Il vicesindaco di Martina Franca, Stefano Coletta, attraverso un post su Facebook, provoca un clamoroso ed inatteso terremoto nella gestione politica cittadina dimettendosi – senza che ve ne fosse il sentore – dalla carica istituzionale ricoperta ed aprendo di fatto una crisi in maggioranza.

Il giovane vicesindaco, tra i trascinatori a livello elettorale del secondo mandato per Franco Ancona, attacca anche il sindaco con queste parole:

“Sia chiara una cosa: non mi arrendo mica. Anzi, il mio gesto è un rilancio. È un sacrificio personale che spero possa servire a tutti.

Ho combattuto e mi sono scornato, chiedendo a tutti solo una cosa: risolvere anche i piccoli problemi dei cittadini con celerità. Il mio modo di fare è stato questo per 6 anni: trovare sempre la soluzione in pochi minuti, anche se fosse significato raccogliere una busta o prendermi un cane randagio in campagna. Insomma, una soluzione, SEMPRE.

Già da dicembre avevo palesato difficoltà, ma sono state messe da parte, come la polvere sotto il tappeto. Lo stesso assessore Palmisano aveva minacciato le dimissioni, senza trovare il coraggio di andare in fondo, per un rapporto difficile con la Dirigenza del Comune.

Io vado in fondo. NON RISCALDO POLTRONE inutilmente, sapendo che il mio operato potrebbe non avere gli effetti che vorrei. È una questione di dignità e di correttezza verso chi ci paga: i cittadini.

Io vado in fondo, perché di fronte a Dirigenti super pagati, quasi tutti di fuori Martina, che, finita la giornata, tornano apaticamente nelle loro case forestiere, mi sono battuto per far si che rispondessero con più velocità ed efficacia ai problemi dei cittadini. Ma quando vedo che anche il mio Sindaco, che forse dovrebbe essere maggiormente riconoscente, soprattutto nei miei confronti, accetta supinamente il loro burocraticismo esasperato e non tutela il suo Vicesindaco da un attacco frontale di un dirigente che mi accusa di essere troppo presente, beh, capisco davvero di essere alieno a questo modo di fare.

Ragazzi! Un Dirigente che, davanti a Sindaco e colleghi, mi accusa, urlando a più non posso, di smetterla di fare anche l’impiegato e di fare di più il vicesindaco.

Ma chi sei tu Dirigente? Tu che vieni pagato profutamente con i nostri soldi e che comunque vada la giornata, torni nella tua bella casetta forestiera, dovresti essere onorato e riconoscente che il tuo ViceSindaco si metta a raccogliere immondizia per strada, aiuti gli uffici nel fare gli atti, prenda i cani dalla strada, partecipi da solo alle fiere montandosi gli stand di notte.

E tu Sindaco supinamente accetti questo? Dai ragione al Dirigente, solo perché è un “Dirigente”, distruggendo così ogni forma di autorevolezza degli assessori verso i burocrati?

È troppo. Non voglio i “grazie”, ma nemmeno che non venga riconosciuto un lavoro continuo ed incessante. Ho un altro modo di fare politica. Io sono pragmatico, vado alla risoluzione del problema, senza se e senza ma.

Con questi metodi, il mio stipendio è sprecato. Datelo a qualcuno che la pensa come voi. Io continuerò le mie battaglie da fuori. Anzi. Preparerò il terreno per tornare. A modo mio però.

Chiedo scusa ad elettori e cittadini se non sono riuscito subito a modernizzare il pensiero verso un nuovo modo di fare politica. Ma, come ho detto, oggi serviva il mio sacrificio. Dopo 6 anni di totale servizio alla mia città, compio questo gesto estremo, sperando che chi rimane, capisca che a volte è meglio una voce burbera e grossa verso la burocrazia, che non l’accondiscendenza. E che ricordi che noi siamo eletti per servire solo ed esclusivamente i CITTADINI, e non i Dirigenti. Piuttosto che creare problemi al consiglio, tolgo io il disturbo.

Torneremo, amici. Torneremo. Non è un addio, è un arrivederci.

Grazie per i tanti messaggi di sostegno. Ne sono orgoglioso.
Il vostro (comunque nel cuore) ViceSindaco”.

