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CISTERNINO: QUESTIONE 5G. COME SVENDERE LA NOSTRA SALUTE E REGALARE IL PATRIMONIO PUBBLICO 

CISTERNINO: QUESTIONE 5G. COME SVENDERE LA NOSTRA SALUTE E REGALARE IL PATRIMONIO PUBBLICO 

Lorenzo (Enzo Perrini) capogruppo Cisternino InsiemeDa una nota pervenuta dal consigliere comunale Lorenzo (Enzo) Perrini, capogruppo di Cisternino Insieme in Consiglio Comunale, inerente l’ambito della discussione dell’assise odierna (lunedì 29 Luglio 2019) che, tra le altre cose, conteneva un punto, all’Ordine del Giorno (O.d.G. che di seguito riportiano, N.d.R.),

Comune di Cisternino OdG Consiglio Comunale 29 Luglio 2019

concernente l’installazione – su BENI PUBBLICI – di antenne predisposte al 5G, una collocazione GRATUITA e della durata di almeno SEI ANNI, da parte di una SOCIETÀ PRIVATA e si pressupone, quindi, con carattere finale di tipo commerciale.

5G RETE

 

Una soluzione “commerciale” presa, a quanto appreso dallo stesso Perrini, a insaputa di parte della stessa maggioranza e che, nel corso della discussione, è stata  palesata dal consigliere comunale Gianpiero Bennardi (Noi Cisternino) il quale ha poi votato a favore dello stesso provvedimento.

LORENZO (ENZO) PERRINI - CISTERNINO INSIEME

Una disposizione che, da quel che si può immaginare, potrebbe essere Luca Convertini sindaco di Cisternino... FIRMAimpugnata da parte della minoranza consiliare sia per alcune considerazioni sui dubbi per POSSIBILI RISCHI per la SALUTE dei CITTADINI e, ancora, per il carattere di RISERVATEZZA dell’atto firmato dal sindaco dottor Luca Convertini.

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Di seguito la nota social del consigliere Lorenzo (Enzo) Perrini fatta pervenire a CisterninoNotizie.com:

Lorenzo (Enzo) PerriniDopo due ore di discussione sulla proposta di alcuni consiglieri di minoranza (Baccaro Antonella, Grassi Aurora e Perrini Lorenzo), volta a sospendere il progetto di installazione antenne predisposte al 5G sul territorio di Cisternino (centro storico e Borgo), in attuazione del principio di precauzione e quindi dei possibili rischi per la salute, il Sindaco annuncia l’avvenuta firma del contratto di comodato d’uso gratuito con la società, contratto che vincola il Comune per almeno sei anni e che, stante quanto in esso riportato, ha caratteri di RISERVATEZZA.

La società PRIVATA potrà installare GRATUITAMENTE le antenne su beni pubblici senza che siano al momento previste garanzie per la salute pubblica.

RISERVATO. A CHI?

Mai era accaduto, nella mia esperienza di consigliere, vedere la parola “riservato” in atti di Giunta o Consiglio e mai ho visto un Sindaco che prendesse in giro un intero Consiglio Comunale annunciando, solo nella fase finale della discussione, la firma del contratto.

CORRETTEZZA = A ZERO.

PARTECIPAZIONE = A MENO DI ZERO.

Mi auguro vi sia una modalità per fermare questa, a mio avviso, assurda scelta politica. Metteremo in campo ogni legittima azione per tutelare gli interessi della cittadinanza.

