Una scossa di magnitudo 3.9 è stata registrata dall’Ingv alle 10.13, a 4 chilometri da Barletta, ad una profondità di 34 chilometri.
La scossa di terremoto è stata avvertita in diversi comuni della provincia Bat, e anche a Bari dove gli uffici giudiziari di via Dioguardi, sede della Procura e parte del Tribunale Penale, e l’ex sezione distaccata di Bitonto sono stati evacuati, come riportato dall’agenzia Ansa. Sono state momentaneamente sospese le udienze, ma non evacuata la sede, anche negli edifici giudiziari di Modugno, alle porte del capoluogo, mentre a Bitonto sono state evacuate anche le scuole.
A Trani il sisma ha fatto cadere un’anfora decorativa della chiesa di San Domenico già recintata in quanto pericolante.
Stando alle prime informazioni raccolte dalla sala operativa dei vigili del fuoco, a fronte delle numerose chiamate di allarme ricevute, il sisma non avrebbe prodotto danni. Sono in corso verifiche da parte della Prefettura di Bari in stretto contatto con la Protezione civile. Come riportato dall’edizione locale di Bari de “la Repubblica”, “Non ci sarebbe nulla di cui allarmarsi dinanzi al terremoto di intensità 3,9 della scala Richter registrato con epicentro alle 10,13 a Barletta. A sottolinearlo è il sismologo Andrea Tallarico, docente associato di Sismologia all’Università di Bari, che premette: “Sicuramente avviene in una zona quella di Barletta, dove le indicazioni che giungono dalla sismicità storica ci dicono che non è il caso di aspettarsi eventi sismicamente forti. Non sono stati registrati in quest’area terremoti di particolare intensità. Si sono registrati semmai risentimenti di terremoti avvenuti in zone limitrofe”.

E qui si parla di eventi sismici lontanissimi nel tempo, assicura Tallarico: “Penso al terremoto del Gargano del 1560. Fu un terremoto che venne risentito nella zona di Barletta. La scossa può essere stimata a posteriori, in base a quelle che sono le indagini storiche, attorno all’ottavo grado della scala Mercalli. Nell’epoca delle registrazioni sismometriche, dal 1950 in avanti, non sono stati mai registrati eventi rilevanti”.

Sotto il profilo del monitoraggio, invece, spiega Tallarico, “l’evento sismico è stato anche registrato dalla rete sismica Otrions. I dati verranno elaborati dalla rete dell’Ingv e il nostro dipartimento di Scienze della Terra e geoambientali avrà modo di utilizzare le registrazioni di questo terremoto per continuare i suoi studi sull’assetto geodinamico pugliese. In un certo senso è un’opportunità dal punto di vista scientifico”.

Ma quali sono le aree a rischio sismico in Puglia? “Le zone più critiche sono quelle del Foggiano e del Gargano dove, non per caso, sono concentrate quelle che sono le risorse per il monitoraggio. C’è di più che sono stati approvati due progetti per potenziare la rete sismometrica e geodetica per misurare le deformazioni del suolo. Attualmente ci sono una quindicina di stazioni sismometriche fra quelle dell’Ingv e del dipartimento di Scienze della terra. Ne saranno aggiunte altre quattro di cui una in pozzo: invece che essere posto in superficie il sismografo sarà installato a 50 metri di profondità dopo una trivellazione ad hoc”.