SIAL SERRAMENTI FASANO

l'Opinione di Giuseppe VINCI CisterninoNotizie.com

EMPORIO LEONARDO PUNZI & F. a CISTERNINO

Genealogia del vero risultato elettorale. 

L’Opinione di Giuseppe Vinci

GIUSEPPE VINCIDi seguito pubblichiamo, integralmente, un interessante intervento – Geneologia del vero risultato elettorale –  pubblicato, da un proprio account social, dall’imprenditore oleario fasanese Giuseppe Vinci.

Geneologia del vero risultato elettorale. Mai come in questa tornata elettorale gli scenari sono chiari, cristallini, inequivocabili.

Di Maio, Salvini e PdLa responsabilità dell’ascesa di Salvini e della attuale onda reazionaria e fascistoide è innanzitutto e nel frangente temporale del M5S. A seguire, ma in un frangente sempre più ampio del PD e di quello che fino a ieri rimaneva della sinistra.

Se le cose le guardiamo dall’alto, e quindi allargando quindi l’arco temporale dell’osservazione politica, allora possiamo dire che questo risultato (e quindi anche la meteora fuoco di paglia del M5S e i danni che ha fatto – penso al Decreto Emergenze/Xylella Art.8, Legittima Difesa, ecc., – e prima ancora l’avvento di FI, il Nano di Arcore e i danni genetici che ha fatto all’Italia), è tutto da imputare alla sinistra.

Italia ed il partito veramente vincente. Quello del 46% NON VOTOIn particolar modo al fatto di aver sposato e sostenuto (la sinistra), nelle diverse declinazioni, tra una ipocrisia e l’altra, tra un interesse di parte e l’altro, le politiche liberiste. Dacchè il liberismo è a tutti gli effetti l’ideologia più “violenta e subdola” allo stesso tempo che sia mai esistita nella storia umana.

POLITICHE LIBERISTE tra RICATTI e DISASTRI

Il ricatto lavorativo, il ricatto dei mercati, il disastro ambientale globale, il cambiamento climatico, la povertà e la miseria globale diffusa, sono solo una sintesi che non rende vera giustizia ai crimini di questa ideologia criminale.

Potremmo definire a tutti gli effetti il liberismo come la naturale evoluzione della barbarie imperialista successiva a quella nazifascista. Né più né meno.

Ci sono responsabili e vittime in tutto ciò? Non ci sono vittime. Tutti siamo fautori del nostro proprio destino. Non ci sono giustificazioni per l’ignavia, per il pressapochismo, per il servilismo che tiene stretta l’Italia nella morsa della peggiore arretratezza economica, sociale e culturale.

GENIO ITALICO?

Altro che genio italico! Un retaggio del passato che non può più essere nemmeno considerato un capitale su cui poter fare affidamento.

La realtà è che troviamo più comodo che altri decidano per noi. Non abbiamo coraggio, perché il coraggio costa fatica, responsabilità, impegno, soprattutto mentale, intellettuale, studio, ricerca continua, messa in discussione e messa alla prova dell’elaborazione, ovvero sperimentazione. Non abbiamo le palle per tutto ciò. Non le abbiamo mai avute. Nemmeno al tempo di Leonardo o di Galileo.

SERVI LECCACULOÈ più facile comportarsi da servi leccaculo che si accontentano delle briciole, dei brandelli del pasto dei padroni, di quello che cade dalle loro bave, piuttosto che sforzarsi per risultati da condividere.

Abbiamo la sede del cristianesimo in Italia ma nessuno, soprattutto chi rivendica le parole di Cristo, si adopera per vivere in tal senso. Preferiamo batterci il petto all’uscita dalla messa domenicale, mostrare la “penitentiagine”, ma non sia mai muovere il culo per partecipare attivamente a un qualunque progetto di rinascita o resurrezione individuale e ancor più collettiva.

salvini e crocefisso. ma questo non vulol dire essere CristianoE allora ci accontentiamo di adulare uno soggetto psichiatrico col crocifisso in mano per giunta tenuto al contrario. Il che è tutto dire. Oltre che molto chiaro! Questa giammai è un atto rivoluzionario, quanto piuttosto la peggiore delle restaurazioni per giunta di stampo criminale.

Troppo comodo fare le rivoluzioni (finte, demagogiche, a chiacchierare), senza mai esporsi, senza mettere in gioco il proprio culo. Troppo comodo seguire un leader.

Se davvero ci si vuole emancipare, allora ognuno sia leader della propria vita. Del proprio percorso. Della propria coscienza. Se non siamo in grado di questo minimo sindacale, allora non saremo mai veramente liberi.

VERAMENTE LIBERI

Non potremo mai pensare all’emancipazione dei popoli, all’autodeterminazione, tanto meno rivendicare diritti umani e men che meno dell’ambiente. 
Il primo passo da fare è emanciparci da noi stessi, singolarmente presi e poi magari aiutare anche nostro fratello ad evolvere dando ognuno e tutti l’esempio, anche rischiando di perdere tutto per la sua liberazione e libertà, e per quella di tutti, della umana famiglia.

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