NON SOLO CAFFÈ - TECNONOVA SUD CISTERNINO

In ALLEGATO copie CISTERNINO 5G Documentazione pregressa al Consiglio Comunale ultimo del 29 Luglio 2019 

Cisternino 5G Documentazione pregressa al Consiglio Comunale 29 Luglio 2019 (1)

Cisternino 5G Documentazione pregressa al Consiglio Comunale 29 Luglio 2019 (2)Cisternino 5G Documentazione pregressa al Consiglio Comunale 29 Luglio 2019 (4)

Cisternino 5G Documentazione pregressa al Consiglio Comunale 29 Luglio 2019 (6)Cisternino 5G Documentazione pregressa al Consiglio Comunale 29 Luglio 2019 (7)

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Aurora Grassi (Cisternino Insieme)

Nella polemica, sempre espressa tramite un proprio account social, si è inserita anche Aurora Grassi, anche lei consigliere comunale di Cisternino Insieme, che così si è espressa sul controverso e ormai discutibile, a livello politico, tema:

5G, SPERIMENTAZIONE e PRINCIPIO di PRECAUZIONE

…E dopo aver discusso per più di 3 ore su 5G sì e/o 5G no, sulla esistenza o meno di studi che provano i danni alla salute, su benefici e costi, su progresso e “decrescita felice”, su svantaggi e vantaggi, sull’essere o non essere “oggetti” di sperimentazione, su se firmare il contratto o non firmarlo, se applicare il “Principio di precauzione” in attesa di studi che diano più certezza o no – anche dopo le esperienze quali ad esempio il glifosato e l’Ilva che dovevano apportare “benefici e progresso” e che hanno causato danni alla salute dei cittadini ed all’intero ambiente di cui ancora oggi non siamo in grado di valutarne la portata anche se inizia a manifestarsi nella sua cruda e cinica gravità – dopo tutto questo il Sindaco ci informa che ha già sottoscritto il contratto…
Ops! Si erano scordati di informaci!
In sintesi:
L’Amministrazione dice sì al 5G e no al Principio di Precauzione.

Cisternino Amministrazione Comunale POCO TRASPARENTEPeraltro del contratto non vi è traccia, pare sia inserita una clausola di riservatezza.
Siamo in attesa di prenderne visione…
Mi sovviene alla mente uno oscuro e strano principio… il “Principio della Trasparenza”.
A voi trarre le dovute conclusioni!” 

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Alcune reazioni, postate sulle pagine social, a favore e/o contrarie al 5G (Martedì 30 Lugio 2019)

Roberto Pinto (segretario circolo Pd di Cisternino):

Roberto Pinto

Io non sono contrario al 5G.

Prima di firmare il contratto con la Telecom, però il Sindaco avrebbe dovuto per correttezza istituzionale far esprimere il Consiglio comunale, dal momento che all’ordine del giorno vi era proprio la discussione sull’estensione di questa tecnologia nel nostro territorio (in verità solo nel centro storico).

Dispiace che nei confronti del Sindaco siano arrivate da alcuni, non di certo da parte dei consiglieri di minoranza, più o meno velate accuse di corruzione in merito a questo argomento. La mia solidarietà. Dispiace però anche che il Sindaco nel rigettare queste ingiuste accuse abbia dovuto buttare fango sui precedenti amministratori, vantando una non meglio precisata superiorità morale.

Quando il dibattito fugge dal merito delle questioni, non si fa un buon servizio alla cittadinanza.

Alcuni commenti al post di Roberto Pinto:

Alberto Vannetti 

ALBERTO VANNETTILe spiegazioni del sindaco sono state esaustive. Oltretutto è nata dal gruppo delle città arancioni del touring club. Conviene fare attenzione alle installazioni prossime e chiedere controlli periodici dato che è in via sperimentale. Scusate un po’ di ironia adesso… “Nel frattempo non andiamo in auto, non accendiamo di tutto e di più creando black out, spengiamo telefoni e computer almeno 12 ore, non andiamo in aereo ✈️, non mangiamo troppo e da allevamento intensivo, etc”. Intanto per sicurezza dobbiamo avere certe bellezze a 2 passi dal centro… chi ci capisce è bravo.

