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La storia di amicizia ed Ashram di Cisternino nel saluto di Dinni Cesoni alla prima devota occidentale di Babaji

Gora Devi con Babaj

Gora Devi con Babaj

La storia di un’amicizia sincera, una fede nel bene collettivo e, all’unisono, dell’Ashram di Cisternino – al centro di discussioni per la temporanea chiusura, in attesa di un riassetto morale ed organizzativo che dovrebbe vedere i primi risultati

Dinni Cesoni all'Ashram di Cisternino

Dinni Cesoni all’Ashram di Cisternino

in primavera – nelle splendide parole che Dinni Cesoni, psicologa e fine intellettuale cistranese d’adozione, ci concede l’onore di riportare come estremo saluto alla prima devota occidentale di Babaji.

Un arrivederci, più che un commiato, da leggere tutto d’un fiato per meglio comprendere la storia del tempio cistranese di contrada Portarino fondato da Lisetta Carmi.

Ashram Babaji Cisternino e Lisetta Carmi

Ashram Babaji Cisternino e Lisetta Carmi

«L’amicizia profonda resiste attraverso le intemperie della vita… Così è stata l’amicizia per Gora Devi, che negli anni ha superato la distanza: lei per quasi 30 anni in India, io a Milano e a Parigi per lavoro. Negli anni ‘90 da Parigi sono venuta a lavorare al servizio di salute mentale di Cisternino. Nei trulli di contrada Portarino, Lisetta Carmi aveva creato l’Ashram di Babaji.

VALERIA BONAZZOLA - GORA DEVI

VALERIA BONAZZOLA – GORA DEVI

Negli ultimi 20 anni della sua vita Gora Devi, tornata dall’India per curarsi di un Parkinson precoce, ha abitato per lunghi periodi in un trullo nella campagna di Cisternino. Molti altri amici, milanesi e non solo, avevano fatto la scelta di vivere vicino all’Ashram di Babaji.

Gora Devi con Babaji

Gora Devi con Babaji

L’amicizia, mia e di tanti che le hanno voluto bene, ha dovuto attraversare la sua malattia, una lunga e grave malattia che infine ha fatto tornare Gora a Milano nella casa dei suoi, dove in questi giorni ha abbandonato il corpo sofferente per raggiungere il Maestro luminoso incontrato in India nel 1972 e che non ha più lasciato.

Anche dopo la morte di Babaji, nel febbraio 1984, Gora Devi è rimasta in India nell’Ashram di Hairakhan, un luogo meraviglioso, isolato, sulle alte colline himalayane, per meditare e continuare il lavoro da Lui

Ashram di Hairakhan

Ashram di Hairakhan

insegnato: vivere con una disciplina semplice, in ”Verità Semplicità e Amore”. Alzarsi alle quattro del mattino, fare all’alba il bagno nel fiume Ganga, poi l’antico rito della “Puja” o l’antichissimo rito del fuoco prima di cominciare i lavori essenziali e necessari per vivere in una comunità. Per Babaji il “karma Yoga”, il lavoro concreto e disinteressato, fatto con amore e concentrazione, è il metodo di meditazione necessario in quest’epoca così difficile, il Kali Yuga, il tempo oscuro che stiamo attraversando.

Nella tradizione indiana solo la sacra energia di Shiva, il Distruttore e Trasformatore, può oltrepassare quest’epoca in cui l’uomo e il pianeta rischiano la distruzione totale e condurre l’umanità verso il Satya Yuga, un’epoca di pace.

Gora Devi, la Bianca Devi, è il nome indiano che le ha dato il Maestro luminoso. Ma

VALERIA BONAZZOLA

VALERIA BONAZZOLA

quando ci siamo conosciute al liceo e poi all’università, Valeria Bonazzola era una giovane donna impegnata, con il desiderio di conoscere e cambiare il mondo, in quegli anni di utopia concreta, intorno al ’68, di cui è il cinquantenario. Si è infatti laureata in filosofia con una tesi sull’Utopia, ha creato il primo asilo antiautoritario di Milano, ha fatto il suo training di psicoterapia e psicanalisi con Silvia Montefoschi, allieva di Jung.

