Continua senza accenni di tregua la depauperazione del sistema sanitario pugliese: dal 1° Maggio prossimo, infatti, chiuderanno molti punti di primo intervento, quei punti nati per sopperire alla chiusura degli ospedali in molti centri.
La riconversione porterà alla chiusura di circa quaranta punti di primo intervento; in alcuni casi saranno sostituiti da postazioni del 118, in altri solo da un’ambulanza o un’auto medica.

In soldoni, in caso di urgenze, il cittadino dovrà chiamare il 118 o recarsi in qualche pronto soccorso vicino.

I Ppi che fino ad oggi hanno registrato oltre seimila accessi (tra questi Fasano e Ceglie Messapica, ma anche Terlizzi, Triggiano, Torremaggiore, Vico del Gargano, Vieste, Canosa, Trani, Mesagne, San Pietro Vernotico, Grottaglie, Massafra e Statte) avranno una postazione medicalizzata del 118; gli altri (tra questi Cisternino, Locorotondo, Alberobello, ma anche Conversano, Gioia del Colle, Mola di Bari e Noci) potranno disporre solo di una postazione mobile (un’ambulanza medicalizzata o un’auto medica o la cosiddetta “India”, auto con a bordo infermieri).

Nei casi di località turistiche (Alberobello, Polignano a Mare…) ci sarà una deroga stagionale che prevede una doppia unità dal 1° Aprile al 30 Settembre.

“La conversione dei Punti di Primo Intervento in postazioni medicalizzate è stata la conditio sine qua non attraverso la quale ci hanno approvato, ai tavoli romani, il piano di riordino ospedaliero. Se a fine 2018 i Ministeri dovessero riscontrare una inadempienza in tal senso, non è escluso che possano utilizzare la circostanza per mandarci, per un altro triennio, in Programma Operativo. Non solo. Non avremmo le premialità che invece ci spetterebbero. Ricordo che a fine 2015, ci hanno mandato in Programma Operativo per molto, molto, ma molto meno. E comunque la riconversione dei PPI è scritta e dettata dal DM70 e, mi preme dirlo e sottolinearlo, non comporta nessun nocumento per i cittadini in termini di assistenza sanitaria perché comunque i cittadini troveranno la loro risposta sul territorio, in alcuni casi, anche con l’auto medicalizzata che invece prima non era presente. Non cambia nulla. Stiamo solo razionalizzando le risorse”. Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha commentato così la presentazione agli assessori, nel corso della penultima Giunta, di una proposta di delibera di riordino deii Punti di primo intervento, così come prevede il decreto ministeriale n.70 del 2015 laddove parla di riconversione dei Punti di Primo Intervento in Presidi Medicalizzati 118, presentazione effettuata dalla struttura tecnica dell’assessorato alle Politiche per la salute. La riconversione dei PPI infatti è uno degli obblighi cui deve far fronte la Regione Puglia, essendo previsto dal Programma Operativo concordato dai Ministeri.

Le giustificazioni, tuttavia, non placano le già roventi polemiche e le scontate previsioni secondo le quali, automaticamente, in caso di assenza di punti di primo intervento, i cittadini si riverseranno nelle città vicine le quali, in molti casi, sono già al limite per capacità di accoglienza ed assistenza.