Rubavano cozze allevate nel mare di Taranto e le vendevano prima che fossero depurate, immettendo in commercio quintali di prodotti con elevati tassi di diossina e quindi molto pericolosi per la salute. Sette persone sono state arrestate nella notte tra il 22 e il 23 novembre (due sono state condotte in carcere e cinque ai domiciliari), nell’ambito dell’operazione ‘Passo e chiudo’ della guardia costiera, coordinata dalla Direzione marittima di Bari.

I destinatari delle ordinanze cautelari sono: Damiano Lamanna, pregiudicato che stava scontando gli arresti domiciliari con permesso lavorativo, il genero Arcangelo Fago, Sandro Mongelli, Giovanni Marinò, Marco Manicini, 41enne di Fasano titolare di un centro di distribuzione di mitili nella frazione marinara di Torre Canne, Cosimo Fago, Michele Padovano. Le indagini, condotte dalla Capitaneria di porto di Taranto, sono scattate in seguito alle denunce per furto di alcuni mitilicoltori del Mar Piccolo e del Mar Grande.

In entrambe le aree vigono severe norme che impongono il trattamento delle cozze prima della commercializzazione, a causa dei livelli di inquinamento da diossina. I prodotti messi in commercio su tutto il territorio nazionale, invece, non erano sottoposti ad alcun tipo di depurazione pur essendo spacciati come depurati grazie a false certificazioni.

Stando a quanto accertato dagli investigatori, la base operativa del gruppo era una banchina del Mar Piccolo, in cui Lamanna e i suoi complici trattavano le buste di mitili, per eliminare le retine che ne avrebbero consentito la tracciabilità, e le confezionavano in sacchi da 10 chili ciascuno da consegnare ad acquirenti di fiducia. Alcuni centri di spedizione, poi, provvedevano a etichettare il prodotto per dargli una parvenza di legittimità.

Così venivano di fatto raggirati gli ignari cittadini che acquistavano regolarmente il prodotto mitilicolo nella convinzione che gli venisse garantita la provenienza e il trattamento sanitario previsto.Al termine delle indagini della guardia costiera, la Procura di Taranto ha chiesto e ottenuto dal gip l’emissione di sette ordinanze di custodia cautelare in cui vengono contestati, a vario titolo, i reati di furto e ricettazione, commercio di sostanze alimentari nocive, commercio di sostanze alimentari contraffatte e adulterate, concorso in reato continuato, abusiva occupazione di area demaniale marittima.

 

Fonte: “La Repubblica – Bari”