Eravamo giovanissime, capelli neri lunghi, gonne colorate o pantaloni a zampa d’elefante, avevamo deciso di vivere in fratellanza, nelle piccole “comuni” urbane dove si condividevano i pochi soldi e si litigava sui turni per lavare i piatti, ma si passavano nottate a parlare tra noi, dei nostri sogni e progetti, a raccontarci di incontri e di libri che potevano allargare il nostro sguardo sul mondo, oltre le nebbie degli anni ’60 con il loro moralismo e cieco autoritarismo.

nebbia a Milano

SiddhartaLa nostra ricerca, negli anni del “movimento del ‘68”, ci portava a guardare oltre, a cercare altrove. Giovani di tutto il mondo partivano per viaggi “iniziatici” verso il Perù, il Messico, l’India. Avevamo letto tutti “Siddharta”, la storia del giovane Buddha, e sapevamo che Jung, il grande allievo di Freud, aveva aperto la strada a una ricerca filosofica, ma anche intima, spirituale, che unisse le due visioni del mondo, quella occidentale e quella orientale.

All’inizio degli anni ’70, molti amici decidono di lasciare tutto e partire per l’India. Parte anche Gora lasciando la sua “comune” e un amico innamorato. Poco dopo ci

Gora Devi

Gora Devi

scrive dicendo che ha incontrato ad Almora, sulle montagne del nord dell’India, un essere meraviglioso e speciale, un maestro spirituale e lo ha seguito fino a un piccolo tempio nello sperduto villaggio di Hairakhan.

Un tempio sulla collina lungo un fiume, la Ganga… per arrivarci si cammina sei ore a piedi lungo il fiume ed infine si salgono 108 gradini… il numero sacro di Shiva… si mangia e dorme all’aperto o sotto il colonnato del tempio. Siamo nel 1972: non ci sono ancora devoti occidentali, a parte Gora Devi, la Devi dalla pelle bianca.

Muniraji all'Ashram Babaji di Cisternino

Muni Raji all’Ashram Babaji di Cisternino

…Dieci anni dopo nell’Ashram di Cisternino, grazie a Lisetta Carmi, verrà costruito un tempio uguale a quello di Hairakhan, che verrà consacrato sul finire degli anni Il Duni, il fuoco sacro che arde sempre... Febbraio 2018’70 da Muni Raji, il maestro padre di famiglia che ha proseguito l’opera di Babaji. Anche Muni Raji ci ha lasciato. Oggi l’Ashram di Cisternino potrà continuare se ogni devoto saprà finalmente trovare il suo Guru dentro sé stesso e con gli altri nella vita di ogni giorno.

Lama Yesce

Lama Yesce

L’Ashram di Cisternino viene visitato quasi ogni anno da grandi maestri come i Lama tibetani, che danno i loro insegnamenti e fanno i loro antichi riti. Babaji ha mandato per un periodo Gora Devi in un monastero tibetano, da Lama Yeshe, per imparare antichi metodi di meditazione silenziosa.

Babaji

Babaji

Il nostro maestro luminoso insegnava il “Sanathan Dharma, la via “ecumenica” verso la verità e la conoscenza di sé stessi e raccomandava a ognuno di seguire la sua religione.

Siamo nel 1973: Gora ci scrive che non tornerà, che ha deciso di vivere lì, vicino al maestro luminoso, e che a poco a poco sta trovando tutto quello che cercava. Mi fido di Gora, della sua sensibilità e del suo senso

Gora Devi e Babaji

Gora Devi e Babaji

critico, ma sono molto diffidente e un po’ allarmata all’idea che lei segua un “guru” . Glielo scrivo. Mi risponde “non preoccuparti, non sono plagiata, ho solo trovato il più incredibile psicoterapeuta e psicanalista”. Decido di partire per capire dove è finita e in che mani è capitata la mia più cara amica… e per capire cosa ci può insegnare “Madre India”.

Babaji e Gora Devi

Babaji e Gora Devi

Gora, tra l’altro, diceva di Babaji “è un Joker, un giocoliere che gioca con l’arcobaleno… ti insegna in modo a volte allegro e scherzoso, a volte serio e severo, a volte prendendoti in giro per farti capire chi sei”. Così negli anni ho capito il senso del “Lila”, il “Gioco sacro” che ti aiuta a scoprire il senso della tua vita. Forse è questo che mi ha convinto a partire per l’India nel settembre del ’73, attraversando in treno, autobus, a piedi, Iran, Afganistan, Pakistan. Sono rimasta nove mesi, il tempo di una rinascita… e solo alla fine del viaggio riuscirò ad arrivare

India

India

da Gora e da Babaji.

