Il comitato per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio di Cisternino ha indetto un pubblico incontro per fermare le speculazioni sulla Xylella. Ecco quanto scritto dagli organizzatori:

“Per l’ambiente, l’agricoltura, i diritti, la democrazia…
FERMIAMO LA SPECULAZIONE DELLA XYLELLA E LA NUOVA DELIBERA REGIONALE
La teoria del batterio della xylella come unico responsabile del disseccamento degli ulivi nel Salento diviene sempre più smentita dai fatti.
Nonostante la Regione Puglia abbia dichiarato zona “infetta” l’intera Puglia meridionale fino a Locorotondo e stabilito una nuova zona “cuscinetto” fino a Castellana Grotte, il disseccamento rimane confinato alle zone colpite nel 2015.
Le audizioni della Commissione conoscitiva sulla xylella alla Camera dei deputati hanno mostrato che solo una esigua minoranza (tutta pugliese) all’interno del mondo accademico sostiene la teoria del “batterio killer”, mentre ricercatori ben più titolati sostengono che il fenomeno del disseccamento sia dovuto ad una serie di concause (criticità ambientali, abbandono, diversi tipi di agenti patogeni ed in particolare malattie fungine, impoverimento organico ed eccessiva compattazione del terreno); come sostenevano del resto alcuni anni fa anche alcuni dei burocrati che si sono convertiti alla teoria dell’”emergenza xylella” .
Numerosi esempi di sperimentazioni di agricoltori e ricercatori hanno recuperato uliveti rendendoli nuovamente produttivi attraverso il ripristino della fertilità del suolo e la cura degli alberi.
In numerose zone del Salento ulivi colpiti da disseccamento sono tornati spontaneamente a rivegetare e produrre.
[Nella foto alberi “infetti” nella zona del “primo focolaio”, tagliati a mezzo metro da terra per disposizione dell’Osservatorio fitosanitario nel 2015]
L’ulivo dichiarato “infetto” dal servizio fitosanitario regionale più a Nord della Puglia, a Cisternino (Br), campionato a Luglio 2017, ad oggi non mostra alcun segno di disseccamento , smentendo clamorosamente le previsioni degli “scienziati” di via Amendola .
Nonostante le evidenze dei fatti imporrebbero alla Regione Puglia un ripensamento complessivo nella gestione del fenomeno, la giunta regionale ha approvato il 24 ottobre scorso la delibera 1890 che rende ancora più fosca la vicenda.
– Nella delibera si consente infatti l’individuazione delle piante “infette” tramite i test di laboratorio “Elisa”, considerati poco affidabili a detta degli stessi istituti di ricerca che hanno il monopolio delle analisi, senza ulteriori prove. Ovviamente continua a non essere data la possibilità ai proprietari degli alberi di eseguire contro-analisi.
– la delibera stabilisce inoltre “in alternativa al punto precedente […] Si può procedere ad ordinanza di abbattimento delle piante con sintomi conclamati ed ascrivibili alla xylella, previa ispezione visiva ufficiale della Sezione Osservatorio fitosanitario…”
– “le operazioni di trattamento fitosanitario e di estirpazione delle piante infette ed ospiti, devono essere effettuate direttamente dalla regione, senza ulteriore comunicazione […] al/i proprietario/i”
La delibera afferma quindi il pieno arbitrio della Regione e viola diritti fondamentali della persona tutelati dalla Costituzione, consentendo alle autorità di inquinare e danneggiare a piacimento la proprietà privata.
E’ ora di finirla con questa farsa!
I soldi pubblici devono essere spesi per sostenere gli agricoltori nella cura del patrimonio olivicolo, che costituisce non solo un bene privato ma anche un bene pubblico per le ricadute sul paesaggio e sull’intera economia del territorio.
I soldi pubblici non devono essere spesi per favorire le speculazioni delle cordate di burocrati e nuovi latifondisti o nell’incentivazione di impianti di piante brevettate che producono olio di scarsa qualità.
Invitiamo tutti gli agricoltori ed i comitati della Puglia Venerdi 14 dicembre alle ore 17.30 presso la sala consiliare del Comune di Cisternino ad una assemblea
per organizzare l’opposizione alla nuova delibera”.