“I provvedimenti che abbiamo preso, sia quello che ha chiuso molto delle attività aziendali e individuali del Paese, sia quello che riguarda la scuola, non potranno che essere prorogati alla scadenza”. Lo dice il premier Giuseppe Conte, in un colloquio con il Corriere della Sera – riportato da SkyTg24 – sull’emergenza Coronavirus. Dalle colonne di Repubblica arriva invece l’appello della ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, che rinnova l’invito a uscire di casa soltanto se strettamente necessario per evitare eventuali altre restrizioni.

Conte: “Impossibile tornare subito a vita di prima”
“Le misure restrittive stanno funzionando – spiega Conte dopo aver finito la riunione a Palazzo Chigi con i ministri, alcuni collegati in videoconferenza – ed è ovvio che quando raggiungeremo un picco e il contagio comincerà a decrescere, almeno in percentuale, speriamo fra qualche giorno, non potremo tornare subito alla vita di prima”. Il premier non si sbilancia sui tempi della proroga dei provvedimenti.

Conte: “Sentiremo ancora la comunità scientifica”
Conte chiarisce che come sempre sarà “determinante il parere degli scienziati, i migliori sul mercato e di cui ci stiamo avvalendo, visto che non rincorriamo i sondaggi ma abbiamo in qualche modo, doverosamente, ceduto il passo alla comunità scientifica, che in alcuni momenti della storia può anche guidare le decisioni politiche”.

Lamorgese: evitare stili di vita superficiali
Lamorgese parla di giorni cruciali, in cui tutti si devono impegnare perché l’emergenza possa essere superata. L’imperativo è quello di utilizzare consapevolmente quegli spazi di movimento che ora sono consentiti ed evitare stili di vita superficiali.

Comitato scientifico: “Scuole chiuse anche oltre il 3 aprile”
Dal Comitato tecnico scientifico, sulle pagine di Repubblica, intanto arriva un parere sulle scuole: “Non ha senso aprire prima di 60 giorni”. Quasi certamente, dunque, il termine del 3 aprile non basterà e le lezioni rimarranno ancora sospese.