Luigi Russo, tra i relatori di un interessante incontro tenutosi presso il laboratorio urbano Jan-net nei locali del Giannettino di Cisternino, attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, racconta quanto accaduto durante la serata cistranese:

“CISTERNINO PREPARA UN SECCO RIFIUTO A DISTRUGGERE I SUOI STUPENDI ULIVI SECOLARI, SENZA ALCUNA RAGIONE SCIENTIFICA, PER EFFETTO SOLO DEL “PROTOCOLLO DI ERADICAZIONE” E CON LA SCUSA DELLA XYLELLA. UNA PIOGGIA DI RICORSI IN ARRIVO.

Sono stati analizzati dalla Fitopatologa Margherita D’amico e dal costituzionalista Nicola Grasso tutti gli aspetti della vicenda, scientifici, politici e legali. Dietro quel protocollo, in verità, c’è molta propaganda-commercio e nessuna certezza scientifica. E intorno alla #xylellacavalloditroia un giro incredibile di soldi. Allora occorre bloccare questa strategia di eradicazione (in nessun altro paese del mondo dove c’è la Xylella viene applicata una follia del genere, che tratta ulivi monumentali come piante di prezzemolo): ci sono profili evidenti di incostituzionalità nella legge regionale che recepisce la direttiva europea e molti profili di torsione delle legalità nei processi attualmente in atto. La cosa migliore, secondo Grasso, è oggi farei ricorsi anche per la propria salvaguardia. I legali e gli esperti agronomi del Popolo degli ulivi offrono assistenza a chi ama la propria terra e i propri patriarchi e li vuole difendere dalla furia biocida che ha quasi messo in ginocchio il Salento e che ora punta alla Valle d’Itria”.