Terremoto nel centrodestra ostunese a meno di tre mesi dalle Elezioni Amministrative e a meno di due settimane dall’appuntamento con le primarie per la scelta del candidato sindaco. Il segretario cittadino della Lega, Donato Marangi, è stato infatti commissariato dall’onorevole Anna Rita Tateo, segretario provinciale. Ignote le vere ragioni del provvedimento, nell’aria, a dire il vero, già da settimane e, di fatto, concretizzatosi in seguito a una riunione di fuoco tenutasi nella tarda serata di venerdì scorso, alla quale ha partecipato persino il coordinatore Regionale del partito, Andrea Caroppo. Dura la replica di Marangi, tra i primissimi a impegnarsi in provincia di Brindisi già a inizio 2016 per lo schieramento leghista, quando ancora annaspava col nome “Noi con Salvini” al di sotto del 2%: «Ho appreso con sommo dispiacere di non essere più il coordinatore cittadino della Lega di Ostuni. Dopo oltre tre anni di lavoro sul territorio mai riconosciuto dai vertici provinciali e regionali, dopo aver sottratto tempo alla famiglia e al lavoro», incalza Marangi, «sono stato commissariato e invitato a non occuparmi più del partito a pochi mesi dalle Elezioni Amministrative». Secca anche la replica circa le ragioni della rimozione: «Mi si rimprovera di non aver saputo creare un gruppo, laddove ho invece radunato persone con storie politiche e professionali differenti, prontamente spaventate dall’ondivago atteggiamento dei dirigenti provinciali, i quali hanno preferito interessarsi di Ostuni solo in vista delle comunali, con un occhio già rivolto alle Regionali del 2020. Mi si rimprovera di non aver partecipato alle ultime manifestazioni che hanno visto la presenza di Salvini, laddove sin dal 2016 ho partecipato a tale tipologia di manifestazione. Mi si rimproverano cento altre cose delle quali, onestamente, non trovo ragioni valide, se non la volontà di gestire il partito in modo autoritario e volto all’apparenza assai più che alla sostanza, con una scarsa volontà di radicarsi e rafforzarsi nella città di Ostuni. Ho lavorato partendo dalla mia contrada», prosegue, «occupandomi di problemi che se per alcuni possono risultare piccoli, per molti altri sono grandi e richiedono una pronta risoluzione; ho proseguito allargando il raggio d’azione sul centro della città; ho partecipato a riunioni di coalizione, dando talvolta input decisivi. Ora sono stato scartato per favorire altri saliti soltanto da poco sul carro del vincitore, ignari degli insulti da me ricevuti negli scorsi anni e che ho sempre ignorato. Ma questo lavoro ha finito per incocciare contro una serie di ostacoli insormontabili creatimi addirittura dal mio stesso partito, per il quale, evidentemente, sono stato utile solamente in passato, ma che, oggi, pare poter da me prescindere. Sia chiaro», conclude nella sua nota Marangi, «non sono io a lasciare la Lega, ma è la Lega a lasciare me. Non mi sono dimesso, ma sono stato rimosso, come si rimuove uno scomodo retaggio del passato. Resta incrollabile la mia fiducia, la mia stima, il mio sostegno a Matteo Salvini e per il suo progetto di Italia».

Il commissariamento di Marangi si configura come l’atto finale di una guerra fredda avviatasi a Ostuni a partire dalla nomina dell’avvocato barese Tateo, deputata leghista, quale commissario provinciale brindisino, una guerra silente protrattasi dalla primavera dello scorso anno e inasprita dal momento in cui il gruppo ostunese del partito di Salvini ha scelto di non sostenere Gianfranco Coppola, l’ex sindaco che poteva già vantare un accordo di massima con la stessa Lega all’insaputa di vertici e militanti cittadini. Una serie di scelte poco chiare e poco lungimiranti e di clamorosi dietrofront, tra i quali la candidatura alle primarie dell’ex assessore Giaccari poi ritirata e la scelta di fornire l’endorsement alternativamente all’uno e all’altro candidato sindaco, hanno condotto a tendere troppo la corda con Marangi e il suo gruppo, corda spezzatasi nella giornata di domenica.

Lo scenario più verosimile, ora, vede la Lega, primo partito nazionale stando ai sondaggi, incapace di presentare una lista alle amministrative di Ostuni, a causa dell’improvvida gestione del partito da parte della commissaria provinciale, aspramente criticata e malvista dall’intera coalizione di centrodestra della Città Bianca, anche dopo le affermazioni della stessa Tateo, secondo la quale alla Lega di essere o non essere presente in consiglio comunale interessa poco, parole affermate in privato, ma che hanno rapidamente fatto il giro di ambienti politici e non politici, e reso ancor più inviso lo schieramento leghista.

Per Marangi si vocifera la volontà di formare una lista di stampo civico, volta a concretizzare il lavoro svolto in questi anni, lista che andrebbe a inserirsi e ad arricchire la coalizione di centrodestra guidata dal vincitore delle primarie del prossimo 17 marzo.

 

Piergiuseppe Mola