L’onorevole ed avvocato di Martina Franca Gianfranco Chiarelli aveva lanciato l’allarme con un comunicato ed inizialmente non si comprendeva quali fossero le cause della paventata chiusura dell’ufficio del Giudice di Pace del comune di Martina Franca.

A seguito di più approfondite informazioni, è emerso che l’ufficio, con una mole di 1.500 cause all’anno e che vede impegnati nel solo territorio di Martina Franca circa 400 professionisti forensi registrati, non sarebbe “adeguatamente predisposto” a svolgere il lavoro a livello informatico a causa di probabili mancanze da parte dei quattro impiegati che, nonostante siano regolarmente retribuiti e risulterebbero formati verso le novità telematiche, non riuscirebbero a svolgere le proprie mansioni al punto che la presidenza del Tribunale di Taranto, dopo aver invitato ad appositi corsi di aggiornamento i dipendenti – inviti che, secondo indiscrezioni, sarebbero stati “gentilmente rispediti al mittente” per cause logistiche – starebbe optando per la chiusura dell’ufficio martinese.

Di seguito il comunicato diffuso dal deputato Gianfranco Chiarelli:

“Apprendo con grande stupore che, a causa di problematiche organizzative della macchina amministrativa comunale, sarebbe stato sospeso il servizio Giustizia di Martina Franca con il grave rischio che sia del tutto cancellato dopo oltre 200 anni di vita. Martina Franca, che ha dato i natali ad illustri giuristi, che a tutt’oggi ha una ampia e qualificata classe forense, che, solo in termini di cause iscritte a ruolo conta oltre 1.500 casi all’anno, ridotta ad un villaggio privo dei più essenziali servizi! Voglio davvero credere che si sia trattato semplicemente di un problema temporaneo e che si provveda immediatamente a rimediare. Chiudere il servizio Giustizia vuol dire non avere più alcun riferimento non solo per gli operatori del settore ma per la intera cittadinanza. Per qualunque atto giudiziario, dal semplice deposito, alla prova testimoniale, si dovrà raggiungere il capoluogo di provincia! Danni di natura economica per tutto il territorio a cui si aggiungono quello morale, di immagine e, più nella sostanza, quello sociale; ancor più si consentirà di ricorrere alla Giustizia solo a chi ha le risorse economiche per farlo. Davvero non è possibile tollerare che ciò accada. Sarà mio impegno sollecitare le competenze interessate perché si trovi subito la migliore soluzione. Nessuna altra chiusura a Martina Franca”.