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MARTINA FRANCA e PROBLEMA TRAFFICO nell’OPINIONE di AGOSTINO CONVERTINO.  

TRA PARCHEGGI, STRISCE BLU, PISTE CICLABILI E CAMBIAMENTI CHE…

MARTINA FRANCA e PROBLEMA TRAFFICO nell'OPINIONE di AGOSTINO CONVERTINO

MARTINA FRANCA e PROBLEMA TRAFFICO nell’OPINIONE di AGOSTINO CONVERTINOTRA PARCHEGGI, STRISCE BLU, PISTE CICLABILI E CAMBIAMENTI CHE…

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MARTINA FRANCA e PROBLEMA TRAFFICO nell’OPINIONE di AGOSTINO CONVERTINOTRA PARCHEGGI, STRISCE BLU, PISTE CICLABILI E CAMBIAMENTI CHE…

Cari concittadini martinesi che pubblicate foto di strade desolate che fino a pochi giorni fa sembravano brulicanti formicai, se non siete soddisfatti della straripante quantità di “strisce blu” che delimitano i parcheggi a pagamento fermatevi perché state commettendo un grosso errore.

In realtà state decretando il trionfo della nuova politica anti-traffico varata dal Comune. L’obbiettivo non è (solo) quello di incassare danaro ma il distillato PASQUALE LASORSA ASSESSORE a MARTINA FRANCAdi un sogno dell’assessore competente (N.d.R. Pasquale Lasorsa) che ha dichiarato senza troppi preamboli: farò togliere ai martinesi il vizio dell’auto costringendoli a camminare a piedi o a circolare in bicicletta o in autobus.

Potrà apparire un provvedimento dai toni autoritari, credo che estremizzando si potrebbe addirittura definire lesivo della libertà personale se espresso in questi termini ma sta di fatto che, tassello dopo tassello, il mosaico strangolatore si va componendo: prima le limitazioni nei giorni festivi ad alcune zone di grande traffico commerciale, poi il lancio di un minibus carinissimo ma – a quel che sembra – ignorato dai martinesi per la sua inutilità, quindi l’annuncio roboante di piste ciclabili manco vivessimo nella piattezza della pianura padana, infine la botta finale delle strisce blu che tra poco invaderanno anche i salotti delle nostre abitazioni.

La creazione di una ZTL nel centro storico – che sarebbe sacrosanta in condizioni normali – finirà per diventare una pistola puntata alla tempia dell’utenza martinese che tra poco incapperà in una crisi di nervi senza precedenti. Quando la squadra di sindaco Franco Anconafrangoangona (N.d.R. il sindaco Franco Ancona) vinse per uno sputo di voti l’ultima competizione elettorale gli osservatori politici si domandavano come avrebbero fatto a governare una città che per il 70% gli era apertamente ostile. In realtà “gli abusivi di Palazzo Ducale” si rimboccarono le maniche per realizzare delle opere pubbliche, l’impianto turistico e culturale fu messo ad un buon regime e fu varato il piano PUG dagli esiti incerti ma sicuramente dai fini apprezzabili. Stefano Coletta già vicesindaco Martina FrancaFurono perfino assorbite con ampia disinvoltura le dimissioni di Coletta e represso con piglio autoritario il dissenso popolare – che si manifestava con meravigliose traiettorie balistiche di buste di monnezza dalle macchine: certo, si trattava di gesti incivili ma nessuno ha voluto guardare la luna, come suggerisce la filosofia zen, preferendo il dito. In realtà, dietro l’inciviltà dei lanci selvaggi si celava una potente forza giacobina che la diceva tutta sulla raccolta differenziata. Ma tant’è, il potere non ha tempo per queste quisquiglie, deve andare avanti perché ormai siamo agli ottavi di finale per la successione a frangangona nella leadership del centrosinistra e in molti voglio tentare la fortuna di candidarsi come prossimo sindaco del PD (o quel che sarà). Sarà forse questo il motivo che spinge i personaggi politici di quel versante ad accelerare con proposte sempre più altisonanti?

E come finirà la storia delle strisce blu? Pagheremo! Alla fine pagheremo i salati parcheggi dopo aver fatto bau-bau su facebuxx (N.d.R. Facebook) nel silenzio imbarazzante delle opposizioni (oddio, opposizioni forse è una esagerazione) e nella più totale inerzia di decine e decine di associazioni civiche che fino ad oggi hanno brillato solo per una marea di premi e targhe ma si rivelano incapaci di balbettare una sola sillaba contro un provvedimento che rischia di modificare le nostre vite.

Pagheremo, come pecoroni, ignorando la potenza di uno strumento comunicativo come il social network dove ci guardiamo bene dall’esporci preferendo sbirciare i fatti degli altri.

Spero solo che tutto quanto di buono ho pensato e detto del mio popolo, in termini di pragmatismo e infallibile emarginazione dei quaqquaraqquà, non sia stato speso invano.

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