Stefano Coletta, vice-sindaco dimissionario di Martina Franca, ha convocato una conferenza stampa in un bar cittadino per raccontare la propria versione dei fatti circa l’ipotesi di rientro di fatto stroncata dalla nomina di Vito Cramarossa, segretario del Pd cittadino, ad assessore al bilancio ed al personale.

Ecco quanto dichiarato da Coletta che, a suo dire, era tornato sui propri passi tanto che la segreteria Pd avrebbe prodotto un documento in cui si comunicava al sindaco Franco Ancona che Coletta era pronto al rientro senza condizione alcuna.
Ad affare fatto, alcuni consiglieri comunali si sarebbero messi di traverso, facendo sfociare Coletta in questo sfogo-racconto:

“Singolare che chi ha condotto la trattativa per il mio rientro è quello che poi ha preso il mio posto. All’inizio del mandato avevo preso tutte quelle deleghe perchè non le voleva nessuno, con la promessa che ce le saremmo divise nel tempo. È mancato il senso di squadra. Giovedì scorso a casa mia è venuta la segreteria del Pd, mi ha chiesto di tornare ed avevo accetto. Il sindaco mi ha chiamato il giorno dopo, alle 11.10 ero da lui, mi ha abbracciato e mi aveva confermato la decisione. Mi sono messo di buona lena a lavorare alla Festa dello Sport. Venerdì pomeriggio si incontrano i consiglieri comunali e so che qualcuno non voleva che facessi il vicesindaco. Sabato mattina mi chiama Vito Cramarossa a cui ho spiegato che è il PD che ha chiesto il mio rientro, su mandato del direttivo. Cramarossa mi ha raccontato che alcuni consiglieri si erano messi di traverso. È il direttivo che mi ha chiesto di tornare e se le carte cambiano dopo che avevo detto sì, forse è perchè non se l’aspettavano. L’altra delusione è del sindaco che prima mi abbraccia e poi nomina un altro senza nemmeno chiamarmi e spiegare. Umanamente è terribile: l’ho saputo dal profilo Facebook del Comune. Ho comunque chiamato Cramarossa per fargli i complimenti.
Il partito si è comportato benissimo, perchè ci sono due documenti che lo dicono. Chi si è messo contro sono i consiglieri comunali e Franco (Ancona, ndr) forse non ha preso posizione, invece di prenderla per tutelare un patto generazionale e politico. Ho dato tanto, ed in molti ci hanno votato perchè sapevano che c’ero io. Sono molto deluso e indignato e se mai ci fosse bisogno, questo episodio conferma le motivazioni delle mie dimissioni: non c’era una squadra. Posso capire che non c’era voglia che tornassi, ma perchè richiamarmi? Vorrei che i consiglieri spiegassero a tutti perchè non vogliono che torni. C’è altro: sono convinto che sono un pezzo pesante nello scacchiere delle prossime elezioni.
Non era solo un problema con i dirigenti, se hai l’appoggio di chi lavora con te. Lanceremo le basi per un progetto politico futuro: non è una resa ma un rilancio, l’inizio di una rincorsa“.