Lo scossone provocato da Coletta ha colto di sorpresa il Pd, che scrive:

““Nessuna crisi politica” lo dichiarano il segretario del Partito Democratico Vito Cramarossa e il capogruppo PD Nunzia Convertini.
“Abbiamo appreso ieri sera delle dimissioni irrevocabili del Vicesindaco Coletta che non aveva preannunciato a nessuno le sue dimissioni”.
Attendiamo l’incontro tra il Sindaco Ancona e Coletta per comprendere le motivazioni e definire l’azione amministrativa, considerando che si tratta di incarico fiduciario.
Intanto siamo impegnati a terminare i passaggi per l’approvazione del conto consuntivo previsto per il 4 maggio”.

Il gruppo consiliare di Forza Italia (Pino Pulito, Giacomo Conserva, Mauro Bello, Pasquina d’Ignazio) commenta così su Facebook:

“Se le Dimissioni sono veramente irrevocabili, diciamo che il vice sindaco ha fatto un atto coraggioso, di cui ne va dato merito anche perché, obiettivamente, nelle dimissioni, lo stesso Coletta lamenta una amministrazione ormai sorda e poco lungimirante, soprattutto nell’ascoltare i propri cittadini. Ad oggi dal sindaco Ancona tutti (sia maggioranza che opposizione) aspettiamo delle risposte da 6 anni, soprattutto per quanto riguarda l’annosa questione “ufficio tecnico”, al quale dedicheremo una battaglia ad oltranza, al fine di tutelare i nostri cittadini e la nostra piccola e media impresa, i professionisti, tutti arenati ormai da anni a causa dello stallo del predetto ufficio, al quale il sindaco Ancona non ha portato quel quid pluris promesso già dalla sua prima sindacatura, con l’aggravante di essersi tenuto la delega alla urbanistica, per ben 5 anni, facendo addirittura aumentare le pratiche edilizie, che da anni necessitano di risposte.

Questo modo di gestire l’ufficio ha affossato ancora di più la nostra maestranza, costretta a trovare lavoro fuori e, in alcuni casi, a chiudere baracche e burattini, licenziando i propri dipendenti. Ci riserviamo, altresì, di lottare per mediare sul modus operandi della raccolta differenziata nell’agro, per quanto ci riguarda obsoleta e arcaica, soprattutto per la conformazione del nostro territorio, ma, in questo momento storico, nn vogliamo fare sciacallaggio nei confronti dell’ex vicesindaco, il quale, anche sbagliando, ha comunque sempre dato prova di voler bene alla nostra città.

Il sindaco Ancona, ma soprattutto il Pd, a questo punto, subisce una bruttissima sconfitta politica, della quale il Sindaco Ancona, ne deve prendere atto, ammettendo, la propria incapacità nell’affrontare importanti questioni e nell’aver dato alla burocrazia molto di più della considerazione che meritava, a discapito di coloro i quali lo hanno portato ad essere eletto per la seconda volta, come sindaco.

Un sindaco che resta sempre sordo alle doglianze anche dei propri consiglieri, portando avanti un proprio progetto politico, di comune accordo con i dirigenti. Ancona non deve scordare, altresì, che lo stesso d ai banchi dell’opposizione ha lottato contro la burocrazia, quella burocrazia che oggi, lo sta affossando, ma che lui preferisce sempre tutelare e difendere.

A questo punto ci aspettiamo qualcosa di importante anche da quei consiglieri del Pd, che, a differenza di Stefano Coletta, preferiscono subire passivamente e il sindaco Ancona e i dirigenti che hanno, lapalissianamente, imbrigliato la nostra città”.

Martino Miali, ex consigliere comunale eletto durante la prima amministrazione Ancona tre le fila dell’Udc commenta:

“A seguito delle dichiarazioni al vetriolo esternate da Stefano Coletta credo sia alquanto opportuno che il Sindaco riferisca in Consiglio comunale soprattutto per i contenuti riferiti dallo stesso Coletta che parlano di atteggiamento supino e subordinato di Ancona nei confronti di dirigenti che spadroneggerebbero in lungo e in largo infischiandosene degli assessori attuali.
Conoscendo personalmente Coletta se ha preso questa sofferta decisione è sicuramente frutto di un disagio sempre più crescente unito ad un impotenza nel non riuscire a risolvere i numerosi problemi derivanti dalle sue deleghe assessorili.
Ricordo sommessamente che sono gli assessori che devono dare gli indirizzi politici ai dirigenti e non viceversa.
Ma se il sindaco attuale, come riferito da Coletta, rimane inerme di fronte ad ingerenze simili si pone un problema oltre che politico anche di stasi e paralisi amministrativa.
Coletta non è un assessore qualsiasi, è un eletto con un suffragio straordinario e le sue dimissioni, se non dovessero essere ritirate pongono un problema politico di grande rilevanza in seno alla maggioranza attuale di governo”.

