L’infuocata seduta del consiglio comunale di Fasano di martedì 26 Maggio durata 12 ore e terminata solo all’alba del giorno successivo in cui è successo di tutto – come vi abbiamo raccontato qui – ha portato con sé inevitabili strascichi da parte del mondo politico ed istituzionale fasanese.

Partiamo dalle dichiarazioni del primo cittadino, Francesco Zaccaria, che ha promesso strascichi legali:

«Le parole che abbiamo dovuto ascoltare ieri notte hanno offeso la dignità dei cittadini, del Comune di Fasano e del Consiglio comunale. Parole che non hanno precedenti e sulle quali non si può sorvolare, a tutela dell’onore delle Istituzioni e della fiducia dei cittadini in queste ultime. I termini usati e gli epiteti rivolti alla maggioranza dal consigliere Trisciuzzi, che hanno scatenato una prevedibile reazione ugualmente criticabile, hanno rilievo penale e come tali saranno valutati dalla magistratura. La politica a Fasano, pur nella fermezza delle convinzioni, deve salvaguardare e garantire il decoro istituzionale. La politica non può essere il teatro personale per indecenti spettacoli di propaganda, ma deve affrontare e risolvere i problemi concreti dei cittadini, soprattutto in un periodo come quello attuale: l’emergenza non ancora superata ci chiama tutti alla compattezza, all’unità e alla dedizione ai bisogni della comunità. L’Amministrazione che mi onoro di guidare sta cercando di fare quanto di più e quanto di meglio è umanamente possibile per alleviare le difficoltà di tutti: non crediamo di meritare parole come quelle pronunciate da Trisciuzzi, ma proposte e senso di responsabilità».

Anche il priore di Fasano, don Sandro Ramirez, ha commentato lo spiacevole accaduto in un’accorata missiva:

«Voglio anzitutto chiarire che questo mio intervento non coinvolge minimamente i reverendi parroci e sacerdoti della città, né le comunità cristiane, né tanto meno il vescovo di Conversano-Monopoli di cui sono Vicario per la sola zona di Fasano Centro. Trattasi di intervento a titolo puramente personale.

Di una persona che è a Fasano, con incarico di responsabilità, da 18 anni, quando alcuni degli illustri componenti dell’assise consiliare fasanese erano poco più che adolescenti. Ho anche il compito di rappresentare legalmente una delle aziende con più alto tasso di occupazione del nostro comune. Ho conosciuto finora tre sindaci e un commissario prefettizio. Quattro consigli comunali, più di quattro giunte (visto l’avvicendarsi forse fisiologico degli assessori). Ho visto e sentito di tutto. Spero che nessuno si offenda se mi permetto di ricordare personalità politiche con incarichi importanti di cui molti dubitavano la capacità di andare oltre la propria firma. Venivano da un mondo in cui anche la scolarizzazione era stata difficile, ma non difettava almeno la buona educazione. Ho visto dibattitti, errori, avvisi di garanzia, processi, condanne e assoluzioni. Vi prego di darmi credito: non vengo dal mondo dei balocchi.

Avevo salutato con gioia la nuova assise consiliare, fatta di tanti giovani, di cui molti hanno avuto la fortuna di studiare e dalle cui famiglie (molte le conosco) hanno ricevuto la giusta e sana educazione ancora presente nella nostra società.

Purtroppo il pietoso scenario dell’ultimo consiglio comunale non è un unicum. Ormai da parte di molti (anch’io ascolto i cittadini, di cui non devo “accarezzare” gli istinti, perché non ho bisogno del loro voto) si aspetta il consiglio solo per assistere alle varie performance. La ricerca dello scontro a tutti i costi, verbale ed ora anche fisico, sembra essere la regola. Alla maggioranza (se è una sola?) vorrei dire: è matematicamente impossibile che tutto ciò che facciate sia perfetto e non emendabile anche da chi la pensa diversamente da voi. E alle opposizioni (ne vedo due o tre diverse, più o meno responsabili) ripeto: è matematicamente impossibile che tutte le scelte fatte da chi ha avuto dal popolo il diritto/dovere di amministrare la città siano tutte sbagliate.

Il mio non è un giudizio, né vuole coinvolgere tutti e singoli i membri del consiglio comunale, ma è un’impressione: a me sembra che molti interventi si facciano solo ed esclusivamente per dire (a prescindere dal merito) il contrario della controparte, per guadagnare qualche like sui social e, lo ripeto, per il gusto di creare lo scontro che ci farà apparire sui giornali on line del giorno dopo. Ed è sempre mia impressione: quando si opera così si corre il rischio che il bene comune (che supera la somma del bene delle parti, come insegna la grande tradizione della dottrina sociale della chiesa e tutta la corrente dell’umanesimo integrale) resti il grande assente!

Mentre il mondo vive una delle più grandi crisi sanitarie ed economiche… nel consiglio comunale di Fasano non si trova di meglio che usare un linguaggio e dei gesti che in altri tempi si sarebbero definiti da scaricatori di porto, se questa categoria non avesse nel frattempo guadagnato il diritto ad un maggiore rispetto e dignità.