Giuseppe Vinci

GIUSEPPE VINCIIn base a quali evidenze scientifiche puoi affermare di non essere contrario al 5G, che sarebbe come accettare a priori che questa tecnologia è innocua per la salute, non solo quella umana?
Ti sottopongo una riflessione. Sai di cosa si occupa la fisicaquantistica, o se vogliamo la medicina quantistica? E sai cosa comporta dal punto di vista fisico e medico vivere costantemente a contatto con fonti elettromagnetiche come quelle della frequenza 5G? Sai che tipo di incidenza ha sulla frequenza cardiaca, o celebrare una tale costante, quotidiana esposizione? E sai che incidenza ha tale costante esposizione sul DNA? 
Un medico, per altro sindaco, questi interrogativi dovrebbe quanto meno condividerli con la cittadinanza e con gli esperti. Ma evidentemente valgono di più altri aspetti che poco hanno a che fare con la salute umana.

 

I PERCHÈ del NO al 5G in un’intervista a MAURIZIO MARTUCCI, portavoce di STOP 5G in Italia

a cura di Perucchietti Enrica per revoluzione.unoeditori.com (Maggio 2019) 

Pochi sono a conoscenza dell’imminente rivoluzione nel campo dell’innovazione tecnologica con la rete 5G di nuova generazione che offre una connettività mobile più efficiente per collegare le persone e gli oggetti e realizzare servizi che utilizzano i dati dei sensori e dei cittadini. Le Smart City sono la piattaforma “chiave” su cui si testerà l’efficacia e la portata innovativa di questa tecnologia che intende colonizzare il nostro Paese ed estendere però al contempo l’esposizione della popolazione alle onde elettromagnetiche.

Parallelamente al lancio di questa sperimentazione, è però in corso una petizione internazionale contro la sua messa in opera per motivi di di sicurezza e che rilancia l’appello di migliaia di scienziati indipendenti che chiedono alle istituzioni di bloccare lo sviluppo della tecnologia 5G in attesa che si accertino i rischi per la salute. L’alleanza italiana Stop 5G ha infatti rinnovato la richiesta di moratoria sul 5G per tutto il territorio nazionale all’indomani dell’ennesima sentenza emessa dalla magistratura che conferma il nesso tra radiofrequenze e cancro, pericolo già rimarcato dagli scienziati dell’Istituto Ramazzini e dai medici di ISDE Italianell’ultima audizione in Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, atteso l’aggiornamento della classificazione sulla cancerogenesi delle radiofrequenze da parte dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro.

La domanda che sempre più ricercatori si pongono anche nel nostro Paese è la seguente:

i cittadini rischiano di divenire inconsapevoli cavie per gli effetti dell’elettrosmog 5G?

Possiamo fidarci della tecnologia che ormai ci circonda e che rischia di colonizzarci in nome del “progresso”?

Rischiamo ancora una volta, in nome della comodità e dell’efficienza, di ignorare il principio di precauzione e di sottoporre la popolazione a un rischio per la salute?

GALIZIA VIAGGI CISTERNINO. VIAGGI in ITALIA

L’autrice dell’intervista ha voluto porre delle domande al giornalista Maurizio Martucci, portavoce dell’Alleanza STOP 5G e autore del libro inchiesta Manuale di autodifesa per elettrosensibili. Come sopravvivere all’elettrosmog di Smartphone, Wi-Fi e antenne di telefonia mobile, mentre arrivano il 5G e il Wi-Fi dallo spazio, per approfondire meglio questa delicata tematica e capire, lungi dai facili allarmismi, se esiste effettivamente un rischio per la salute, come si stanno muovendo le istituzioni per prevenire questo problema ed eventualmente quali possono essere le alternative. Una tematica controversa e delicata, che merita di essere approfondita dai media che invece, ancora una volta, tacciono.

NO al 5G

Stiamo per assistere all’ennesima rivoluzione, in nome del progresso e dell’innovazione tecnologica, con la rete 5G di nuova generazione. Il 5G permetterà infatti di usare la rete mobile per tutta una serie di servizi che finora sono stati appannaggio di altri mezzi, soppiantando in futuro anche le attuali connessioni in fibra. Con l’avvento di una nuova tecnologia di radiocomunicazione si sollevano però anche le preoccupazioni sui rischi per la salute causati dall’elettrosmog. Una parte della comunità medico-scientifica internazionale chiede ai governi, all’Oms e all’Onu di bloccare subito il temuto 5G. Che cosa sta avvenendo?

