essere terminati in 1000 giorni dalla posa della prima pietra. Un appalto da oltre cento milioni di euro se agli 80 milioni della struttura ospedaliera si aggiungono anche le opere legate all’urbanizzazione e alla viabilità.

“Sento uno strano e rumoroso godimento, seppur minoritario, per il ricorso contro l’aggiudicazione dei lavori per il nuovo ospedale. Faccio presente che le leggi italiane consentono a chi perde una gara di rivolgersi al Giudice, e in tempi brevissimi sapere se i lavori li deve fare l’aggiudicatario o il ricorrente. A questo serve un ricorso, che è normalissimo nei lavori pubblici di tutto il mondo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio, il consigliere regionale fasanese Fabiano Amati.

“Non c’è dubbio che alla maggior parte delle persone avrebbe fatto piacere non perdere forse quattro settimane per cominciare i lavori; ma le regole sono quelle e vanno rispettate, anche perché l’interesse nostro è per l’opera e non per chi la realizzerà.
Invidio chi non sa, o finge di non sapere, che la vita di tutti è fatta di problemi e soluzioni.
Ci sono persone, solari e di buon umore, che quando emergono i problemi tacciono, si mettono al lavoro per risolverli e quando li risolvono comunicano. Queste sono le persone positive.
Ci sono invece persone, cupe e di malumore, che sanno solo comunicare i problemi restando seduti a godere, e quando gli altri risolvono i problemi rimangono per dispetto in silenzio. Queste sono le persone che servono a far spiccare la maggioranza ottimista e positiva che sta sempre al lavoro.
Se si vuole dunque spiccare bisogna coltivarsi un bel giro di immusoniti: io ce l’ho e me lo tengo stretto stretto”.