Non ho la cultura generale e tanto meno politica e giuridica di molti che siedono in consiglio, per cui forse dico anche un’altra fesseria. Per me le parole hanno lo stesso valore dei gesti. Chi grida parole ingiuriose e vergognose o chi alza le mani per dare una spinta, oltre a dimostrare la propria pochezza e di non avere altri mezzi espressivi, è ugualmente censurabile e dovrebbe fare solo una cosa: vergognarsi. E se questo viene fatto verso una persona che ricopre un ruolo istituzionale (sia esso il sindaco o un consigliere di opposizione) la cosa è ancora più grave. Perché oltre alla mancanza di rispetto delle persone c’è la mancanza di rispetto dell’istituzione in cui ci si trova e quindi di ciascuno dei cittadini!

Mi sembra che si sia toccato il fondo. Ci sono due possibilità: o cominciare a scavare e cadere ancora più in basso, o, finalmente, rialzarsi, avere uno scatto di dignità e di orgoglio, mettere una pietra sul passato e cominciare una vita nuova di questa consigliatura. Sono un inguaribile ottimista, e nonostante tutto lasci pensare il contrario, io dico: siete ancora in tempo!

Chi deve chiedere scusa, per i suoi gesti da bullo di periferia o per le sue parole molto più che inopportune e irrispettose, lo faccia: senza preamboli, giustificazioni e inutili giri di parole. E se ci saranno queste scuse, e se saranno reciprocamente accettate senza condizioni, signor Sindaco, la prego: ritiri la sua querela. Perché avrà raggiunto lo stesso lo scopo: ridare dignità ad un assise che merita questa dignità, perché la merita questo popolo generoso di Fasano.

Chiedo scusa se questo mio intervento (che, ripeto per chiarezza, è a titolo strettamente personale, da cittadino che abita, vota e paga le tasse a Fasano) può aver offeso qualcuno: se così è stato me ne dolgo profondamente. Datemi però credito almeno di questo: è dettato da un cuore che ormai da 18 anni appartiene a questa città, a cui ha donato (con tutti i propri limiti) ogni giorno il massimo delle sue energie».

Il segretario del Partito Democratico fasanese Fabio Sibilio ha scritto:

«Non ho avuto modo di seguire l’ultimo consiglio comunale in diretta streaming, perlomeno non tutto, saltando e ignorando completamente quanto accaduto durante la discussione sul punto “Antenne 5g” fino a stamattina (ieri, mercoledì 27 Maggio, ndr) quando ho ricevuto un video imbarazzante.

In un primo momento sono rimasto basito e sorpreso dall’episodio che ha portato alla sospensione del Consiglio Comunale; in seconda battuta, invece, ho provato amarezza e pena per l’accaduto ed ho constatato quanto possa essere disdicevole la politica del “chi non la pensa come me è mafioso e colluso”, soprattutto in un periodo come questo in cui il confronto e la collaborazione dovrebbero essere le fondamenta del vivere quotidiano.

Sebbene possa capitare di essere in disaccordo con le scelte di questa amministrazione, o di non condividerne i metodi, penso che etichettare quali “mafiosi” gli attuali amministratori, o chicchessia, solo per vedute divergenti, sia del tutto fuori luogo e privo di senso.

Al tempo stesso, sebbene riesca a comprendere pienamente la rabbia che si prova nell’essere accusati ingiustamente, ritengo vadano limitati anche gli atteggiamenti scomposti a tali accuse.

Per tutto questo mi sento di chiedere scusa a chi convintamente crede nella politica quale luogo di risoluzione dei problemi e di progettazione del futuro».

Anche Laura De Mola, coordinatrice provinciale e consigliera comunale di Forza Italia, è intervenuta sull’accaduto:

«Se continuo a sedere in questa assise, dopo quello a cui ho assistito negli ultimi consigli comunali, è per il profondo rispetto che nutro nei confronti non solo di chi mi ha eletta ma di tutti i cittadini fasanesi. Da un lato si deve sottostare oramai continuamente ai tristi ghigni che arrivano da una parte dell’aula, qualsiasi sia il tema in discussione e qualsivoglia importanza rivesta per la città, dall’altro assistiamo a continui dibattiti che si trasformano in momenti di cabaret degni dei peggiori comici in circolazione. Credo profondamente che i fasanesi meritino di più, una classe politica che la rappresenti degnamente e rappresenti i problemi di una intera cittadinanza: problemi che, in un momento drammatico come questo, restano ancora in attesa di soluzioni. Sono oramai mesi, se non anni, che si assiste a riunioni del consiglio in cui – insiste la consigliera De Mola – anziché dei temi si continuano a sferrare attacchi pubblici che scadono sempre sul personale, attacchi di una bassezza inaudita. Un’aula che è oramai diventata l’anticamera di un tribunale in cui tutti si sentono avvocati e allo stesso tempo persino giudici». La consigliera comunale auspica il recupero di un po’ di buonsenso e modo di fare politica che «sembra ormai non appartenere più all’attuale classe dirigente locale. Una politica in cui si discuteva di problemi reali, sentiti sul territorio, invocati dai cittadini, quei cittadini dei quali tra qualche mese qualcuno si ricorderà solamente in campagna elettorale. Cittadini trattati come suppellettili di scelte prese ancor prima di giungere in Consiglio e sulle quali ogni discussione risulta essere priva di senso».