Arrestato al termine di due processi per direttissima, celebratisi presso il tribunale di Brindisi lunedì sera, un cittadino di origini marocchine, il 40enne A.H., riconosciuto colpevole di resistenza a pubblico ufficiale ed evasione dagli arresti domiciliari. Dal conto mancano i maltrattamenti in famiglia perché la moglie di A.H. non ha inteso sporgere denuncia.

L’arresto, il terzo nello spazio di una ventina di ore, è stato operato dal personale del commissariato di Ostuni della Polizia di Stato, che era intervenuto su segnalazione nella serata di domenica a casa del soggetto dopo che questi aveva aggredito la consorte.

Ne era scaturita una colluttazione costata 15 giorni di prognosi ad un poliziotto e gli arresti domiciliari ad A.H., misura disposta dal pm di turno, il sostituto procuratore Luca Miceli. La polizia aveva perciò tradotto il marocchino in una abitazione diversa da quella di famiglia.

Ma lunedì, durante un controllo, il personale del commissariato aveva sorpreso A.H. fuori da questo domicilio, in violazione della misura disposta dal magistrato, e lo aveva nuovamente arrestato in flagranza di reato, riportandolo nell’abitazione assegnata, in attesa dei giudizi con rito direttissimo.

E ieri sera è giunta la condanna sia per il caso di resistenza che per l’evasione. Ma questa volta il giudice ha disposto la custodia in carcere per A.H., che risiede regolarmente a Ostuni da anni, ma è anche gravato da altri precedenti penali.