Martina Franca piange la scomparsa della maestra Paola Romanelli, 49enne apprezzatissima docente del plesso “Giovanni XXIII°”. L’insegnante è deceduta oggi, giovedì 16 Aprile, in seguito ad un ictus che l’ha colta e sono state tante le manifestazioni di sconforto e cordoglio giunte dalla comunità martinese che di seguito riportiamo.

Di seguito la lettera scritta dal comitato dei genitori:

“Cara Maestra Paola,
ci hanno detto che non ci sei più….no, non è vero!!
Sei qui con noi, con i nostri bimbi che sono anche i tuoi.
Non possiamo più abbracciarti, non possiamo più sentire la tua voce ma hai tracciato nei nostri cuori, nelle nostre anime un solco indelebile che ti fa rimanere tra noi.
Sei speciale: tu, come nessuno, sai capire i nostri bimbi, sai potenziarne capacità, svelarne fragilità, metterne in luce caratteristiche che a volte sfuggono a noi genitori, sai dosare con la maestria di un alchimista la giusta dose di dolcezza, severità, accoglienza, lavorando con una dedizione e una passione senza pari. E’ questo che ti rende unica agli occhi dei bambini, ai nostri occhi e a quelli dei tuoi colleghi che riconoscono in te una professionalità indiscussa.
Ogni bambino che ha avuto la fortuna di incontrarti è un bambino più ricco, ogni genitore che ha potuto confrontarsi con te è diventato un genitore migliore.
Grazie per tutto questo, grazie per il tuo esempio, grazie per esserti donata a noi.
I Genitori della III A dell’I.C. Giovanni XXIII-Martina Franca”

Riportiamo inoltre il saluto della classe V°A del 2006/2007 della scuola elementare Giovanni XXIII:

“Oggi il mondo, in particolare il nostro, è un po’ più povero. Ogni giorno tante persone ci lasciano, per un motivo o per un altro. Oggi ci ha lasciato una donna che per noi è stata una guida luminosa, una tappa fondamentale nella nostra crescita, una donna che ha saputo prenderci per mano quando eravamo bambini e ci ha aiutati a diventare ogni giorno un po’ più grandi.

Ci preme ricordare oggi la maestra Paola Romanelli. Questo perché purtroppo i tempi difficili in cui viviamo non ci consentiranno di commemorarla come avremmo voluto, come sono e siamo certi avrebbe meritato. Siamo sicuri che la chiesa sarebbe stata gremita di persone, di persone che la ricordano con il sorriso.

Quando eravamo piccoli ricordo il funerale del nostro direttore, eravamo tutti insieme, maestre, bambini, genitori. È stato un momento molto forte e per me bambina allora molto significativo, mi ha fatto capire che la morte non significa la fine, non deve per forza essere un momento di angoscia, può essere un momento per ricordare insieme quanto bella è stata la presenza delle persone che ci lasciano nella nostra vita. Mi ha insegnato che essere brave persone, anche se spesso ci sembra il contrario, alla fine paga sempre. Ecco io oggi, se fossimo tutti insieme a ricordare la maestra Paola, lo immagino così il suo funerale. Pieno di tante persone che l’hanno conosciuta e l’hanno amata, e che oggi la ricordano con il sorriso.

Racconto la mia esperienza ma, sono certa, racconto anche l’esperienza di tutti i miei compagni di classe: ho incontrato pochi insegnanti sul mio cammino che io possa definire tali, innamorati del loro mestiere, pieni di passione, validi, onesti; ma a quei pochi insegnanti che sono stati davvero parte fondamentale della mia formazione devo tutto. Continuo a portare loro grande rispetto e li ricordo con un sorriso. Quando posso vado a trovarli e sarò sempre loro grata.

Oggi la prima di queste figure non c’è più, ha lasciato questo mondo che, non sento di offendere nessuno dicendolo, non è un granché.

E con lei se ne va una parte della mia vita molto importante: le elementari.

