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Puglia: nove arresti dei Carabinieri nel Brindisino.
Gli arrestati pugliesi accusati di aver compiuto rapine nel NordEst d’Italia e nel Tarantino. Tra loro un fasanese e due residenti ad Ostuni

Puglia: nove arresti dei Carabinieri nel Brindisino

Puglia: 9 arresti dei Carabinieri nel Brindisino. É partita a Pordenone, all’alba di oggi Giovedì 27 Settembre, un’azione dei Carabinieri di Pordenone in Friuli.

Pordenone

Un blitz che ha portato agli arresti avvenuti, anche e soprattutto, nella nostra provincia di Brindisi a Fasano, Ostuni, Brindisi e San Vito dei Normanni. I nove arrestati originari del brindisino sono accusati di aver commesso ben sette rapine in uffici postali ed istituti di credito. Una Banda Bassotti (così soprannominata dalle forze dell’ordine) che iniziò, le sue criminose attività, nel Tarantino con una rapina in banca fallita ed susseguente conflitto a fuoco nel Tarantino e, oggi, definita, dal Giudice per le Indagini Preliminari di Pordenone, associazione per delinquere pluriaggravata.

L’operazione notturna, che ha visto l’intervento di circa un centinaio di militi del Reparto Operativo di Pordenone e del Comando Provinciale dell’Arma di Brindisi, è avvenuta a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emanata dal Gip di presso il Tribunale del capoluogo friulano.

Carabinieri Comando Provinciale Brindisi

A Brindisi, sin dalle prime luci dell’alba, c’è stata una massiccia azione da parte dei Carabinieri con l’ausilio di elicotteri che, nel corso dell’intero blitz, hanno sorvolato alcune periferie della città. Ai nove arrestati, il 43enne Massimiliano Galasso di Fasano, il 40enne Simone Giordano, nato a Carignano (Torino) ma residente ad Ostuni, il 47enne Lorenzo Mastrotivo, nato a Vigevano (Pavia) ma anch’egli residente a Ostuni, il 54enne Pasquale Carparelli di San Vito dei Normanni e, ancora, il 49enne Antonio Boccadamo, il 52enne Gervasio Del Monte,  il 43enne Orlando Morleo, il 54enne Lorenzo Battisti ed il 56enne Lorenzo Boccadamo, tutti di Brindisi, sono accusati dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine, di detenzione di armi, di sequestro di persona e, infine, di ricettazione.

La banda dei brindisini arrestati

Tribunale Pordenone

Tribunale Pordenone

L’intero blitz è stato reso noto durante una conferenza stampa tenutasi nel Comando Provinciale Carabinieri di Pordenone: un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pordenone e iniziata già dallo scorso Dicembre 2016. Un’attività investigativa che, forte delle diverse tecniche e modalità utilizzate, ha permesso di giungere al capo dell’organizzatore dell’attività criminosa, il

Antonio Boccadamo

Antonio Boccadamo

49enne brindisino Antonio Bocadamo, il quale era incaricato dell’individuazione dei colpi da mettere e segno e, quindi, all’identificazione dell’intera banda.

A quest’ultima sono imputate le rapine, tutte nella zona Nord-Est d’Italia (in particolare nella zona del Triveneto), all’ufficio postale di Casarsa della Delizia (Pordenone) del 31 dicembre 2016, alla Banca Monte dei Paschi di Siena, filiale di Cessalto (Treviso) avvenuta il 14 aprile 2017, all’ufficio postale di San Dorligo della Valle (Trieste) del 31 maggio 2017, alla Banca Nazionale del Lavoro di Trieste messa in atto il 2 luglio 2017, all’ufficio postale di Duino (Trieste) avvenuta il 1° ottobre 2017, all’ufficio postale di Ceggia (Venezia) del 2 novembre 2017 e, infine, all’ufficio postale di Olmi San Biagio di Callalta (Treviso) del 2 dicembre 2017 che, lo ricordiamo, portò all’arresto, in flagranza di reato, di cinque persone, di cui quattro brindisini (Boccadamo Antonio, Boccadamo Lorenzo, Del Monte Gervasio, Giordano Simone e Andriulo Damiano).

