I Carabinieri Forestali della Stazione di Ostuni sottopongono a sequestro preventivo d’urgenza un’area di circa 120 metri quadri, in contrada Fedele Grande a Ceglie Messapica. Sulla superficie in questione, erano stati avviati dei lavori di scavo preventivi ad un intervento edilizio sull’abitazione rurale preesistente.

Al momento dell’accertamento, avvenuto nella mattinata di mercoledì 3 aprile, i Forestali hanno constatato lo sbancamento di circa 250 metri cubi di terre e roccia.

Richiamati dal fragore dell’escavatore all’opera, i militari hanno richiesto al personale presente di esibire la documentazione relativa ai lavori. «La segnalazione certificata presentata al Comune – si legge nella nota stampa, diffusa dal Comando regionale – recava una documentazione fotografica riferita palesemente ad un altro ambiente, così come le planimetrie a corredo. Ricadendo su un’area vincolata, poiché “sito di rilevanza naturalistica”, il cantiere poteva essere avviato solo a seguito dell’autorizzazione paesaggistica, rilasciata dall’ufficio tecnico di riferimento.

In mancanza di tale autorizzazione, il titolo edilizio è risultato non efficace, integrando pertanto l’abuso di cui all’ art. 181 del Decreto legislativo 42 del 2004 – “Codice dei beni culturali e del paesaggio”; e all’ art. 44 del Decreto del Presidente della Repubblica 380 del 2001 – “Testo unico dell’edilizia e dell’urbanistica”.

Per questi reati sono stati denunciati, in concorso, la proprietaria e committente, P.B.; il direttore dei lavori, G.M., entrambi di Ceglie Messapica; l’operaio proprietario dell’escavatore, D.S., di Martina Franca.

Anche la macchina operatrice è stata sottoposta a sequestro. Il deferimento alla Procura della Repubblica di Brindisi, per il committente e il direttore dei lavori, ha ricompreso anche il reato di falso ideologico, per aver prodotto dolosamente una documentazione non rispondente alla realtà dei luoghi e delle cose».