Succede che le Telco, cioè le aziende di telecomunicazioni, stavolta si sono spinte troppo in avanti, confondendo l’idea di progresso tecnologico con un progetto di irradiazione elettromagnetica su scala mondiale per cui ampia parte della comunità medico-scientifica è mobilitata per scongiurarlo insieme alla società civile consapevole del rischio. Il 5G è senza studi preliminari sui pericoli per umanità e ambiente e le ricerche più aggiornate condotte sulle frequenze del 2G e del 3G attestano il nesso tra cancro ed elettrosmog, tanto che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro entro il 2022 rivaluterà la classificazione della cancerogenesi delle onde non ionizzanti portandole a probabili cancerogene se non perfino a cancerogeni certi. Lo scenario inquietante è questo: stanno correndo col 5G perché la lobby teme che il massimo organismo sanitario mondiale possa fermare l’avanzata dello tsunami elettromagnetico, mandando in fumo un business planetario, mentre il Governo ha già incassato 6,55 miliardi di euro dall’asta per le nuove frequenze e ora non sa come gestire un problema grave e ubiquitario che investirà tutta la popolazione. Nessuno potrà sottrarsi al 5G, coprirà il 98% del territorio nazionale compresi parchi e montagne e zone scarsamente abitate per servire il 99% della popolazione irradiata da un campo elettrico che potrebbe schizzare fino a 110 volte più di oggi se i limiti soglia d’elettrosmog dovessero essere fissati a 61 V/m, un azzardo sulla pelle di 60 milioni di italiani e contro l’ecosistema.

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Nel tuo libro inchiesta “Manuale di autodifesa per elettrosensibili” (Terra Nuova Edizioni) lanci l’allarme sul 5G e più in generale sull’elettrosmog. Perché hai iniziato a occupartene e quali sono gli elementi che ti preoccupano?

Perché i danneggiati da elettrosmog esistono già e, stranamente, nessuno ne parla.Ho fatto uscire allo scoperto un mondo sommerso. Ci sono malati di tumore al cervello che hanno subito delicatissimi interventi chirurgici alla testa per l’asportazione di neurinomi, cittadini a cui i tribunali hanno già riconosciuto il nesso della patologia con l’elettrosmog, così come c’è un numero sempre più in aumento di cittadini malati di elettrosensibilità, costretti alla fuga da città e modernità per sfuggire ai pervadenti campi elettromagnetici che ora, col 5G, vedono seriamente minata la loro sopravvivenza tanto da definirsi persone in pericolo vita, se il wireless di quinta generazione dovesse passare come le aziende lo hanno concepito. La democrazia ne uscirebbe sconfitta insieme alle vittime che ci sono già se il principio di precauzione e la prevenzione del danno dovessero restare insabbiati per i desiderata di chi ha solo il profitto come unico target.

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Nel libro parli di anomalie, distorsioni metodologiche e clamorosi conflitti d’interesse alla base del grande business globalizzato. Ci puoi spiegare in che senso?

Sono anni che studio il tema e ho trovato nel Prof. Angelo Gino Levis (ex mutagenesi ambientale all’Università di Padova) una figura di spicco nell’accademia indipendente. Ha collaborato con l’OMS e la IARC: proprio Levis ha censito oltre 800 studi sugli effetti dell’elettrosmog finendo alla conclusione che il 61% sono finanziati dalla lobby e di questi il 95% nega effetti non termici, al contrario del restante 39% degli studi invece finanziati da enti indipendenti che attesta per il 95% effetti biologici se non danni alla salute. Siamo davanti al bipensiero di Orwell. Quindi il problema sta nel finanziamento delle ricerche, senza considerare che l’OMS adotta le linee della cosiddetta ICNIRP, cioè un’associazione privata con sede in Germania già al centro di clamorosi scandali sui conflitti d’interessi con l’industria che parla solo di effetti termici, dopo test simulati su manichini riempiti di gel. Troppo poco, mentre in Italia abbiamo pure una sentenza passata in giudicato nel 2012 che dice ‘oltre ogni ragionevole dubbio’ come il cancro abbia un nesso con l’uso dei telefonini.

