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Fasano - masseria Pettolecchia

Il “caso” Pettolecchia infiamma la dialettica politica a Fasano. Scintille tra “in Comune” ed il sindaco Zaccaria: ecco cosa è successo e le dichiarazioni delle due compagini politiche ex alleate

Fasano: Masseria Pettolecchia infiamma la dialettica politica. La gestione del “caso” di masseria Pettolecchia, residenza di particolare pregio storico ed architettonico in territorio di Fasano che era stata individuata come centro per lo sviluppo turistico ed artistico da una cordata di investitori (guidata da René De Picciotto) intenzionati a renderla un vero e proprio polo delle arti, della cultura e dei servizi è al centro del dibattito – non solo politico – fasanese:

De Picciotto Renè

De Picciotto Renè

il Tar di Lecce ha infatti stabilito che il cambio di destinazione d’uso poteva essere concesso.

Procediamo con ordine: la vicenda prende il via quando, nell’Aprile del 2016, la società “Pettolecchia Società Agricola Srl” presenta al comune di Fasano la richiesta di permesso a costruire per poter effettuare la ristrutturazione degli edifici esistenti del complesso Pettolecchia (palazzetto, torre, chiesetta, depositi, ipogeo, forno, agrumeto e cisterna), richiedendo un piccolo ampliamento (quantificabile in  8 metri quadrati di superficie e 59 metri cubi di volume) necessario per una ottimizzata fruibilità della struttura. L’obiettivo societario è quello di focalizzare nella struttura eventi culturali, manifestazioni musicali, teatrali, cinematografiche ed artistiche in generale.

MASSERIA PETTOLECCHIA FASANOEssendo masseria Pettolecchia vincolata ai pareri dello Stato per via della propria rilevanza architettonica, si rende necessario il parere della Soprintendenza che, in seguito ad alcuni accorgimenti progettuali, arriva; quando si pensa non ci siano più ostacoli, arriva il diniego da parte dell’ufficio tecnico di Fasano che nega il cambio di destinazione d’uso nonostante i molteplici pareri favorevoli arrivati anche a livello legale. 

La vicenda si trascina dunque da quasi tre anni ed ha ricevuto nuovo impulso col parere positivo del Tar di Lecce in merito al cambio della destinazione d’uso della masseria.

La faccenda ha scatenato un botta e risposta dialettico molto polemico tra il movimento civico “in Comune” e l’amministrazione fasanese guidata da Francesco Zaccaria.

Di seguito, il comunicato del movimento “in Comune”:

VITO BIANCHI

VITO BIANCHI

In Comune Fasano

In Comune Fasano

«Poco meno di un anno fa, durante il consiglio comunale concernente il bilancio, che noi respingemmo e che sancì l’allontanamento del movimento “in Comune” col suo rappresentante, il prof. Vito Bianchi, dalla maggioranza che oggi amministra Fasano, l’incresciosa vicenda della masseria Pettolecchia fu indicata fra i principali motivi del nostro dissenso verso il sindaco Zaccaria e compagnia bella. Anche in quella Fasano. Il sindaco Francesco Zaccariacircostanza venne da noi sottolineata l’assurdità di un atteggiamento politico che, di fatto, fra rimandi, cavilli – visibilmente pretestuosi – e prese in giro, impediva il recupero e la trasformazione della bellissima masseria fortificata in “centro culturale”: sarebbe stata, senza ombra di dubbio, una grande occasione per l’arte, la storia e la cultura del territorio fasanese.

Avremmo avuto in zona un fulcro di attività poliedriche e di altissima qualità, un luogo e un’architettura ideali per mostre, concerti, teatro, cinema, convegni, spettacoli ed eventi d’ogni genere. L’unicità e la bellezza di masseria Pettolecchia, la sua storia strettamente intrecciata con il paesaggio circostante, ne avrebbero fatto un presidio culturale di assoluto richiamo e di grande suggestione, alimentando un circuito virtuoso di iniziative e passione. Persino la MiBACT Brindisi Taranto Lecce, notoriamente più che prudente nel favorire i restauri e le trasformazioni d’uso di manufatti antichi, aveva già rilasciato tutte le autorizzazioni del caso! Ma questo, all’amministrazione del sindaco Zaccaria e ai suoi sodali, sembrava non interessare. Addirittura, considerando quanto si erano incaponiti politici e tecnici degli uffici comunali, ci era sorto il dubbio che proprio nessuno di loro capisse la portata di una simile, meritoria impresa culturale.

