Donato Marangi, operaio dell’ex Ilva di Taranto, 43enne di Martina Franca, vanta il triste primato di essere lo sfortunato protagonista del primo, grave incidente nel siderurgico tarantino sotto la nuova gestione ArcelorMittal.

Il 43enne martinese ha riportato ustioni di primo e secondo grado agli arti inferiori ed ai genitali dopo essere stato investito da un getto d’acqua bollente mentre staccava tubi di raffreddamento da una valvola nell’area dell’Altoforno-1. Le gravi ustioni riportate hanno reso necessario il trasporto dell’operaio all’ospedale Santissima Annunziata del capoluogo tarantino: da lì, lo stesso sarà trasferito in un centro grandi ustioni. Fortunatamente Marangi non sarebbe in pericolo di vita.

Biagio Prisciano, segretario generale aggiunto Fim-Cisl per Taranto-Brindisi, ha sottolineato come questo ennesimo incidente all’interno del siderurgico, nonostante il cambio di gestione, mette in luce vecchi problemi legati alla sicurezza del posto di lavoro ancora non del tutto superati: “Occorre continuare a mantenere alto il livello di guardia per eliminare il rischio infortuni in fabbrica – ha dichiarato il segretario generale, che continua -L’infortunio di questa mattina, verificatosi al reparto Afo 1 durante l’attività di manutenzione riporta alla luce aspetti importanti legati alla sicurezza, con particolare riferimento alle condizioni di massima tranquillità che devono caratterizzare le attività lavorative. Serve il massimo sforzo da parte di tutti, affinché anche operazioni tipo quella di uno smontaggio di un flessibile venga eseguita in tutta sicurezza”.

“Per situazioni ancora in fase di accertamento – spiega il segretario della Fim – il giovane lavoratore è stato colpito da un getto di acqua calda che gli ha provocato ustioni alle gambe. Soccorso dagli operatori sanitari di sito, è stato trasferito in ospedale dove gli è stata diagnosticata una prognosi di circa 30 giorni”.

“È importante – sottolinea Prisciano – puntare sulla prevenzione. Nel caso odierno (ieri ndr), il nostro Rappresentante della sicurezza (Rls) si è subito recato sull’impianto per le opportune verifiche, chiedendo alle relazioni industriali di ArcelorMittal un incontro urgente, per avere chiarimenti su quanto accaduto e principalmente se le operazioni di sicurezza siano state eseguite come previsto dalle Pratiche operative di sicurezza. Non bisogna abbassare la guardia, il tema descritto non rappresenta un di cui, ma ha un valore fondamentale nell’attività quotidiana di tutti i lavoratori che operano all’interno della fabbrica. La fabbrica – conclude Biagio Prisciano – deve seguire il percorso di ambientalizzazione, delle manutenzioni ordinarie e straordinarie sugli impianti per garantire sicurezza, salute e la salvaguardia dell’ambiente”.