Quali possono essere le ripercussioni e i rischi per la salute pubblica?

Le conseguenze possono essere tante, medico-sanitarie ma pure sociologiche e antropologiche. Restando in ambito sanitario, il cancro pare essere solo la punta dell’iceberg. La letteratura bio-medica aggiornata conta migliaia di studi in pee rieviw, cioè validati, che parlano di rischio diabete, infertilità, stress ossidativo, persino di danni al DNA, oltre che d’elettrosensibilità e sensibilità chimica multipla. Producendo radicali liberi, le radiofrequenze possono essere causa o concausa di un numero impressionante di effetti non termici, senza considerare poi l’uso compulsivo e indiscriminato che oggi delle nuove tecnologie fa chiunque, anche i bambini… è questo il motivo per cui il TAR Lazio ha recentemente condannato lo Stato inerte a intraprendere una campagna d’informazione nazionale sui pericoli nell’uso dei cellulari, rivolgendosi soprattutto alle fasce più deboli ed esposte come i giovani. Lo dice una legge vecchia quasi 20 anni, puntualmente disattesa… ma invece di applicare il dispositivo di prevenzione del danno, lo Stato inerte ha preferito fare ricorso in appello, spingendosi oltre la soglia dell’inqualificabile sfrontatezza! Altro che idea di Stato come buon padre di famiglia… qui non ci tutela proprio nessuno!

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Alcuni Paesi dell’UE hanno bloccato la rete wireless di quinta generazione. In Belgio e in tre cantoni della Svizzera (Ginevra, Giura, Vado), mentre in Olanda una commissione parlamentare ha chiesto verifiche preliminari rollout e in Germania l’Ufficio federale per la protezione dalle radiazioni ha sollecitato ulteriori ricerche. Perché in Italia invece non se ne parla a livello di media mainstream?

Esatto! Mezzo mondo è in rivolta contro il 5G che rischia di essere il più grosso flop commerciale della storia dell’industria mondiale se venisse fermato da una sensata moratoria internazionale che decine di comuni anche qui in Italia hanno approvato con delibere e mozioni perché consapevoli dei seri rischi per la popolazione. Il mainstream invece di investigare sul caso gioca la parte del complice omertoso, disatteso il sacrosanto diritto di infornare l’opinione pubblica, dovere demandata al cosiddetto Quarto Potere che ora fa orecchie da mercante. In Italia ne hanno correttamente parlato solo Il Fatto, Report, Petrolio e TG Leonardo. Il resto silenzio assordante e disinformazione pilotata per interessi evidentemente contrari alla deontologia professionale.

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Esiste uno studio preliminare condotto a medio-lungo termine sugli effetti cumulativi e multipli di tutte queste radiofrequenze?

No, non esistono nemmeno indagini epidemiologiche, cioè non sappiamo cosa accade nelle vicinanze delle stazioni radio-base, cioè delle antenne spesso sui tetti dei palazzi. Non sappiamo se chi vive nel raggio di 1-2 chilometri dall’irradiazione legalizzata sta bene o sta male. Il problema è che la tecnologia viaggia molto più velocemente della ricerca medico-scientifica e le telecomunicazioni godono di un privilegio anomalo non concesso invece altri settori merceologici, dove prima di immettere sul mercato i prodotti se ne studiano gli effetti. Che il 5G non è sicuro l’ha detto anche un tribunale inglese che ha dato ragione a un attivista Stop 5G. Viviamo al buio, le ricerche sugli effetti biologici a medio-lungo termine costano milioni di euro, gli enti pubblici non li investono e quei studi sinora prodotti… molti sono durati decenni, cioè eseguiti a posteriori, come nel caso dell’Istituto Ramazzini che ha testato le frequenze del 2G e 3G su cavie-uomo equivalenti mentre la tecnologia è già pronta per il 5G. Un controsenso pericoloso.

