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L’Aquila: a 10 anni dal tragico terremoto una Mostra con Francesco Loliva ad Amburgo (Germania): “CAOS: L’Aquila dieci anni dopo”Il cardiologofotografo ed il dramma aquilano... CAOS: L’Aquila dieci anni dopo

L’Aquila: a 10 anni dal tragico terremoto una Mostra con Francesco Loliva ad Amburgo (Germania): “CAOS: L’Aquila dieci anni dopo”. Una vera e propria catastrofe, quella del terremoto in Abruzzo e l’Aquila in particolare. E, poi, l’Arte… 

Può, quest’ultima, acquietare e rendere meno dololoroso un dramma di questa portata? Una domanda che due artisti di generi diversi si sono fatti ed a cui hanno dato una pratica risposta unendo le loro opere. Una decisione presa, innanzitutto, per una pratica condivisione e, all’unisono, per dare una loro visione sugli effetti del disastro. A farlo sono stati Francesco Loliva, cardiologo con la passione della fotografia e l’artista Francesca Falli con la sua la sua Pop Art.

L'Aquila a 10 anni dal tragico terremoto una Mostra con Francesco Loliva ad Amburgo (Germania) CAOS: L’Aquila dieci anni dopo

Il dott. Loliva, con i suoi scatti, ha confrontato in maniera avveduta e riflessiva l’inarrestabile forza della natura con la capacità e la grande volontà di ricostruzione che, da sempre, l’uomo possiede. 

CAOS: L’Aquila dieci anni dopo. Ph Loliva Francesco

La Falli, invece, lo ha fatto con le sue galline ed un paesaggio esagerato, distorto e confuso. Un’espressività che ha inteso rappresentare la caoticità astratta e fisica di quel terremoto così distruttivo.

CAOS: L’Aquila dieci anni dopo. La Pop Art di Francesca Falli

La città, come tutti ben sanno, è stata seriamente danneggiata nel centro storico, devastato da smottamenti di terreno e crolli. Campanili di chiese venuti giù di colpo, edifici sventrati, palazzi pubblici danneggiati. La furia distruttiva del sisma ha ridotto tutto in macerie e ricoperto di polvere vite e ricordi. Coloro che sono sopravvissuti, quelli che restano, diventano testimoni e memoria di un’intera comunità.

CAOS: L’Aquila dieci anni dopo. Ph Loliva Francesco

Le opere d’Arte possono dunque rappresentare la catastrofe generata da un terremoto di magnitudo 6.5? Può raffigurare il senso di impotenza di fronte a centinaia di morti e ad una città distrutta? È ciò che prova a fare questo progetto “CAOS: L’Aquila dieci anni dopo”.

CAOS: L’Aquila dieci anni dopo ad Amburgo. Con Francesco Loliva e Francesca Falli

Questa bipersonale non fotografa solamente lo stato della città, ma vuole offrire al fruitore della mostra lo spunto per una riflessione profonda sul dramma che hanno vissuto e che continuano a vivere gli abitanti di questa che, di fatto, è diventata una città fantasma.

SIAL SERRAMENTI FASANO

Il decennale deve essere l’occasione per fare il punto su quello che è già stato fatto di buono e del tanto che c’è ancora da fare per la ricostruzione!

L'Aquila a 10 anni dal tragico terremoto una Mostra con Francesco Loliva ad Amburgo (Germania) CAOS: L’Aquila dieci anni dopo

E, con questo spirito positivista nonostante la tragedia, il dott. Loliva – con la Falli – e la sempre attenta azione/preparazione della Galleria InArte Werkkunst di Bergamo, hanno organizzato, presso la filiale tedesca di InArte ad Amburgo, una Mostra proprio in occasione di una ricorrenza così tragica ma, allo stesso tempo,  significativa in una città che, nel corso della Seconda Guerra Mondiale (con l’operazione Gomorrah ed una serie di bombardamenti compiuti dal 26 luglio al 3 agosto 1943 dal Bomber Command della Royal Air Force) patì distruzioni e perdite umane (in un totale di 213 incursioni aeree durante l’intero conflitto: 112 di queste si verificarono tra il 1940 e il 1941 e causarono 751 vittime).