Gianfranco Palmisano, compagno di avventura amministrativa di Coletta, scrive:

“Stè, comprendo le difficoltà nell’amministrare la cosa pubblica, la burocrazia che spesso non ha gli stessi tempi dei cittadini e la frustrazione quando non riusciamo a dare le risposte che vorremmo in tempi brevi.
Ma il nostro ruolo è anche questo: accorciare le distanze fra i cittadini e gli uffici comunali e fare in modo che questi ultimi, nella legalità diano risposte efficaci in tempi certi. Abbiamo sempre detto che è la squadra a fare la differenza, non il singolo. Abbiamo lo stesso obbiettivo: IL BENE DELLA CITTA’. Non possiamo non stare insieme!
La Martina bella e accogliente che vogliamo raggiunge alte percentuali di differenziata attraverso un SERVIZIO RIFIUTI che TU HAI FORTEMENTE VOLUTO.
Hai il dovere di portare a termine questo tuo compito, con l’aiuto nostro e di tutta la città. Capisco la pressione derivante dalle difficoltà della raccolta differenziata ma siamo stati votati per governare i processi dall’interno, non da fuori.
È da dentro che si può fare la differenza. Hai ragione, io ho posto al Sindaco, alla Giunta, ai Consiglieri e al partito una questione e rimango al mio posto per risolverla, non per attaccamento alla poltrona come dici tu.
I nostri elettori ci hanno dato fiducia proprio per questo. Dobbiamo portare a termine Piazza Mario Pagano, Via Bellini, Via del Tocco, il Votano, solo per dirne alcuni. Nulla può distrarci da questi obbiettivi, nemmeno la stanchezza fisica e psicologica. Siamo umani, nelle difficoltà bisogna chiedere aiuto. Andiamo avanti per la Festa dello Sport, per il Distretto del turismo con i comuni della Valle d’Itria e per tante altre cose.
Non puoi lasciare ad una settimana dall’approvazione del Bilancio consuntivo che come assessore hai curato. Mi dispiace contraddirti ma i Consiglieri di maggioranza esercitano con competenza il loro potere di indirizzo e controllo ponendo questioni di merito nelle sedi opportune, proprio come dovrebbe fare un buon amministratore.
La MODERNITA’ richiede TEMPO e SACRIFICI.
Amico mio, RIPENSACI.
Ti aspetto in comune che lunedì abbiamo da fare”.

Vincenzo Angelini del Pd commenta su Facebook:

“Io non so ancora cosa sia successo di preciso ieri al Comune di Martina e sinceramente trovo assurdo che tanta gente, che ne sa meno di me, sia pronta a fare sciacallaggio sulla base di semplici post su facebook.
Il nostro vice sindaco si è dimesso. Questa è una cosa grave e spero che ci siano i margini per una ricomposizione.
Alcune dichiarazioni peró hanno leso la dignità di tutti i consiglieri comunali e, sebbene siano giustificabili se ricondotte ad un momento di rabbia e di stress, io non posso tenermele senza proferire parola.
Conoscendo la sensibilità di Stefano, mi augurerei quindi che ci sia una rettifica.
Io ho sempre partecipato ai lavori del Consiglio Comunale, ho sempre partecipato ai lavori della mia commissione, ho sempre dato il mio contributo, ho spesso lavorato anche “fuori commissione” proprio per non percepire il gettone di presenza. Chi mi conosce e in questi mesi ha lavorato con me , questo lo sa.
Inoltre non penso di “aver MAI rallentato i lavori della giunta”.
Queste poche righe peró non sono per fare sfoggio del mio personale lavoro. Come me, infatti, TUTTI gli altri consiglieri di maggioranza, fanno le stesse cose con grande impegno e partecipazione. La nostra dignità e il nostro impegno vanno difesi allo stesso modo di quelli di un assessore”.