Come: la Soprintendenza autorizzava e il Comune di Fasano negava? Si rifiutava la cultura, si rifiutava il progresso e la crescita culturale della nostra comunità, tacciando perfino di TAR Lecceignoranza e incompetenza coloro che avevano elaborato il progetto di recupero di masseria Pettolecchia. C’è voluto un ricorso al Tar della proprietà, che così ha potuto affermare le proprie ragioni, per ottenere quanto, incredibilmente, l’amministrazione Zaccaria, con i suoi organi dirigenziali, avevano negato, evidentemente senza motivo.

Noi del movimento “in Comune”, una volta di più, avevamo visto giusto, eravamo andati oltre la miopia amministrativa di chi governa Fasano. Per il sindaco Zaccaria e i suoi accoliti, dopo il pasticcio del bando per l’ex mercato coperto, denunciato poche settimane fa dall’Ordine degli Architetti, è arrivata l’ennesima figuraccia nel settore dell’Urbanistica e delle Opere Pubbliche.

Figuraccia

Renè Di PicciottoE ora, se la proprietà di masseria Pettolecchia dovesse chiedere i danni, un risarcimento, come pure può fare, chi pagherà? Su chi ricadranno le conseguenze dell’ignoranza tecnico-politica? Chiaro: sui cittadini, mica sul sindaco, sugli assessori o su quel paio di dirigenti che guadagnano circa duecentomila euro annui in due, e che si erano fieramente opposti all’iniziativa di trasformazione di masseria Pettolecchia in centro culturale. Senza contare le spese legali per affidare il caso a uno studio di avvocati di Lecce, soccombente ma non per questo rinunciante alla parcella.

Pochi giorni fa, il sindaco consigliava simpaticamente al prof. Vito Bianchi di organizzare uno “Xylella Festival”: be’, forse sarebbe il caso di usare meno sarcasmo a grana grossa e di pensare, perché no, visti i risultati amministrativi, a organizzare, ad appannaggio dell’amministrazione e dei suoi tecnici, un “Festival dell’Urbanistica”.

Fasano Panoramica

O proprio dei corsi-base in materia. Sebbene, francamente, non sappiamo se il primo cittadino Francesco Zaccaria e i suoi amici, nella loro beata incoscienza, arrivino a comprendere tutto ciò e tutto il male che stanno perpetrando alla città con la loro politica improvvisata e squallida».

Francesco Zaccaria sindaco FasanoA seguire, la piccata replica del primo cittadino fasanese al prof. Vito Bianchi ed al movimento civico:

«Con la solita nota scritta in proprio ma firmata da altri (non sia mai ci scappi qualche querela), l’archeologo tuttologo adesso dà anche lezioni di urbanistica agli ingegneri ma, dopo tanti anni in Consiglio comunale, ancora non conosce la differenza fra “indirizzo” e “gestione”: i dirigenti il Settore urbanistica e l’avvocatura comunale, nell’esercizio dei loro poteri di gestione, avevano espresso parere contrario al progetto-Pettolecchia.

La politica invece, cioè noi dell’Amministrazione comunale, nell’esercizio dei suoi poteri di indirizzo, per risolvere questo e altri problemi ha adottato le modifiche alle Norme di PRGattuazione del Piano regolatore generale: come tutti sanno, fuorché evidentemente Bianchi, esse sono state approvate dal commissario regionale ad acta, ma per entrare in vigore attendono soltanto l’ok della Giunta regionale, che arriverà presto. Tali modifiche, se già vigenti, avrebbero reso anche inutile la pronuncia del TAR; ma, per una volta, la giustizia amministrativa ha camminato più velocemente della burocrazia regionale. Ma questo l’archeo-tuttologo non lo sa: invece di studiare leggi e regolamenti, è troppo occupato a polemizzare sullo stesso amato argomento del suo ultimo libro, del quale mi piacerebbe conoscere le sponsorizzazioni ricevute.

E non sa nemmeno dell’incontro da noi convocato con architetti e ingegneri per discutere del bando sul recupero dell’ex-mercato ortofrutticolo, incontro al quale gli ingegneri si sono presentati e gli architetti, dopo aver incomprensibilmente polemizzato, non sono venuti neanche con un delegato. Ringrazio il dirigente Rosa Belfiore e l’avvocato Ottavio Carparelli per aver in buona fede voluto applicare norme ancora vigenti.

Purtroppo, a quanto pare, l’apposizione fasanese produce egomostri e disinformazione».

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