Nella giornata di mercoledì 5 Febbraio 2019 è andata in scena una riunione del direttivo di Anci – Puglia. L’Associazione Nazionale Comuni d’Italia Sez. Puglia si è occupata dei rifiuti in Puglia.

Il comune di Cisternino, commentando la riunione, ha affermato sulla stessa quanto segue: «La riunione ha confermato le criticità in questo settore, grazie anche ad una politica poco lungimirante nell’affrontare il problema della chiusura del ciclo dei rifiuti.
La situazione dei rifiuti nel nostro comune, oggi lievemente migliorata per una maggiore responsabilità di tutti, è in parte legata anche alla variante del contratto che garantirà il porta a porta su tutto il territorio.
Siamo consci che tale modifica comporterà un ulteriore costo ed è per questo che abbiamo presentato una proposta all’azienda, attuale gestore del servizio, che possa fare gli interessi della comunità ed offrire un servizio adeguato a un costo giusto.
Siamo in attesa di conoscere la vincolante decisione.
Intanto ci associamo al grido di dolore degli altri sindaci per la situazione insostenibile per Comuni e cittadini».

Il direttivo Anci ha invece diramato il seguente comunicato: «Abbiamo rispettato gli impegni che l’Europa e la legge italiana ci imponevano; abbiamo avviato sistemi virtuosi ed efficaci di raccolta differenziata dei rifiuti, informato e sensibilizzato i nostri cittadini sulla bontà e necessità di separare correttamente i rifiuti prodotti e di avviarli a riciclo.

Abbiamo raggiunto percentuali di RD che fino a qualche anno fa sembravano chimere e miraggi, uguagliando e spesso superando i comuni più virtuosi del Nord Italia, che adesso guardano alla Puglia con interesse e curiosità. L’impegno di comuni e cittadini rischia di essere vanificato dal sistema di impiantistica di recupero, talmente farraginoso, da compromettere anche l’accesso ai contributi del Conai

Abbiamo dovuto spiegare ai cittadini che è vero che la TARI aumenta, inevitabilmente, almeno all’avvio del nuovo servizio porta a porta, ma che, a fronte di ciò, otteniamo città più pulite, senza cassonetti, più decorose, più vivibili.

Bene, noi abbiamo fatto “i compiti a casa”; con coraggio e determinazione, senza lasciarci intimorire dalle scadenze elettorali e dai detrattori politici, sempre pronti a raccogliere polemiche fin troppo facili e sterili.

Ma, ancora una volta, arriva il momento di predisporre i Piani economico-finanziari della TARI ed arrivano, puntuali, le cattive notizie: aumenta il costo dei conferimenti in discarica (tutte gestite da privati); aumenta, a cascata, il costo di conferimento dell’organico (anche per l’impianto che in teoria sarebbe pubblico, ma che annuncia ulteriore chiusura di sei mesi con conseguente rincaro dei costi relativi); aumenta l’ecotassa. E in queste condizioni, tenere ferma la Tari diventa un’impresa impossibile.

Non solo; per i 21 comuni che conferiscono i rifiuti all’impianto di Conversano, un’altra brutta notizia: dopo la chiusura della discarica, nel 2013, infatti, i rifiuti biostabilizzati sono stati trasportati in altri siti, più lontani, con notevole aumento dei costi, sopportati, fino ad oggi, dalla società che gestisce l’impianto. Ebbene, dopo la pronuncia del Consiglio di Stato dello scorso dicembre, quei costi arretrati – dal 2013 ad oggi circa dieci milioni di euro – sarebbero a carico dei comuni conferitori. Questi costi si aggiungerebbero alla tariffa già maggiorata rispetto a precedente, calcolata per il 2019, in € 154 a tonnellata.

Eppure la responsabilità del sequestro, e quindi della chiusura della discarica di Conversano, non è certo imputabile ai comuni!

Da quì il grido di dolore dei sindaci pugliesi per la situazione divenuta insostenibile per comuni e cittadini. E’ ora che ciascuno si assuma le proprie responsabilità, per riuscire a chiudere definitivamente il ciclo dei rifiuti in Puglia, senza perdere altro tempo.

Chiediamo che vengano subito realizzati gli impianti pubblici di cui si parla da anni, ma senza riscontri concreti.

Siamo in attesa di risposte in merito al Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti Urbani, su cui pure avevamo proposto le nostre osservazioni, puntuali e circostanziate, provenienti dai territori; ad oggi nessun riscontro, nonostante gli impegni assunti.

Serve una ricognizione seria e realistica di tutti gli impianti esistenti e dei fabbisogni dei territori, che tenga in debito conto del trend in aumento, ormai assestato, delle percentuali di RD; serve un grande senso di responsabilità, anche da parte dei comuni e delle comunità, per comprendere la necessità che i siti di discarica siano pubblici, con costi calmierati e sostenibili; è fondamentale quindi, che l’allocazione degli impianti di recupero (energetico e di materia) e di smaltimento (discarica) sia condivisa dalle comunità. Restano indispensabili per contro, da parte della Regione, garanzie per bonifica e messa in sicurezza di quei siti, rendendo possibile e certo il controllo da parte dei cittadini stessi, così come sono imprescindibili garanzie per il ristoro ambientale dei comuni ospitanti.

Abbiamo dato il massimo impegno e continueremo a garantirlo, ma vogliamo risposte immediate. Perché sono quelle che i nostri cittadini pretendono da noi. Non siamo più disposti a pagare e sopportare colpe non imputabili a noi».