Visione Comune, formazione civica aderente all’amministrazione, commenta:

“Le dimissioni dell’Assessore Coletta, la cui notizia è giunta nella serata dello scorso 27 aprile, indipendentemente dall’esito che avranno e lungi dal pensare che possano rappresentare la causa di una eventuale crisi politica, devono essere considerate un momento di riflessione costruttiva all’interno della maggioranza. Il modo con cui sono state rassegnate, l’assenza di dibattito interno preventivo, i commenti (anche dello stesso interessato) che vengono affidati ai social, sono lo specchio di una politica fondata sull’individualismo; ovvero quella politica in alternativa alla quale il nostro Movimento si è costituito e opera. La nostra posizione quindi, in linea con i nostri principi ispiratori, non può giammai risolversi in un puro e semplice giudizio dei fatti, né tanto meno in un più o meno laconico comunicato stampa di circostanza. La nostra VISIONE della politica ci porta in maniera naturale ad analizzare lo sfondo, le motivazioni che hanno determinato il fatto specifico. Senza una lettura d’insieme, senza una contestualizzazione, ogni analisi ne potrebbe uscire monca, quanto fuorviante.

Le motivazioni che vengono poste a supporto della decisione di rassegnare le dimissioni, rappresentano un caso tipico di ciò che il lavoro di squadra dovrebbe, invece, elaborare, discutere e risolvere: in un’ottica di tutela del bene pubblico, di cui mai una iniziativa privata si può fare portatrice. Le difficoltà, pur legittime, che vengono espresse, affidate alla estemporaneità di un “grido di dolore“ individuale, perdono di consistenza e si traducono nelle intenzioni donchisciottesche di un gesto isolato. E i gesti isolati, l’idea del “solo contro tutti”, se da un lato possono produrre visibilità e facile consenso, dall’altro inducono a semplificazioni di tipo populistico e al trionfo dell’individualismo; caratteristiche che, certamente, conducono in vicoli ciechi. Infatti, come Don Lorenzo Milani affermava “sortire dai problemi insieme è politica, sortirne da soli è avarizia”. Per questo, in coerenza con la rivisitazione delle proprie posizioni già operata in fase pre-elettorale e, comunque, in un’ottica di recupero del senso collettivo, non possiamo che auspicare quanto meno un confronto dialettico nelle forme, nei tempi e nei luoghi dove tale confronto si legittima. In maniera altrettanto netta, auspichiamo che il dibattito interno alla maggioranza ma, perché no, con le dovute differenze di ruolo, anche con la minoranza in Consiglio, si sviluppi sempre su percorsi di confronto e di condivisione, avendo come fine ultimo il solo obiettivo che un’Amministrazione Comunale può porsi: il bene della Città”.

LeAli per Martina, formazione vicina al candidato sindaco Eligio Pizzigallo, scrive:

“A distanza di nove mesi dal suo insediamento, la Giunta Ancona perde pezzi importanti.

Nata tra squilli di tromba trionfanti e violazione della Legge Del Rio (il mancato rispetto della quota di genere – rosa – nella misura del 40%), l’Amministrazione Comunale mostra tutte le fragilità che, nel corso della precedente sindacatura, ne avevano decretato la caduta e reso complicata la scelta del candidato sindaco alle ultime elezioni.

Il tanto decantato “patto generazionale” oggi sembra un lontano ricordo e una fotografia ormai sbiadita.

Alla cittadinanza importa relativamente poco dei dissidi personali tra dirigenti e componenti della Giunta e non convince il chiamarsi fuori del Vicesindaco dimissionario Coletta che pare volersi svincolare dalle proprie responsabilità politiche.

Il Movimento LeAli per Martina chiede adeguate risposte ai tanti problemi tuttora irrisolti da questa Amministrazione come la gestione della raccolta differenziata, le problematiche dell’agro e del centro storico, della viabilità, del commercio e della sicurezza dei martinesi.

In un momento difficile, alla vigilia di un Consiglio dove si discuterà del bilancio consuntivo, Martina merita un pubblico chiarimento dal Sindaco, dal Vicesindaco e dall’intera maggioranza”.