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EDIL CERAMICHE CISTERNINO di SABATELLI DOMENICO

LOCOROTONDO 15 NOVEMBRE:

AQUILE RANDAGIE proiettato all’AUDITORIUM

PROIEZIONE SPECIALE alle ore 18:00 e 21:00

AQUILE RANDAGIE. IL 15 NOVEMBRE A LOCOROTONDO

LA PIGNATTA Trattoria Pizzeria a Locorotondo QUALITÀ LOCOROTONDESE in VALLE d'ITRIA ECCELLENZE GASTRONOMICHE

LOCOROTONDO 15 NOVEMBRE: AQUILE RANDAGIE proiettato all’AUDITORIUM

don GIOVANNI BARBARESCHI e le AQUILE RANDAGIE

don GIOVANNI BARBARESCHI e le AQUILE RANDAGIE

Alessandro IntiniUltima occasione per vedere in Puglia il film AQUILE RANDAGIE. Sarà presente in sala l’attore protagonista Alessandro Intini, lo straordinario Don Giovanni Barbareschi nel film.
Venerdì 15 Novembre 2019 all’AUDITORIUM di LOCOROTONDO con due Spettacoli alle ore 18.00 e 21.00 con INGRESSO GRATUITO.

Locorotondo - Cinema Auditorium Comunale

Dato il numero limitato dei posti del cinema è consigliabile la prenotazione ai seguenti numeri: 080 431 3191 oppure 337 832 222.

AQUILE RANDAGIE a LOCOROTONDO il 15 NOVEMBRE A LOCOROTONDO

CLICCARE SOTTO, sul TITOLO, per visualizzare il TRAILER di

Clicca giù sulla scritta per visualizzare il filmato by Cisternino NotizieAQUILE RANDAGIE

GALIZIA VIAGGI CISTERNINO. VIAGGI in ITALIA e nel MONDO

LOCOROTONDO 15 NOVEMBRE: AQUILE RANDAGIE proiettato all’AUDITORIUM

Pochi anni dopo la presa del potere da parte del fascismo Benito Mussolini decide di chiudere tutte le associazioni che si distinguono rispetto a quelle ufficiali del regime. L’associazione degli scout italiani cattolici rientra tra queste. Un gruppo di loro che opera a Milano decide di non piegarsi al diktat: si chiameranno Aquile Randagie, continueranno a riunirsi in Val Codera, una valle secondaria della Valchiavenna e a distinguersi, nella misura del possibile, dal fascismo dominante.

AQULE RANDAGIE gli Scout Partigiani della Val Codera

AQULE RANDAGIE gli Scout Partigiani della Val Codera

Quando scoppierà la guerra la loro opposizione si farà ancora più netta fino a sfociare in un movimento denominato OSCAR che fiancheggerà, dopo il 1943, la Resistenza. 

***

La nascita dell’OSCAR (Opera Scoutistica Cattolica Aiuto Ricercati) 

… sembrava che tutto si stesse sistemando quando con l’armistizio dell’8 settembre il nord-Italia rimane in mano ai fascisti e ai tedeschi.

Le Aquile Randagie, che stavano già discutendo sulla rinascita dell’ASCI lombarda, si trovano di nuovo in difficoltà, ma la situazione è diversa. Viene loro chiesta una collaborazione per l’espatrio in Svizzera di alcuni ex-prigionieri. In un primo momento si accetta pensando che si tratti di casi sporadici, ma in realtà il fenomeno è di grande portata. Vengono fatti passare prigionieri inglesi, americani, russi, perseguitati politici, reticenti alla leva. È in questo modo che nasce l’OSCAR (Opera Scautistica Cattolica Aiuto Ricercati), approvata silenziosamente dall’Arcivescovo Schuster e aiutata da numerose persone del clero, da appartenenti a uffici della Questura e servizi investigativi fascisti e tedeschi.

AQUILE RANDAGIE gli SCOUT di OSCAR che si fecero PARTIGIANI

AQUILE RANDAGIE gli SCOUT di OSCAR che si fecero PARTIGIANI

INDRO MONTANELLIL’attività dell’OSCAR porta in salvo parecchie persone; si calcolano circa 2000 espatri clandestini, tra cui quello di Indro Montanelli.

Infatti l’OSCAR si occupava di fabbricare documenti falsi intestati a nomi fittizi residenti in paesi già occupati dalle forze Alleate. I fuggiaschi venivano fatti alloggiare per breve tempo in conventi o case ecclesiastiche in attesa del momento opportuno per fargli attraversare il confine con la Svizzera nella zona di Varese. Lo Partigiani morti da eroi per la Libertà (foto repertorio)stesso nome, OSCAR, ha aiutato molto la clandestinità del gruppo che così ha potuto agire senza destare troppi sospetti. Purtroppo però i fascisti e le SS sono infastiditi dalla attività e cominciano una caccia all’uomo che porta a dolorosi tributi, torture, arresti e anche esecuzioni!

Il tributo per la libertà pagato dai membri dell’OSCAR talvolta è alto… la vita!

***

Viviamo in un un’epoca in cui c’è chi vorrebbe farci credere che tra i fascisti (in particolare quelli convintamente schierati a fianco dei nazisti) e i loro oppositori non ci fosse differenza morale e che la Resistenza sia stata soltanto combattuta da chi credeva nel credo comunista.

Gianni AureliBen venga quindi un film come questo diretto da Gianni Aureli e realizzato anche grazie a un crowdfunding (segno di una sentita adesione dal basso) in cui si racconta, con tanto di riferimenti storici precisi, di come in ambito cattolico non ci fossero solo persone pronte al saluto romano ma anche chi sapeva vedere l’ingiustizia e cercava di contrastarla.

Si tratta di un’opera coraggiosa che ci ricorda anche il conflitto morale interiore della gerarchia (qui rappresentata dall’allora monsignor Giovanbattista Montini poi divenuto Paolo VI e dal cardinale Schuster) forzata a una non opposizione esplicita per poter conservare una libertà clandestina che permise di salvare migliaia di vite.

La sceneggiatura sapientemente si espande in progressione: se nella prima parte assistiamo alle vicende di giovani un po’ ingenui, capaci anche di compiere delle bravate quasi fini a se stesse, nello scorrere del tempo vediamo che comunque la formazione offerta dallo scoutismo lascia dei semi che danno frutto nel momento in cui diviene necessario mettersi in gioco.

Mentre la vicenda prosegue viene in mente che allora come ora (seppur in un contesto completamente diverso) abbia continuato ad essere facile tacciare di ribellismo (o di ‘comunismo’ che oggi viene attribuito come segno infamante anche al Papa) chi era sì ribelle ma ribelle per amore.

AQULE RANDAGIE Scout Partigiani in Val Codera

Un amore che nasceva da una lettura del Vangelo priva di sovrastrutture e che non aveva nulla di quell’odore di incenso e di sacrestia che, dalla parte opposta, si applica come abusata etichetta a tutto ciò che è vicino alla Chiesa. Questi uomini e queste donne diedero il loro contributo alla creazione e alla costruzione di un’Italia nuova che speravano potesse essere veramente e intimamente ‘libera’.

Il film ce ne racconta il coraggio.

Recensione (in parte) a cura di 

GIANCARLO ZAPPOLI

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