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Coronavirus: il bollettino del lunedì di Pasquetta. Superata soglia 20mila vittime. 76 nuovi contagi in Puglia

COVID-19Il coronavirus in Italia ha ucciso più di 20mila persone, una soglia drammatica superata solo dagli Stati Uniti. Nelle ultime ventiquattr’ore, come riportato dall’edizione online de “la Repubblica”, sono morte 566 persone, arrivando a un totale di decessi 20.465.

Angelo Borrelli Protezione CivileI dati comunicati dalla Protezione Civile in questo lunedì di Pasquetta purtroppo non sono buoni come quelli di Pasqua. Oltre al dato delle vittime, che purtroppo torna a salire dopo essere stato ieri pari a 431 morti, torna a crescere anche quello delle persone ricoverate con sintomi (28.023, 176 più di ieri).
Coronavirus, torna ad aumentare il numero delle vittime. Borrelli: “566 morti da ieri, 1224 i guariti”

coronavirus tamponeResta per fortuna continuo il calo dei ricoverati più gravi, quelli in terapia intensiva: si tratta di 3260 persone, 83 meno di ieri. Un valore in calo costante, un buon indicatore che il picco è stato raggiunto ma non superato.

L’aumento dei malati (ovvero le persone attualmente positive) è stato pari a 1363 unità (ieri erano stati 1984) mentre i nuovi contagi rilevati nelle ultime 24 ore sono stati 3153 (ieri 4.092). Questa flessione però non è particolarmente significativa, perché questi due dati sono strettamente collegati al numero di tamponi fatti che oggi sono stati diecimila in meno, ovvero 36717 (ieri 46720).

Il rapporto tra tamponi fatti e casi individuati è di 1 malato ogni 11,6 tamponi fatti, l’8,6%, un valore stabile da giorni.

Il numero totale di persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia è 159.516.

I guariti raggiungono quota 35435, per un aumento in 24 ore di 1224 unità (ieri erano state dichiarate guarite 1677 persone).

Cts: ancora in fase 1, i morti sono per contagi pregressi
“Siamo ancora in fase uno, non c’è dubbio. Segnali positivi ci sono ma il numero dei morti è ancora elevato perché è da attribuire a contagi precedenti. I numeri diminuiscono lentamente perché si riferiscono ai contagi”. È la precisazione di Giovanni Rezza dell’Istituto superiore di sanità e componente del Comitato tecnico-scientifico nella conferenza stampa alla Protezione civile. “Il tempo che passa tra il momento del contagio e il momento della notifica dei dati, cioè oggi, può essere anche di 20 giorni, per cui se si legge che ‘oggi ci sono 300 nuovi contagi’, sono in realtà nuovi casi, quindi che hanno acquisito le infezioni 20 giorni fa”, ha aggiunto Rezza. “Quello che si vede oggi è qualcosa che in termini di contagi è attribuibile a giorni fa, questo è importante per capire bene il senso dei dati”.

Cts: il calo dei morti sarà l’ultimo effetto delle misure
Gli effetti delle misure di contenimento dell’epidemia da coronavirus si vedono anche sul numero di decessi, ma questo “sarà l’ultimo indicatore a diminuire perchè il tempo che intercorre tra contagio e decesso è più lungo rispetto a quello tra contagio e accertamento, notifica, dell’avvenuto contagio”, ha spiegato il professor Gianni Rezza. Rezza ha chiarito che proprio questa differenza “spiega perché abbiamo un trend più lento nella diminuzione del numero di morti, anche se siamo scesi molto rispetto ai mille di qualche giorno fa. Sono sempre tantissimi i 500 che in media registriamo ora, ma non sono i mille e più di allora”. Il tempo che intercorre dal contagio alla notifica è ad oggi intorno ai 20 giorni, mentre quello che va dall’avvenuto contagio alla morte “potrebbe anche essere di un numero di giorni maggiore. Ora con l’aumento dei tamponi effettuati il tempo potrebbe contrarsi”.

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Cts: non arriveremo a contagi zero
“Non arriveremo a contagi zero”. L’ha detto Giovanni Rezza, aggiungendo che “il virus non stopperà purtroppo la sua circolazione. A Wuhan ci sono riusciti prendendo misure incredibili ma ora hanno un effetto ritorno. Da noi c’è una tendenza alla diminuzione. Però il virus continuerà a circolare e dovremmo mettere toppe in continuazione”. “Perciò dobbiamo essere APP TRACCIAMENTO COVID-19molto preparati nella fase due – ha aggiunto Rezza – Ogni volta che ci saranno nuovi focolai, dovremmo essere prontissimi a bloccarli e contenerli. Va rafforzata la sorveglianza sul territorio, ci devono essere le app ma anche gli uomini che fanno i tamponi”. Riguardo all’evoluzione dei numeri e dei casi, ha precisato: “Abbiamo avuto un aumento dei casi, non un picco. Poi un calo grazie agli interventi, sennò la curva avrebbe continuato a crescere. Ora i nuovi casi sono di meno rispetto a quelli di una settimana fa, ma abbiamo un andamento ondulante perché dipende se un giorno vengono fatti tamponi o più notifiche”.

