Riportiamo di seguito un’intervista a Francesco Mastroleo, olivicoltore di Castellana Grotte, tratta da “la Gazzetta del Mezzogiorno” del 15 gennaio 2019.

Xylella: la carnevalata dei gilet arancioni e le mance elettorali

“Riunire in piazza migliaia di agricoltori incavolati senza aver alcuna intenzione di ascoltarli né tantomeno sostenerli è la riprova di quanto ormai questa politica sia lontana dalla terra e da chi la lavora. La manifestazione dei gilet arancioni non è che l’ennesimo segnale di quanto l’agricoltura pugliese sia in balia dei malumori di tutti e degli interessi di pochi”.

Non usa mezzi termini Francesco Mastroleo, 43enne imprenditore agricolo di Castellana, per etichettare quanto sta accadendo in questo settore: “Si tratta – prosegue Mastroleo – di una vera e propria operazione di adescamento dietro la promessa di soldi per calamità e giornate lavorative mancate nel corso del 2018”.

Un attacco in particolare ai parlamentari Cinquestelle: “Hanno affermato di aver provato in tutti i modi a introdurre la deroga per le gelate nella legge di bilancio scusandosi per non esserci riusciti, ma gli agricoltori non possono nutrirsi di scuse. Davvero non capisco il senso di parlare di contributi per Piano di sviluppo rurale, gelate e Xylella dopo che la finanziaria è stata già impacchettata e spedita senza che vi sia alcun sostegno reale per chi, a causa delle intemperie dell’anno scorso, ha perso parte dei raccolti”.

La maggiore preoccupazione di Mastroleo è da diversi mesi il clima generale nei confronti del disseccamento degli ulivi: “Da più parti emerge la volontà di offrire una sorta di piccola beneficenza ai produttori in cambio dello svilimento del nostro patrimonio olivicolo – sostiene con forza l’agricoltore impegnato nella difesa e nella salvaguardia degli ulivi – e gli organizzatori della manifestazione (di Bari, ndr) non hanno perso occasione di parlare di Xylella ed eradicazioni addirittura prestando il microfono a chi nel 2013, agli inizi della questione Xylella, si è reso colpevole di pratiche a dir poco discutibili che hanno aperto la strada a diversi contenziosi e denunce da parte dei proprietari degli uliveti distrutti dai suoi metodi”.

Il coltivatore castellanese non risparmia critiche neanche a Confagricoltura Puglia: “Organizzazione – ricorda – che nel 2012, diverso tempo prima dell’avvento della mai troppo ‘agognata’ Xylella, anticipava la conversione della nostra olivicoltura , barattata con produzioni intensive e superintensive che mirano a far crollare il costo dell’olio per litro e a cancellare le nostre eccellenze riducendo i nostri terreni a campi sterili di vita e di acqua. Il tutto – rimarca Mastroleo – senza dare agli olivicoltori alcuna garanzia, se non quella di dare il colpo di grazia finale alla già fragile economia olivicola pugliese. A questi signori va ricordato che i nostri ulivi hanno permesso a intere generazioni di crescere e prosperare per cui prima di dilapidare un simile patrimonio di certezze ce ne dovranno mettere eccome sul tavolo.

Il gelo generale della folla presente è stata forse la miglior risposta che si potesse udire alle loro vane promesse”. Ancora: “Da parte degli agricoltori pugliesi non c’è nessuna intenzione di dilapidare il nostro capitale più prezioso, gli ulivi, e svendere il nostro lavoro per qualche mancetta elettorale”.

Infine una considerazione per così dire cromatica: “L’arancione di cui si è vestita quella piazza – conclude Mastroleo riferendosi sempre alla manifestazione di Bari della settimana scorsa – è il colore dell’allerta, quello che precede il rosso. Un monito mai così azzeccato.
È giunto il momento di togliere il piede dall’acceleratore, ascoltare chi di dovere e guardare negli occhi chi il mestiere di agricoltore lo fa da una vita”.