Avevo perso le indicazioni per arrivare ad Hairakhan e forse ero anch’io un po’ persa… in quel tempo era come se, da Milano, dovessi andare a Figazzano, senza sapere che era una contrada di Cisternino. Nessuno avrebbe saputo dirmi dov’era. (Oggi c’è il navigatore, ma con mia grande soddisfazione, nei tratturi serve poco!)

autobiografia di uno yogi di Yogananda

autobiografia di uno yogi di Yogananda

Cosa fare? Mi sono affidata a una “guida spirituale” invece che a una “guida turistica”. Nel bellissimo libro “Autobiografia di uno Yogi” scritto da Yogananda, il maestro che negli anni ’20 e ‘30 fece conoscere e diffuse lo yoga in America, si parla di un incontro con Babaji sulle montagne vicino a Ranikhet. Mi sono informata, mi hanno saputo dire dov’era, perché c’era un avamposto militare, e mi sono ritrovata in mezzo a soldati indiani. Ero disperata… nessuno sapeva dove fosse Hairakhan né chi era Babaji… anche perché Babaji in hindi vuol dire “caro padre”… e il nostro giovane e luminoso maestro non ha nome, è solo “ il caro padre” di Hairakhan.

avamposto militare indiano

avamposto militare indiano

Andando contro il mio spirito critico, continuo nella ricerca di tipo spirituale e chiedo a Babaji “mi vuoi dire come faccio a venire?” Dopo tre giorni capisco che la mia domanda è insensata. Decido di partire e scendo lungo una strada polverosa per prendere il solito bus… per dove?

Vedo arrivare un giovane bellissimo, vestito di bianco immacolato in mezzo a quella polvere, con una chitarra sulle spalle. Una “visione in carne ed ossa”. Lo fermo e gli chiedo da dove viene. E’ un giovane viaggiatore giapponese. Mi risponde: vengo da Hairakhan.

Grazie Babaji… così finalmente arrivo… e lo vedo e trovo Gora un po’ dimagrita ma felice. Babaji è diverso dalle foto di soli due anni prima, dove sembrava un meraviglioso “hippy” in meditazione. E’ rapato, un po’ cicciottello, molto attivo. Rimango un po’ delusa

Babaji - Ph Lisetta Carmi

Babaji – Ph Lisetta Carmi

(siamo sempre delle romantiche fanciulle!). Chiedo a Babaji, dentro di me, cosa fa Gora in India, perché non torna in Italia per raccontare, per portare da noi i suoi insegnamenti. Con Gora parliamo di questo per notti intere, lei cerca di spiegarmi l’importanza di dedicarsi al suo maestro e di praticare tutti i suoi insegnamenti.

Interiormente mi ribello, non sono convinta della scelta di Gora.

Gora Devi in IndiaCosì, un mattino, salendo con un secchio d’acqua i 108 gradini che portano dal fiume al tempio, la risposta mi arriva “nel vento”: un venticello dolce, che scendeva muovendo appena le foglie degli alberi intorno. Nel vento parole leggere come l’aria, profonde come l’acqua, precise e preziose, imprendibili… mi dicevano che la scelta di Gora era al di là dello “spazio-tempo”, era il senso della sua vita e lei ne era totalmente consapevole.

Hairakhan in India

Per me, una esperienza interiore delicatissima, una sensazione di pace, una risposta che non dimenticherò mai e attraverso la quale ho riconosciuto Babaji, il maestro luminoso.

La Risposta Soffia nel Vento - Frammenti di una generazione di BONAZZOLA, GORA DEVI“La risposta soffia nel vento”, così cantava Bob Dylan e così Gora Devi ha introdotto il suo libro “Frammenti di una generazione” che mi ha dettato alla macchina da scrivere e che abbiamo un po’ scritto insieme, al suo ritorno dall’India. E’ il racconto della nostra ricerca giovanile verso una utopica “Età dell’Acquario”, quando coloravamo Milano sempre grigia con eventi colorati.

Poi un vento ci ha portato in India e poi ognuno ha fatto la sua vita. Ma la ricerca non si è mai fermata. Nella sua India Gora Devi ha tradotto testi sacri dal sanscrito e dall’hindi in inglese e in italiano: la Sapta Shati, settecento versi in onore della Madre Divina, scritti dal

Shri Shastriji con Babaji

Shri Shastriji con Babaji

grande poeta e letterato del Rajastan, Shri Shastriji, maestro vedico che per primo ha riconosciuto ufficialmente Babaji e gli è stato sempre vicino. Con lui Gora ha tradotto un testo antichissimo di saggezza: Gorakhvani. E poi Gora ha dedicato a Babaji delle poesie sia in italiano che in inglese.