Lì ho trovato amicizie profonde, con cui costruivo mondi alternativi di fantasia straordinari, che ancora ricordo con tenerezza. Persone a cui ho voluto e voglio un gran bene.

Lì siamo passati dall’essere bambini a essere adolescenti, lì abbiamo imparato la base di tutto, del nostro futuro, del nostro parlare, del nostro sentire, del nostro vivere comune.

A fare da cornice a tutto questo c’era una donna straordinaria. Dolcissima, alta, piccolissima, con un sorriso che sapeva di casa. Una donna che veramente aveva a cuore ogni bambino di quella classe e scuola. Una donna che ci ha insegnato i valori più importanti, con una cura per i dettagli indimenticabile, allegra, curiosa, gentile, simpatica. Una donna in grado di scovare il meglio in ognuno di noi e tirarlo fuori. Che fosse in un compito o in una recita scolastica. Ognuno aveva la sua opportunità di dimostrare chi fosse e quanto valesse, sempre lì ad aiutarci a lavorare sulle nostre paure, sui nostri limiti. A sostenerci e sfotterci un po’ per le nostre prime cotte, per i primi litigi, a farci prendere per mano sempre, dopo. A insegnarci che qualsiasi cosa accadesse, eravamo sempre lì. Insieme.

La maestra Paola era una donna che per me è stata molto importante, che ai colloqui mi difendeva sempre, mi metteva una mano sulla spalla e diceva ai miei genitori “lasciatela stare. Non me la cambiate. Lei è una creativa, lasciatela esprimere. Lasciatela essere quello che è”.

“Non mi cambiate” io probabilmente da allora me la sono tatuata in fronte come frase. E non posso che ringraziarla oggi.

Quando scrisse un libro, ricordo di averle scritto una lettera in cui le dicevo che ero felicissima e che un giorno speravo di vedere i nostri libri insieme sullo stesso scaffale della stessa libreria.

Io oggi non posso che omaggiarla con quella creatività che ha sempre difeso, con quella personalità che mi ha sempre invitato a coltivare.

Mi sono sentita sempre speciale, grazie a lei. E io questa sensazione non la voglio dimenticare. E io questa sensazione vorrei che la sentissero tutti i bambini nella vita, almeno una volta. La sensazione di essere speciali così come si è. Con il proprio casino in testa, con la propria diversità. Con le proprie particolarità.

Avevo un rispetto così sacro della stima di quella maestra che ogni cazziatone me lo ricordo come se fosse ieri, ogni volta in cui sentivo di averla delusa, deludevo me stessa. E ogni cazziatone è servito solo a costruire una ragazza di cui alla fine del ciclo, ero fiera.

L’ultimo giorno di scuola, la mia 5^A si stringeva forte e cantava Giulio Cesare di Venditti, avevo i brividi allora nel cantarla e ho i brividi oggi nel ricordarla. “Sta crescendo questa rabbia che mi porta via” oggi maestra nel ricordarti. Ma sono sicura, che da lassù riuscirai a sentire questo canto che si alza oggi, come quell’ultimo giorno di scuola, e si alzerà ancora, sempre, per ricordarti quanto sei stata importante per noi.

Oggi se ne va anche un uomo grande, uno scrittore, che diceva: «Le mie storie sono scritte da un uomo che sogna un mondo migliore, più giusto, più pulito e generoso».

Non lo so che ci sta alla fine di sto cesso di vita ma spero, qualsiasi cosa sia, che sia degna dell’impegno che ci hai messo per rendere questo mondo un posto migliore. Per rendere i nostri cuori di bambini, posti migliori.

Grazie.

La 5^A, e tutte le persone che ti hanno amata.”

Antonio Scialpi, assessore alla Pubblica istruzione del comune di Martina Franca, ha scritto:

“La Comunità scolastica di Martina addolorata per l’ improvvisa scomparsa della valente e stimata docente Paola Romanelli. Il nostro solidale cordoglio alla famiglia e alla scuola Giovanni XXIII dove ha svolto il suo apprezzato lavoro”.