Il vice-sindaco dimissionario di Martina Franca, Stefano Coletta, dopo il consiglio comunale di ieri, venerdì 4 Maggio, che ha visto l’approvazione del bilancio consuntivo, ha chiarito il significato della propria presenza ai lavori dell’assise pur non essendo rientrato tra gli scranni della maggioranza.
Ecco il post con cui Coletta chiarisce – sebbene non totalmente – le proprie posizioni:

“Stamane (ieri, ndr) io c’ero in consiglio comunale. Ma mi sono accomodato nel pubblico.

Questa notte ho riflettuto molto e non posso non ringraziare le tante persone che mi hanno scritto, chiedendomi di continuare a combattere per la mia città.

Ieri, infatti, ho incontrato il Sindaco e i Consiglieri Comunali, apprezzando la loro volontà di discutere circa le motivazioni del mio eclatante gesto. Mi hanno tutti chiesto di rientrare ed essere presente oggi in Consiglio Comunale, poiché vi era un fondamentale punto all’ordine del giorno, ossia l’approvazione del bilancio consuntivo. Ho trovato anche in loro la disponibilità ad affrontare, dopo il consiglio di oggi, le varie problematiche da me esposte.

Proprio perciò, dopo una lunga nottata, ho realizzato che non avrei consentito a nessuno di poter pensare che io potessi fuggire dalle mie responsabilità o che non avessi il coraggio di sedermi in consiglio comunale per sostenere il bilancio, peraltro già approvato in Giunta 20 giorni fa.

Mi sono dunque presentato stamane prima del Consiglio, dichiarando la mia volontà di affrontare insieme il bilancio, condividendo le ragioni di Sindaco e Consiglieri.

Nella stessa sede ho semplicemente rinnovato loro la richiesta di risolvere insieme i problemi da me elencati in un tempo certo: oggi mi hanno risposto di NO. E qualche intervento in aula è stato davvero offensivo.

Mi è dispiaciuto. Ma sono altrettanto felice che il bilancio sia stato approvato e che l’Amministrazione, a prescindere da me, possa proseguire il mandato.

In tutti i casi, io continuo a lavorare per Martina. Ciò che conta sono le motivazioni e, oggi, ne ho recuperate tante.

Io ci sono”.