Per l’avvio della fase2 la Regione Puglia sta pensando ad una prima distribuzione gratuita di mascherine ai circa quattro milioni di pugliesi. L’acquisto verrà fatto dalle 21 aziende che si sono riconvertite, nell’ambito del progetto avviato dal Politecnico di Bari e dall’agenzia regionale Asset, e che hanno già avviato la produzione, come riportato da “il Nuovo Quotidiano di Puglia”. Un’operazione che ha un doppio scopo: incentivare le imprese che hanno avuto il coraggio di cambiare il proprio business, facendo anche importanti investimenti; e dare un primo sostegno a circa quattro milioni di pugliesi che, dal quattro maggio, saranno obbligati a indossare le mascherine fuori di casa.

La task force regionale, assieme ad Asset e al Politecnico, sta mettendo a punto i dettagli dell’operazione, il problema da risolvere riguarda la distribuzione. Sono state fatte diverse ipotesi, dal coinvolgimento della protezione civile regionale alle farmacie, ma la soluzione individuata è quella dell’invio a domicilio per evitare assembramenti. C’è già stato un primo contatto con Poste italiane, la società avrebbe dato la sua disponibilità e la prima spedizione potrebbe essere persino gratuita.

«Con la Regione conferma Elio Sannicandro, commissario di Asset abbiamo immaginato un primo acquisto di mascherine da distribuire alla popolazione. Ricordo che quelle attualmente in produzione non sono dispositivi di protezione individuale utili per gli operatori sanitari, sono destinati all’uso comune. Adesso stiamo studiando come poter procedere». Al momento, il potenziale produttivo delle 21 aziende è di 300mila mascherine al giorno, ma con il prossimo coinvolgimento di altre imprese si potrà arrivare sino a 1,5 milioni di pezzi. Come sottolineato da Sannicandro, si tratta di mascherine filtranti, adatte cioè solo alla popolazione e non per il personale sanitario. Rispondono, quindi, ai criteri previsti dall’articolo 16, comma 2, del decreto legislativo 18 del 17 marzo scorso (il Cura Italia).

Le 21 aziende che stanno già producendo sono: Alfatex di Santeramo in Colle; Manifatture Daddato di Barletta; Dalin Italian Atelier di Castellana Grotte; David srl di Molfetta; Flx di Bitonto; Giorgino Company di Barletta; Gordon Confezioni di Cassano delle Murge; MickyFlex di Capurso; Mister Sofà srls di Mottola; New CS Salotti di Gravina in Puglia; PA.AB di Andria; Paola Creazioni di Cassano delle Murge; Reggente di Andria; Estetica e Design di Andria ; F&T Consulting di Barletta; Leccese sas di Bitonto; Vincenzo Carriero di Mugnano di Napoli; Funny Lab srl di Barletta; Itmoda di Ruvo di Puglia; Pfl Moda di Bitonto; Terry Ricami di Nardò. A questo elenco, però, a breve potrebbero aggiungersi altre aziende che hanno chiesto supporto al Politecnico, con conseguente aumento di produzione. Infatti, in totale sinora le imprese che hanno contattato il Politecnico sono state oltre 250. Di queste, 160 hanno manifestato l’intenzione a produrre mascherine filtranti, c’è chi invece si sta già cimentando sulla fabbricazione di Dpi come le mascherine Ffp2 e Ffp3, ventilatori, calzari, tute e guanti.

Anche dalla protezione civile nazionale arriverà un carico di mascherine per la popolazione, l’annuncio è stato fatto ieri dal commissario straordinario Domenico Arcuri: «Siamo pronti a distribuire tutte le mascherine che serviranno per la fase 2», ha assicurato, sottolineando che al momento sono stati distribuiti 138 milioni di mascherine e che le Regioni hanno ad oggi 47 milioni di pezzi nei magazzini. Arcuri ha poi annunciato che è stato siglato un accordo con due imprese italiane per realizzare 51 macchinari che produrranno tra 400 e 800mila mascherine al giorno. «Nelle prossime ore fisseremo il prezzo massimo al quale le mascherine potranno essere vendute. Lo faremo sia con riferimento al prezzo, sia con riferimento al prezzo che con aliquota fiscale connessa è allo stesso. Ne distribuiamo un numero sufficiente per le regioni affinché ne mettano da parte una quota. Stiamo anche lavorando per ridurre fino ad azzerare le importazioni. Distribuiremo le mascherine anche alla pubblica amministrazione, ai trasporti pubblici, alle forze dell’ordine e a tutti i componenti del sistema pubblico che ricominceranno a vivere».

Sul tema è intervenuto anche Antonio Decaro, presidente Anci: «Un prezzo fisso per le mascherine è una misura indispensabile evidenzia – e non più rinviabile. Non si può disporre l’uso obbligatorio di un dispositivo a tutela della salute pubblica e poi lasciare che ci possano essere speculazioni di mercato come purtroppo è accaduto in queste settimane. Siamo contenti che il commissario Arcuri abbia annunciato che sarà fissato prezzo e relativa aliquota fiscale. Noi sindaci l’avevamo chiesto con forza al governo». Dal 4 maggio partiranno in tutta Italia anche i test sierologici per 150mila persone, 8mila per ora in Puglia.