rapine nel triveneto

Puglia: 9 arresti dei Carabinieri nel Brindisino

AGGIORNAMENTO Venerdì 28 Settembre 2018

Dal fascicolo dell’inchiesta friulana delle suddette rapine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, si evincono altre novità in merito. Infatti affiorano delle confessioni fatte da alcuni presunti componenti del gruppo malavitoso su cui è aperta l’indagine del Gip di Pordenone. Tra l’altro, fra le aggravanti mosse agli indagati, l’utilizzo delle armi ed il numero complessivo degli associati, superiore alle dieci persone. Infatti, in tutto, sono undici le persone sospettate di essere parte integrante della banda. In un solo caso, riguardante un brindisino, il Gip ha ritenuto non sufficienti gli indizi a suo carico e, quindi, la necessità del suo arresto in carcere. Il tutto nasce da un fallito colpo in banca e da un conflitto a fuoco in provincia di Taranto.

E, da quanto appurato nel corso delle investigazioni, si sono appurati nuovi particolari. Non c’erano i ferri giusti, tutti di pietra di camino erano i muri, mattoni quelli rossi. Noi con un trapanetto abbiamo fatto. Fu quindi impossibile ritagliarsi un passaggio nelle mura della

Gervasio Del Monte

Gervasio Del Monte

filiale Bnl di Trieste, banca presa di mira dai brindisini indagati ed arrestati, dai Carabinieri, ieri 27 Settembre. E, questo, a causa dei mattoni refrattari che, invece di solito, sono utilizzati nella realizzazione dei camini. A dare questa dritta, è stato il 52enne Gervasio Del Monte che, nel corso di una intercettazione ambientale effettuata sedici giorni dopo, lo stava riferendo, ad un suo parente, mentre era in auto. 

La rapina era stata prevista nella notte del 2 luglio 2017 ma, i Carabinieri hanno riconosciuto Gervasio Del Monte e Lorenzo Battisti che attraversano la strada e hanno notato la presenza di una Clio di colore rosso.  

La banda, si apprende, avrebbe continuato le proprie azioni criminose anche nellla zona della provincia tarantina e, questo, nel lasso di tempo tra settembre e novembre del 2017, ancor prima del ritorno, del gruppo di malviventi pugliesi, sul versante Nord-Est del territorio nazionale. Quest’eventualità è ora nelle supposizioni di chi sta ricostruendo le mosse della banda ed è, comunque, collegata con l’arresto, in flagranza di reato, di Pasquale Carparelli, episodio verificatosi il 29 novembre 2017 a Castellaneta marina, a seguito di un conflitto a fuoco con i militi dell’Arma: in quel caso cinque rapinatori agirono contro un’azienda micologica minacciando, con un fucile, il titolare e i suoi familiari con lui in ufficio.

arresto Pasquale Carparelli a Castellaneta Marina (foto di repertorio)

Nel corso di quella rapina, quattro malviventi riuscirono a darsi alla fuga ma, il Carparelli, rimase  ferito ad una gamba e quindi arrestato. In quel caso si scoprì che era proprio lui il delinquente che aveva arraffato il bottino di 29mila euro. E, in riferimento a questo episodio, gli inquirenti ipotizzano che, i complici del bandito ferito, possano essere gli stessi dei rapinatori in azione nelle regioni di Friuli e Veneto. E, questa supposizione, proprio in merito all’arresto di Carparelli e seguente conflitto a fuoco che, Antonio Boccadamo – così come già sopra detto – ritenuto il capo e organizzatore dell’associazione per delinquere, stando a quanto è contestato nell’ordinanza di arresto, sono state intercettate la sera dopo mentre si trovava presso un affittacamere di Meolo (Venezia), avrebbe fornito ulteriori istruzioni per altri colpi da effettuare ancora.

Ultima annotazione riscontrabile dai documenti investigativi, sia il 54enne sanvitese Carparelli che il 43enne fasanese Massimiliano Galasso, sarebbero poi stati sostituiti da Lorenzo Mastrovito  e Simone Giordano (entrambi residenti ad Ostuni), anche loro agli arresti a seguito dell’operazione di ieri da parte dei Carabinieri.

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