Bombardamento di Amburgo

La Werkkunst Gallery arriva ad Amburgo nell’agosto 2018, desiderosa di diventare un nuovo centro culturale nella città. Oltre al ruolo principale di una galleria d’arte, l’obiettivo è quello di riunire belle arti, musica, teatro, nuovi media e, naturalmente, la comunità. Werkkunst Gallery offre agli artisti un’alternativa alla mostra nella scena della galleria mainstream con inviti aperti a gruppi e mostre personali, fornendo consulenza, cura e promozione con i media e la stampa specializzata.

L'Aquila a 10 anni dal tragico terremoto una Mostra con Francesco Loliva ad Amburgo (Germania) CAOS L’Aquila dieci anni dopo.

Romullo Azaro è il responsabile della Galleria Werkkunst di Amburgo. Originario del Brasile, Azaro ha fatto carriera come consulente d’arte a New York e ha portato la sua esperienza in Germania quando vi si è trasferito nel Giugno del 2017. Molto più che una galleria d’arte, la Werkkunst Gallery è in Germania per diventare una nuova attrazione ad Amburgo e tutti coloro che hanno voglia di divertirsi, godere l’Arte, la buona musica e le persone interessanti.

E, per dirla con le parole del dottor Loliva, per essere sinceramente vicini e solidali, con il cuore, alle sofferenze della comunità aquilana che, con forza e tanti sacrifici patiti, vuole continuare a vivere la propria città.

CisterninoNotizie.com CN&TL’AQUILA: APPROFONDIMENTO su un TERREMOTO LUNGO.

TROPPO LUNGO…

L'AQUILA: APPROFONDIMENTO su un TERREMOTO LUNGO. TROPPO LUNGO

L’Aquila ed un anniversario, il decimo, che la città vive, ancora, con immenso dolore e tanta – ma proprio tanta – difficoltà… 

Quell’immane tragedia del 6 Aprile 2009 ha ridotto il capoluogo d’Abruzzo in un cumulo di macerie. Una vera e propria rovina collettiva che provocò la morte di trecentonove cittadini e causò, all’incirca, ottantamila sfollati. Una moltitudine di voci ululanti di dolore e disperazione che, ancora, sembrano riecheggiare per le strade del centro storico e tra i palazzi in rovina e quelle impalcature che, in attesa di una vera e propria totale ricostruzione, non hanno visto risultati positivi e degni di questa definizione. 

Terremoto a L'Aquila. Disperazione abitanti e mancanze governative varie

Poco più di ottomiladuecento cantieri, sui circa venticinquemila complessivi, che hanno terminato una ricostruzione vera e propria. E, il tutto, nonostante i non certo irrisori fondi statali elargiti sinora. Soldi destinati al ripristino del patrimonio pubblico per oltre 2 miliardi di euro mentre, per quel che concerne il privato, lo Stato ha già sborsato 5 miliardi e mezzo.  Ma la situazione, a ben dieci anni di distanza da quel grandissimo dramma, continua ad essere desolante e, per dirla tutta, veramente drammatica.

L'Aquila vita in casette di legno distanti dalla città

Prima di tutto più di seimila abitanti costretti a vivere, precariamente e sempre in stato di emergenza, dentro casette in legno che dovevano essere utili giustappunto in maniera temporanea per la prima fase di emergenza. Una città che, sostanzialmente, ha perso la sua vivibilità più autentica ed è costretta ad una precarietà che, oggi a distanza di ben 120 lunghissimi mesi, vede soltanto ottantasette attività ritornate ad operare in quello che, prima di quel maledetto 6 aprile 2009, era il suo centro città vitale. Solo ottantasette esercizi a fronte dei circa mille che costituivano l’asse portante dell’economia commerciale cittadina. Una situazione che, di pari, si riscontra nel settore industriale già sofferente per una presistente profonda crisi. Una crisi sempre più strisciante che è anche provocata dal vuoto determinato dai mostruosi ritardi della ricostruzione che ha allontanato residenti, giovani e studenti che hanno perso quei riferimenti essenziali quali uffici pubblici e privati, servizi, scuole, punti d’aggregazione e, quindi, spazi vitali soprattutto per giovani e studenti che, di conseguenza, non hanno più retto ad uno stato di vera e propria disgregazione sociale.

L'Aquila e la desolante vita nelle casette di legno lontano dai fantasmi del centro

Uno stato insopportabile per tutti, anche per coloro che, a distanza di dieci anni, sono costretti a vivere (o forse sarebbe più giusto dire sopravvivere) in zone attigue ma, paradossalmente, così lontane dalla loro città, in quelle New Town che non sono più così provvisorie…

Fino a quando?

 

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