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Cts: il vaccino di Pomezia è un candidato promettente
“È un candidato promettente”. Così, riferendosi al vaccino che è in corso di studio a Pomezia, ha risposto a una domanda Giovanni Rezza dell’Istituto superiore di sanità e componente del Comitato tecnico-scientifico, nella conferenza stampa alla Protezione civile. Rezza ha ricordato che la ricerca è in corso in collaborazione con Oxford.

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Si tratta di “un vaccino vettoriale cioè ha un vettore che non replica nell’uomo, è scimmia, che esprime la proteina di superficie del coronavirus, che è prodotto da Oxford. Quindi è un vaccino che usa una piattaforma già usata per ebola. Il vantaggio sarebbe di poter accelerare ulteriormente i tempi magari comprimendo le fasi”.

Angelo Borrelli Protezione CivileBorrelli, Tamponi? Nessuna corsia preferenziale
Per l’effettuazione dei tamponi “non credo ci siano corsie preferenziali, escludo ci siano categorie privilegiate”. In conferenza stampa alla protezione civile, il commissario all’emergenza coronavirus Angelo Borrelli risponde così ad una domanda sul caso del dottor Edoardo Valli, morto di Covid dopo aver denunciato di aver atteso invano il tampone. “Inizialmente ci sono state delle difficoltà – ha ammesso Borrelli – ma ora siamo ad una media elevatissima, di oltre 50 mila tamponi al giorno. I tamponi vengono fatti secondo le regole dell’Oms, a chi ne ha bisogno. Del caso Valli non ho conoscenza diretta, quindi non posso pronunciarmi”.

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Borrelli: le riaperture? Le ipotesi sono premature
“Al momento qualsiasi ipotesi è prematura”. Così il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha risposto a una domanda sulla possibile riapertura di alcune filiere produttive nelle prossime settimane. “La task force è al lavoro su un report – ha detto -, poi una valutazione sarà fatta dal decisore politico”.

Borrelli: gli infermieri partiti tutti con il test negativo
“Gli infermieri della task force destinati al Piemonte sono stati tutti sottoposti al test del coronavirus: sono partiti solo quelli che sono risultati negativi, nessuno è partito senza conoscerne l’esito. Due degli infermieri, uno positivo e l’altro dal test incerto, non sono partiti”. Lo ha detto Angelo Borrelli, commissario all’emergenza coronavirus, a proposito di una notizia diffusa nelle ultime ore. “E’ stata la Regione – ha sottolineato Borrelli – a optare per lo stand by per ragioni precauzionali”.

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scuola e caos organizzativo a CisterninoRezza: concordo con Locatelli, scuole a settembre
Serve cautela, “il virus circola”, quindi “è chiaro che non posso che essere d’accordo con il professor Locatelli sulla riapertura delle scuole a settembre”, ha osservato il professor Gianni Rezza, dell’Istituto superiore di sanità. A proposito di fase 2 di questa emergenza, Rezza ha sottolineato che “il Paese non può reggere un lockdown che vada oltre i due mesi”, e quindi alcune misure misure di contenimento e di precauzione in alcuni settori, come i trasporti e altre attività che significa la presenza di numerose persone tutte insieme, andranno adottate e con esse dovremo convivere.

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Rezza (Cts): non darei l’ok alla ripresa del calcio
“Siamo a maggio e… insomma non sarei favorevole alla ripresa del campionato” di calcio, “sta comunque alla politica decidere”. Lo ha detto il professor Gianni Rezza, dell’Istituto superiore di sanità e componente del Comitato tecnico-scientifico. Rezza, intervenendo nel briefing quotidiano per la stampa tenuta dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli, ha parlato di “parere personale ma che penso possa essere condiviso in Cts”.
Ha inoltre sottolinebato che “sport di contatto possono avere un certo rischio di trasmissione”.


MICHELE EMILIANO CORONAVIRUS PUGLIA 2020Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi lunedì 13 aprile, in Puglia, sono stati registrati 949 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono risultati positivi 76 casi, così suddivisi:

21 nella Provincia di Brindisi;

41 nella Provincia di Bari;

4 nella Provincia di Taranto;

6 nella Provincia di Lecce;

5 nella Provincia Bat;

0 nella Provincia di Foggia;

1 caso la cui provincia è in corso di attribuzione;

(2 casi non attribuiti ieri sono stati attribuiti alla provincia di provenienza oggi).

Sono stati registrati oggi 7 decessi: 1 in provincia di Bari, 2 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Brindisi, 1 nella provincia BAT, 1 in provincia di Lecce e 1 nella provincia di Taranto.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 31.922 test.

Sono 286 i pazienti guariti.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 3.065 così divisi:

379 nella Provincia di Brindisi;

962 nella Provincia di Bari;

225 nella Provincia di Taranto;

424 nella Provincia di Lecce;

301 nella Provincia di Bat;

737 nella Provincia di Foggia;

424 nella Provincia di Lecce;

24 attribuiti a residenti fuori regione;

13 per i quali è in corso l’attribuzione della relativa provincia.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

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