Nel pomeriggio di lunedì 1° Giugno, in una zona residenziale di Martina Franca, un normale e tranquillo gioco tra bambini, con bici ed in gruppo, ha rischiato di trasformarsi in tragedia: quando un’auto è entrata all’interno del cancello di una villetta, aprendone le porte, è corso fuori un cane, un American Bulldog di circa otto mesi, che si è dapprima avvicinato agli ignari bambini ed ha poi morso al braccio una bambina di otto anni trascinandola per terra e mordendola all’altezza del cranio.

Solo un prontissimo intervento di un vicino di casa per scacciare il cane ha evitato il peggio per la bambina, con l’aggressione che è fortunatamente durata pochissimo: immediatamente la bambina è stata trasportata presso l’ospedale di Martina Franca in codice rosso; qui il medico di turno del pronto soccorso ha medicato la piccola con ben centotrenta punti di sutura, principalmente attorno alla testa.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti sia gli uomini della Polizia Locale che i carabinieri.

La famiglia della vittima, assistita dall’avvocato Pasquale Lasorsa, ha denunciato i proprietari del cane ed il veterinario di turno dell’Asl ha messo sotto osservazione il cane.

Dopo la medicazione nel nosocomio martinese, con la bambina fortunatamente non in pericolo di vita, è stato necessario trasportarla con urgenza presso l’ospedale “Perrino” di Brindisi e, più precisamente, nel reparto Grandi Ustionati, uno dei migliori del Sud Italia, dove lavorano i chirurghi estetici che hanno scongiurato guai futuri a livello estetico.

Una volta a Brindisi, però, i medici non hanno rinvenuto il referto sul tampone per il Covid-19, ed hanno deciso di rimandare la bimba a casa per la notte, dando appuntamento al giorno successivo.

Pare che le condizioni di salute ed estetiche della piccola siano in fase di miglioramento e, sebbene sia facile puntare il dito contro l’aggressività dell’animale, è bene sottolineare come non sia un unicum vedere dei cani domestici che si avvicinano fin troppo pericolosamente a passanti in zone di campagna (ma non solo), a Martina Franca come altrove, fattore che meriterebbe un’attenta analisi sulla metodologia e sulle responsabilità di custodia da parte dei proprietari degli animali, i quali – tante volte – rispecchiano l’educazione a loro conferita.