Il suo libro più importante è “Diario indiano- dodici anni con Babaji di Hairakhan- autobiografia di una yogini” (J.Amba ed.) in cui ripercorre le giornate e i momenti più importanti vissuti vicino al nostro maestro.

Babaji con Gora Devi

Babaji con Gora Devi

Negli anni in cui è stata vicino a lui, ad Hairakhan o nei pellegrinaggi che a volte Babaji faceva nei posti sacri dell’India, Gora Devi ha fatto un lavoro incredibile, meraviglioso e molto faticoso: seduta accanto a lui traduceva in Hindi le domande che le persone, che ormai arrivavano da tutto il mondo, rivolgevano a Babaji. In modo naturale e nello stesso tempo misterioso si era sparsa la voce che ad Hairakhan c’era un maestro speciale. Per accogliere tutta quella gente l’Ashram era diventato come un piccolo villaggio, con Babaji che dirigeva concretamente tutti i lavori necessari.

Babaji con Gora Devi

Babaji con Gora Devi

Chi voleva fermarsi doveva partecipare… per esempio a spostare pietre per rinforzare gli argini del fiume. Gora ascoltava e traduceva le domande, le difficoltà di vita, le sofferenze di tutte le persone che si rivolgevano a Babaji e traduceva le sue risposte. Il Karma-Yoga, il suo compito difficile, profondo e delicato, è stato quello di essere un tramite della saggezza e dell’energia del maestro. Qualcosa di ancora più speciale dell’ essere una psicoterapeuta.

Quando Gora ha lasciato il corpo, il 16 febbraio 2018, ci siamo ritrovati per darle l’ultimo saluto al cimitero di Milano-Lambrate:

cimitero Milano Lambrate

cimitero Milano Lambrate

c’erano le più care amiche e amici che hanno ricordato i momenti più emozionanti ed importanti vissuti con lei. Tutti i devoti hanno detto che Gora è stata, per ognuno, il tramite che li ha portati all’incontro spirituale con Babaji e a capire i suoi insegnamenti più profondi. E’ stata Gora Devi ad accompagnare Lisetta Carmi per la prima volta da Babaji… e Babaji chiederà a Lisetta di fondare il suo Ashram di Cisternino.

Ashram di Cisternino

Ashram di Cisternino

Settimo Catalano

Settimo Catalano

Settimo Catalano, amico fraterno di Gora, che ha fondato l’Ashram di Asti, ha detto che Gora, di cui con amore abbiamo ricordato il “caratterino”, il suo spirito critico e arguto, è stata sempre per lui come una madre dolcissima e consolante.

Capodanno tibetanoIl 16 febbraio è una data molto particolare: il 14 febbraio, San Valentino, Babaji ha lasciato il corpo, il 15 in tutta l’India è Shivaratri, la festa in onore di Shiva, il 16 febbraio Babaji è stato sepolto. Kartari e Letizia, amiche storiche sempre vicine a Gora, con cui abbiamo fatto una “veglia” alla “bella addormentata” con i canti sacri dei “bhajans”, hanno ricordato che questo 16 Febbraio era anche il capodanno tibetano.

Messaggi al Mondo: Discorsi di Shri Babaji (Hairakhan Baba) e testimonianze 1970Ho aperto, in quel momento, il libro che raccoglie i messaggi, le parole di Babaji. Il libro si è aperto sull’ avvertimento che il mondo è in grave pericolo e che tutti gli esseri viventi potrebbero essere distrutti. Ricordo mio padre, ingegnere nucleare: la bomba H distrugge tutto ciò che vive lasciando intatte le costruzioni, il cemento… Babaji ha raccomandato di ripetere sempre il mantra Om Namah Shivaya,“chiedo protezione a Shiva”, e ha detto che questo mantra è più potente dell’atomo. “Lo spirito rivoluzionario col quale voglio ispirare i cuori di tutti voi, è per la pace nel mondo… con lo scopo di ottenere la pace mondiale” (“Messaggi al mondo” J. Amba ed. pag, 127).

Om Namah Shivaya mantra

Om Namah Shivaya mantra

Gora Devi sempre affianco a Babaji

Gora Devi sempre affianco a Babaji

Gora Devi, grande Yogini, attraversando con la sua malattia un tremendo calvario, ha lavorato con Babaji per evitare al mondo la catastrofe finale. Per chi crede che la lotta e l’impegno contro guerre, ingiustizie, potere e contro il nostro ego negativo possa creare le condizioni della pace».

 

Gora Devi con Babaj

Gora Devi con Babaj

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