Nessun “buco” nel Bilancio del Comune di Martina Franca, nessun Bilancio in precario equilibrio e nessuna criticità sulla tenuta dei conti del Comune.

E’ la risposta secca e perentoria di Palazzo Ducale a seguito degli articoli di stampa apparsi nei giorni scorsi in merito a un presunta “falla” nei conti del Comune di Martina che ammonterebbe a circa 6 milioni di euro.

“In realtà – afferma l’assessore al Bilancio, Vito Cramarossa – sia il Sindaco che il sottoscritto hanno abbondantemente spiegato nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale che la disposizione della Corte dei Conti, tra l’altro un atto dovuto, era già stata attenzionata e lavorata dagli uffici già da gennaio del 2018 e che lo stesso ufficio, nel 2018 e in questi primi mesi del 2019, sta provvedendo a sanare quello che è un mero errore di calcolo del FCDE risalente al consuntivo 2015. Non dimentichiamo, infatti, che la nuova norma, che prevede appunto l’accantonamento in Bilancio di una quota prudenziale di risorse per garantire la copertura dei residui attivi di dubbia esigibilità, è entrata in vigore nel 2015 e una percentuale altissima di Enti locali ha avuto grosse difficoltà nell’applicare una disciplina che ha rivoluzionato la contabilità locale. Non oso immaginare cosa sarebbe successo se questa norma fosse entrata in vigore quando il consigliere Muschio, che oggi alimenta questo falso dibattito, faceva l’assessore, e in Bilancio erano iscritti residui attivi per oltre 100.000 euro, probabilmente il nostro comune, applicando lo stesso ragionamento, sarebbe andato in default da anni e per importi molto più consistenti.

Invece è proprio grazie alle nostre amministrazioni, continua l’assessore, che oggi abbiamo un Bilancio solido considerato che, sin dal 2012, abbiamo condotto una politica finanziaria finalizzata a eliminare residui attivi di difficile riscossione che, è opportuno ricordare, ammontavano a circa 90 milioni di euro. Ed è sempre grazie all’attenzione che abbiamo riposto nella gestione dei conti che oggi costruiamo Bilanci sani e attendibili a differenza di chi costruiva i Bilanci di Previsione utilizzando residui inesigibili e accertamenti inesistenti. Senza dimenticare le continue pronunce della Corte dei Conti del 2008/2009 e 2010 che denunciavano gravissime irregolarità (aumenti ingiustificati del Fondo dei Dirigenti, aumenti della TARSU del 70% senza spiegarne le ragioni in delibera, Bilanci consuntivi e preventivi approvati ben oltre il termine stabilite dalla legge, assenza di inventario, inesistente redditività del patrimonio comunale, aumento ingiustificato delle entrate tributarie). Quindi “gravi irregolarità”, come sentenzia testualmente la Corte dei Conti il 24 dicembre 2010. Ma forse il consigliere Muschio ha dimenticato.

A differenza di allora, la stessa Corte scrive nell’ultima delibera notificata a febbraio 2019 che ‘qualora tutte o parti delle irregolarità esaminate non siano così gravi […,] la natura attualmente collaborativa del controllo […] non esclude la possibilità di segnalare agli enti interessati irregolarità non gravi o meri sintomi di precarietà. Ciò appare utile per prevenire l’insorgere di più gravi situazioni di deficitarietà o di squilibri. Il Comune di Martina Franca adotti tutte le opportune misure correttive idonee a superare definitivamente le rilevate criticità, nonché calcolare correttamente e nel rispetto dei principi contabili armonizzati, il FCDE da accantonare nel risultato d’amministrazione al 31 dicembre 2018’.

E l’aspetto che dimostra la solidità dei nostri conti, se c’è ne fosse ancora bisogno, è che abbiamo approvato un Bilancio preventivo senza alcun aumento di imposte o tasse, a dimostrazione che non abbiamo alcun “buco” da coprire. In vista del consuntivo gli uffici stanno già predisponendo la delibera da sottoporre al Consiglio con i correttivi suggeriti dalla Corte dei Conti con buona pace del consigliere Muschio e di qualche commentatore”.