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SIAL SERRAMENTI FASANO

Da FASANO un APPELLO, condivisibile, per l’intero nostro TERRITORIO e per la PUGLIA tutta

Per la nostra Terra, per la nostra Vita

Trisciuzzi Raffaele M5S FasanoUn appello riguardante l’insano “Decreto Martina”, da parte del consigliere comunale Raffaele Trisciuzzi, del Movimento 5 Stelle di Fasano, che condividiamo e facciamo anche nostro, per dare un chiaro e netto messaggio a tutti coloro che, inspiegabilmente e comunque senza una reale base scientifica, seria e certa,vorrebbero avvelenare la nostra amata Terra di Puglia e, quindi di conseguenza ed irrimediabilmente, tutti Noi, le nostre vite e quelle delle generazioni a venire…

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Per la nostra Terra, per la nostra Vita…

Ulivi millenari di PugliaA Tutti i miei contatti e a tutte quelle persone che, come me, si fermano ancora ad ammirare gli Ulivi, la Terra e gli Agricoltori, chiedo di condividere il mio appello.

Da domani a Fasano e dintorni partirà l’obbligo di utilizzo di insetticidi anche chimici per contrastare il fenomeno Xylella imposto dal Decreto Martina.

Le api sono vitaTra questi vi sono 3 Neurotossici acclarati persino dall’UE come i neonicotinoidi (Imidacloprid, Clothianidin e Thiamethoxam), pericolosi per l’Uomo, soprattutto per i bambini, e distruttivo per le api nel periodo più importante del ciclo biologico: la Fioritura.

pesticidiQuesti veleni entreranno massicciamente nella terra, nell’aria e nell’acqua, quindi dentro di Noi, in dosi decisamente superiori al passato, atteso che questi prodotti sono da sempre “tollerati” in agricoltura, non consentendo alle api di fecondare il nostro splendido territorio.

Esiste una soluzione? ASSOLUTAMENTE SI, anche se lasciata alla sensibilità di pochi: diserbo meccanico e tramite prodotti biologici.

Soluzioni logiche. Diserbo meccanico e tramite prodotti biologici

Affrontare la Xylella avvelenando la terra per scongiurare un rischio, porterà la stessa a danni certi e immediati.

Municipio FasanoHo depositato con parte dell’opposizione una mozione volta a chiedere una posizione di contrasto all’utilizzo di questi prodotti al Sindaco e alla maggioranza, ma l’obbligo parte da DOMANI, mentre il prossimo consiglio comunale sarà il 22 prossimo (N.d.R. ovviamente risoluzione valida solo per il Comune di Fasano).

Non è una battaglia politica, di questo o quel partito, è una battaglia per Tutti Noi.

Vi prego di far arrivare a tutti questo appello mio e di tanti agricoltori e cittadini preoccupati.

Raffaele Trisciuzzi

stop pesticidiA margine dell’APPELLO 

Onu: i pesticidi causano 200mila morti l’anno

Pesticidi: causano 200 mila morti all’anno, la quasi totalità nei Paesi in Via di Sviluppo. Il rapporto dell’Onu che conferma gli effetti di queste sostanze sulla salute e sui diritti umani.

O.N.U. Organizzazione delle Nazioni UniteI pesticidi usati in agricoltura provocano 200mila morti l’anno. Quasi tutti nei Paesi in via di sviluppo: è questo il grido di allarme lanciato dall’Onu. La stima è contenuta in un rapporto realizzato dagli inviati speciali dell’Organizzazione per il Diritto al cibo, Hilal Elver, e per le Sostanze tossiche, Baskut Tuncak. Nei giorni scorsi, il report è presentato al Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra. C’è di più. Secondo i Relatori Speciali, non solo fanno male alla salute e all’ambiente. Non sono nemmeno necessari per garantire l’aumento della produzione agricola finalizzata al nutrimento della popolazione mondiale in crescita.

Pesticidi: dannosi e non necessari

Il rapporto è molto chiaro. Non solo i pesticidi sarebbero responsabili di un aumento stimato di 200mila decessi all’anno per avvelenamento acuto, ma non sono nemmeno necessari. Secondo gli inviati ONU, “nei 50 anni passati, la popolazione globale è più che raddoppiata, mentre la terra arabile disponibile è aumentata solo del 10%”.

Generalmente, affermano gli inviati, si ritiene che l’agricoltura intensiva industriale sia necessaria per aumentare i raccolti. E quindi per sfamare una popolazione mondiale in continua crescita. I dati confermano che, però, non è così. Anzi. È stato già ampiamente dimostrato, infatti, che i pesticidi causano danni ambientali, uccidono o fanno ammalare le persone, destabilizzano l’ecosistema e limitano la biodiversità. Altrettanto vero, inoltre, è che le aziende del settore hanno ormai adottato “una negazione sistematica della grandezza del danno portato da queste sostanze chimiche”. Hanno inoltre attuato “tecniche di marketing aggressive e non etiche” per promuovere i propri prodotti. Strategie che non sarebbero state contrastate a sufficienza. L’industria chimica, affermano gli inviati, tende infatti ad attribuire la colpa dei danni dei pesticidi all’uso improprio fatto dagli agricoltori. Spendono quindi enormi quantità di denaro per influenzare i decisori politici e contestare le prove scientifiche.

La risposta di Agrofarma al rapporto dell’Onu

AgrofarmaNon si è fatta attendere la risposta di Agrofarma, l’Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica.

Secondo l’associazione, “gli agrofarmaci sono strumenti indispensabili per ottenere livelli di produttività delle coltivazioni sufficienti a sostenere la crescente popolazione mondiale; sforzi per una migliore distribuzione degli alimenti e per la riduzione degli sprechi sono doverosi, ma senza l’impiego degli agrofarmaci non si avrebbe abbastanza cibo per tutti. L’esempio virtuoso dell’agricoltura italiana ed europea conferma che l’agricoltura integrata, che prevede l’utilizzo della chimica, può essere pienamente sostenibile. Il problema non sono dunque i prodotti fitosanitari in sé stessi, ma il loro scorretto utilizzo”.

Affermazioni che cozzano con il rapporto che evidenzia come “alcuni pesticidi possano persistere nell’ambiente per decenni arrivando all’effetto controproducente di ridurre il valore nutrizionale degli alimenti oltre che a uccidere animali che non sono propriamente dei parassiti”.

Per l’Onu è necessario colmare il vuoto dell’assenza di un trattato generale che regoli i pesticidi altamente pericolosi. Produrre cibo nutriente, più sano e rispettoso dell’ambiente non solo è possibile:

è necessario!

2017 Fonte: ambientebio.it

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