Nemmeno il tempo di gioire per la mancata autorizzazione a procedere sul caso della nave “Open Arms” arrivata per “gentile concessione” di Matteo Renzi, della sua creatura politica “Italia Viva” e di alcuni dissidenti del Movimento 5 Stelle, che Matteo Salvini si ritrova a dover fronteggiare la spaccatura in seno ai membri leghisti della Regione Puglia (!).

La Lega pugliese, infatti, si spacca sempre di più attorno al nome di Nuccio Altieri come candidato presidente della Regione per il centrodestra invece del candidato designato dal centrodestra, l’ex governatore Raffaele Fitto. In 108 tra esponenti locali del Carroccio hanno scritto una lettera al segretario Matteo Salvini, in cui si chiede di “intervenire nel modo più celere” per restituire compattezza e slancio al partito in Puglia, dopo aver indicato una candidatura, come quella di Altieri, “assolutamente priva del necessario riconoscimento sia all’interno dello stesso partito, che all’esterno perchè, come globalmente riconosciuto, priva di consenso e radicamento territoriale”.

Tra i firmatari della lettera anche Antonio Scianaro, consigliere comunale di Fasano, ed Ernesto Perrini, segretario cittadino fasanese.

“Da ormai un anno – si legge – , l’intera originaria classe dirigente del partito sul territorio regionale, fatta di amministratori e militanti di ‘Noi con Salvini’ prima e della Lega-Salvini Premier poi, è stata del tutto estromessa dalla vita politica interna, al punto che i massimi organi collegiali del partito risultano non rappresentativi della reale consistenza sul territorio. Ma, ancor più di questo, duole constatare come si sia del tutto interrotta ogni attività finalizzata alla formazione interna, alla riflessione ed al coinvolgimento pubblico sui temi fondanti l’identità politica della Lega, in altre parole alla costruzione di una classe dirigente credibile, preparata ed autorevole. Parimenti, risultano raffreddati o irrimediabilmente perduti i rapporti precedentemente costruiti ed il coinvolgimento con realtà rappresentative dei corpi intermedi, dalle categorie produttive a quelle professionali, dalle famiglie alle confessioni religiose”.

“Ciò che è accaduto in questi mesi – proseguono i dissidenti – è stato esclusivamente la sostituzione di fatto del gruppo dirigente con gruppi dirigenti di altre esperienze politiche, logori e poco spendibili. In questo anno, abbiamo condiviso queste preoccupazioni e sollecitazioni in tutte le sedi interne , confidando in una inversione di tendenza che, però, al momento non è giunta. La mancanza di proficua presenza politica della Lega in Puglia, tuttavia, emerge con innegabile evidenza nella vicenda delle imminenti elezioni regionali. Dopo il grande successo ottenuto alle elezioni europee del 2019, la Lega era nelle condizioni politiche di determinare un successo storico del centrodestra in Puglia anche rivendicando un proprio candidato Presidente. Avremmo potuto “costruire” una candidatura a Presidente alla quale non solo gli alleati non avrebbero potuto opporre alcunché ma, soprattutto, che avesse possibilità concrete di vittoria. Tutto questo, però, non è stato fatto e, solo in questi giorni, quelli in cui cioè si sarebbero svolte le elezioni regionali se non vi fosse stata l’emergenza Covid-19, è stato indicato un candidato Presidente della Lega. Indicazione assolutamente priva del necessario riconoscimento sia all’interno dello stesso partito, che all’esterno perchè, come globalmente riconosciuto, priva di consenso e radicamento territoriale. Insomma, l’impressione data all’esterno (stampa, social, alleati, elettori) è quella della indicazione di un nome purchessia che, però, anche per i modi e i tempi con cui è stato indicato, non avrà mai il consenso della coalizione e rischia solo di spaccarla. La Lega in Puglia annovera persone capaci, radicate ed in grado di intercettare consenso anche ulteriori rispetto a quello proprio; così come nella società civile sono presenti accademici, imprenditori, figure di rilievo con sensibilità vicina a quella della Lega. A queste possibilità bisognava guardare, per tempo e costruendo un percorso virtuoso; questo, però non è stato fatto e le ultime iniziative rischiano di avere il solo di fine di favorire Emiliano e la sinistra. Per questo, ti chiediamo di intervenire nel modo più celere possibile per assumere, nell’esclusivo interesse del partito, ogni più opportuna iniziativa che restituisca compattezza e slancio alla sua azione politica, a cominciare da scelte urgenti che restituiscano ai pugliesi il buon governo del centrodestra dopo 15 anni di sinistra” conclude la lettera.

“Chi fa polemiche inutili danneggia la Puglia e si mette fuori dal movimento”: Matteo Salvini, segretario della Lega, si rivolge a chi, nei giorni scorsi, ha contestato dall’interno del partito la scelta di candidare il deputato barese Nuccio Altieri alla Presidenza della Regione. Ieri, infatti, un gruppo di 108 tra amministratori e attivisti della Lega aveva scritto direttamente all’ex ministro dell’Interno per chiedere un ripensamento rispetto al nome di Altieri.

La replica di Salvini è stata netta: “In Puglia da mesi – riporta Agi – la Lega si sta occupando dei problemi del lavoro, dal mondo del turismo all’agricoltura, dall’Ilva di Taranto alla xylella, dalle ferrovie a binario unico all’Alta Velocita’ da Napoli a Bari. In questa splendida regione c’è tanto da fare e da ricostruire, dopo i danni fatti negli anni da Vendola e da Emiliano: proprio per questo e’ inaccettabile che ci sia chi perde tempo a polemizzare sui giornali”. Infine l’annuncio: “Entro pochi giorni, rispettando le norme e il buon senso, avrò la gioia di tornare a incontrare i cittadini della Puglia”.