A costo di essere ripetitivi, anche oggi il drammatico dato delle vittime – che non si può e deve ignorare perché misura la gravità della pandemia – è di fatto l’unico dato negativo nel bollettino della Protezione Civile che per il resto riportano dati positivi, come riportato dall’edizione online del quotidiano “la Repubblica”: calo netto dei ricoverati, mai così pochi nuovi casi per numero di tamponi (1 malato ogni 18 test, poco più del 5%). Inoltre il numero dei guariti non è mai stato così alto.

Altro elemento importante, sottolineato dal presidente dell’Istituto superiore di sanità Locatelli, è il dato di stop al contagio al Sud: “Essere riusciti a impedire la diffusione del contagio nelle regioni del Centro e Sud – ha detto Locatelli – è un dato ormai solidamente corroborato dall’evidenza dei numeri: anche oggi ben 13 tra regioni e province autonome hanno un numero di decessi inferiore a due cifre, addirittura due regioni senza casi fatali”.

Stop alla conferenza stampa quotidiana
Il capo della Protezione civile, Angello Borrelli, ha poi annunciato che la quotidiana conferenza stampa, che si teneva ininterrottamente dal 22 febbraio, non si terrà più: “I dati sanitari ci indicano che si è alleggerita decisamente la pressione sulle strutture ospedaliere e tutto ciò ci rende consapevoli del grande lavoro svolto negli ospedali e della collaborazione dei cittadini – ha detto Borrelli – Per questo abbiamo deciso di rimodulare le conferenze stampa: continueremo a garantire massima trasparenza su dati ogni giorno veicolandoli sul sito, mentre due volte a settimana terremo un punto stampa”.

Tutti i dati comunicati dalla Protezione Civile

Nelle ultime ventiquattr’ore sono morte 575 persone (ieri le vittime erano state 525), arrivando a un totale di decessi 22.745.

Il bollettino diffuso oggi riporta un calo delle persone ricoverate e l’aumento dei casi in isolamento a casa, indice che ci sono meno casi gravi tra le persone attualmente positive. In terapia intensiva si trovano oggi 2.812 persone, 124 meno di ieri. Sono ancora ricoverate con sintomi 25.786 persone, 1.107 meno di ieri.

I guariti raggiungono quota 42.727, per un aumento in 24 ore di 2.563 unità (ieri erano state dichiarate guarite 2.072 persone). Non erano mai state dichiarate tante guarigioni in un giorno come oggi.

L’aumento dei malati (ovvero le persone attualmente positive) è stato pari a 355 unità (ieri erano stati 1189) mentre i nuovi contagi rilevati nelle ultime 24 ore sono stati 3493 (ieri 3786). Questi due dati vanno però analizzati solo considerando il fatto che sono strettamente collegati al numero di tamponi fatti. E oggi ne è stato fatto un numero record, 65.705 (ieri 60.999).

Il rapporto tra tamponi fatti e casi individuati è di 1 malato ogni 18,8 tamponi fatti, il 5,3. Il dato più basso all’inizio dell’epidemia. Il numero totale di persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia è 172.434.
Un nuovo grafico: valori su media settimanale
Qui di seguito una nuova elaborazione dei dati per interpretare meglio la curva del contagio. Il dato quotidiano è visualizzato in relazione alla media settimanale del contagio, un sistema di calcolo che ‘assorbe’ gli sbalzi da un giorno all’altro per fornire una tendenza

Infermieri verso le zone più colpite
Il capo della Protezione civile ha annunciato che è in partenza domani un altro contingente della task force di infermieri che hanno risposto al bando. Saranno 99 in tutto e raggiungeranno le regioni più colpite dal coronavirus. Questo, nonostante, ha riferito sempre Borrelli, si sia “alleggerita la pressione sulle strutture ospedaliere, un dato che si è consolidato nelle ultime settimane. Siamo consapevoli del grande lavoro svolto negli ospedali e delle misure di contenimento che hanno reso possibile il rallentamento della curva”.

Aziende chiamate per la fornitura di test sierologici
“Nelle prossime ore verrà resa nota una call per tutte le aziende che ritengono di avere i test” sierologici che rispondono ai requisiti indicati dal Governo. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli in conferenza stampa alla Protezione Civile sottolineando che la Call “sarà aperta per 5 giorni”. Subito dopo, ha aggiunto, “un panel identificato dal commissario Arcuri, con competenze tra loro complementari, procederà all’identificazione del test” che verrà poi somministrato ad un campione di 150mila persone.

Attenzione nella ripartenza per isolare nuovi focolai
Quanto alle riaperture il presidente dell’Iss ha osservato che “è sicuro che il numero dei decessi scenderà ulteriormente”, ma la cosa che “dobbiamo avere bene in testa è la necessità di essere assolutamente cauti e attenti nella ripresa, sia della nostra vita sociale sia delle attività produttive”. Per Locatelli un elemento fondamentale per la fase 2 sarà la capacità di “cogliere gli eventi sentinella” per far sì che eventuali “focolai epidemici locali rimangano tali e non assumano” connotati regionali o nazionali.


Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi venerdì 17 aprile, in Puglia, sono stati registrati 2.120 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono risultati positivi 69 casi, così suddivisi:

21 nella Provincia di Bari;
3 nella Provincia Bat;
11 nella Provincia di Brindisi;
27 nella Provincia di Foggia;
7 nella Provincia di Lecce;
0 nella Provincia di Taranto;
Sono stati registrati oggi 8 decessi: 3 in provincia di Bari, 2 in provincia di Brindisi, 2 in provincia BAT, 1 in provincia di Lecce.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 38.278 test.

Sono 364 i pazienti guariti.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 3.327 così divisi:

1.050 nella Provincia di Bari;
333 nella Provincia di Bat;
439 nella Provincia di Brindisi;
807 nella Provincia di Foggia;
434 nella Provincia di Lecce;
235 nella Provincia di Taranto;
25 attribuiti a residenti fuori regione;
4 per i quali è in corso l’attribuzione della relativa provincia.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.