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Dopo il 1° meeting nazionale Stop 5G di Vicovaro, sei stato anche in conferenza stampa alla Camera dei Deputati e in Senato insieme agli altri rappresentati  dell’alleanza italiana Stop 5G per portare in sede istituzionale la testimonianza di malati elettrosensibili e cittadini operati per tumore al cervello, persone a cui i tribunali hanno già riconosciuto il nesso della patologia con l’elettrosmog. Qual è stata la risposta al vostro intervento?

Riscontri straordinari da parte della popolazione civile, dell’associazionismo, della base, in molti si stanno avvicinando alla battaglia per la difesa della salute minacciata dal 5G, praticamente non c’è giorno dove in Italia non ci sia un evento Stop 5G e non c’è regione che non veda la costituzione di un nuovo comitato di difesa civica. A differenza del Governo, al quale abbiamo depositato una petizione con migliaia di firme per chiedere la moratoria. Niente, ci ignorano, così come ci ignorano quelle forze politiche che credono che siano ancora i tempi del negazionismo, cioè di quelli che imperturbati continuavano a ripetere che l’elettrosmog fosse innocuo, come si faceva per tabacco ed eternit. Mentre oggi l’Alleanza Contro il Cancro, un ente fondato proprio dal ministero della salute, studia il legame di un grave tumore al cervello con le radiofrequenze dei cellulari. I tempi sono cambiati, il vaso di Pandora è scoperchiato, nemmeno note compagnie assicurative coprono più il danno alla salute da elettrosmog. Il Re è nudo! In poco tempo siamo riusciti a interessare più una cinquantina di istituzioni a vario titolo tra Regioni, Province e Comuni italiani che sono al nostro fianco insieme a medici, scienziati, avvocati, associazioni di consumatori…  e tanta gente disposta a lottare contro il pericolo invisibile!

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Il ministro della Salute Giulia Grillo si è confrontata con voi su questo problema?

Come Ponzio Pilato, se n’é lavata le mani. Crede che il problema non la riguardi…

È vero che stanno pensando di installare ripetitori anche sui lampioni della luce?

Lo stanno già facendo. Il 5G vuol dire milioni di nuove antenne che si aggiungeranno alle 60/760mila già in funzione per gli standard 2G, 3G, 4G e le decine di miglia di Wi-Fi pubblici. Il 5G sarà su tutti i lampioni della luce, nei tombini sotto i marciapiedi, in cielo coi droni, in orbita col Wi-Fi dallo spazio, nelle case domotiche con i nuovi router, sui balconi con antenne personalizzate: vivremo dentro un maxi-forno a microonde a cielo aperto…. Nessuno potrà più sottrarsi e non ci saranno vie di fuga.

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Quali sono le possibili soluzioni che auspichi?

Moratoria subito! Fermare questo pericolo impressionante prima che sia troppo tardi, affidando ad un ente indipendente slegato dall’industria gli studi sugli effetti del 5G su popolazione ed ecosistema. E solo dopo capire cosa fare, dando per ora precedenza a tecnologie sicure come il cablaggio o il Li-Fi che usa lo spettro della luce e non le pericolose radiofrequenze. L’alternativa green esiste, optarne è solo una scelta politica che prima necessità consapevolezza e circolarità di libera informazione. Fare come Ponzio Pilato o le tre scimmiette per costringerci tutti a vivere dentro un brodo elettromagnetico senza precedenti nella storia dell’umanità, è poi un altro tipo di scelta politica, oltre che un’assunzione di responsabilità.

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