La maggioranza consiliare di Martina Franca si porta dietro gli strascichi del salvataggio dalla decadenza del consigliere di opposizione Pino Pulito, avvenuto grazie al decisivo intervento del Pd che ha ‘graziato’ l’oppositore scontentando il sodale Vincenzo Angelini, già tradito dalla propria maggioranza in occasione della votazione del consiglio provinciale, fattore che ha anche impedito di allargare la maggioranza del sindaco Ancona.

Nonostante le giustificazioni del Pd, l’amarezza di Angelini si evince dalle dichiarazioni giunte in merito:

“Lo svolgimento dell’ultimo Consiglio Comunale – dichiara Angelini – e l’atteggiamento assunto dal Partito Democratico ha creato innegabilmente un’ulteriore crepa all’interno della maggioranza, già da tempo minata dall’inaffidabilità di alcuni suoi componenti, che in svariate occasioni hanno dimostrato di non mantenere la parola data, disattendendo con una certa spavalderia gli impegni assunti.

La questione è tutta politica, perché a fronte di un evidente squilibrio generatosi tra le forze di maggioranza, da quando il PD ha perso ben 5 consiglieri su 11, la rappresentanza delle componenti politiche non è più garantita in seno alla Giunta.

A ciò si aggiunga che la comunicazione tra il Consiglio Comunale e la stessa Giunta ha subito più volte dei cortocircuiti e questo è un dato riconosciuto da tutti, non solo dal nostro gruppo consiliare. Se dovessimo entrare nel merito, e lo faremo senz’altro al momento opportuno, ci sarebbero tante questioni sulle quali il Consiglio Comunale chiede maggiore attenzione e soprattutto concretezza: di ordini del giorno approvati anche all’unanimità e non eseguiti ce ne sono tanti e poiché le funzioni dell’organo consiliare sono quelle di indirizzo e controllo, appare evidente che agli atti di indirizzo che i consiglieri puntualmente forniscono, deve inevitabilmente seguire un’azione da parte dell’organo esecutivo, altrimenti il cortocircuito diventa inevitabile.

In considerazione di tutto ciò e al fine di garantire responsabilmente il prosieguo dell’amministrazione in una fase così delicata della vita dell’intero Paese, nelle ultime settimane il dialogo si era fatto molto più serrato tra i vari partiti e si stava cercando di trovare un accordo politico per riorganizzare la squadra, anche in vista delle prossime elezioni amministrative e per riequilibrare una situazione che oggi risulta essere poco gestibile.

Su una proposta inizialmente avanzata da alcuni autorevoli esponenti del Partito Democratico e grazie all’impegno profuso dai consiglieri comunali di Visione Comune e da altri esponenti della Giunta, sembrava che questo accordo fosse stato raggiunto e, in considerazione delle prolungate assenze del comsigliere Pino Pulito, che perdurano dal primo giorno del mandato e non solo da un anno a questa parte, avendo questi presenziato soltanto a 17 consigli comunali su 56, la nostra richiesta era stata considerata legittima da quasi tutta la maggioranza.

Il gruppo consiliare Città Nuova avrebbe visto incrementare di un’unità le proprie forze, ma soprattutto l’intera maggioranza si sarebbe rafforzata passando da 15 componenti a 16 componenti più il Sindaco.

E qui c’è tutta la gravità dell’astensione del Partito Democratico, scaturita peraltro nelle ultime ore prima del Consiglio, che ha di fatto impedito che ciò accadesse, preferendo assecondare le ragioni dell’opposizione, piuttosto che quelle di una forza di maggioranza.

Il voto favorevole di Visione Comune, che è invece rimasta leale e di parola, è la prova del fatto che un accordo era stato trovato. Peccato che qualcuno, pur avendo l’autorevolezza che un leader di partito deve avere, abbia preferito intraprendere altre strade, dimostrando inaffidabilità e mettendo a rischio la tenuta dell’amministrazione. Ma ognuno si assume la responsabilità delle proprie azioni e di conseguenza dell’eventuale insanabilità della frattura provocata. Noi di Città Nuova non ci tireremo indietro di fronte agli impegni assunti nei confronti dei cittadini e ci adopereremo responsabilmente per far approvare tutti i provvedimenti che avranno come obbiettivo quello di alleviare le pene inferte da questa terribile pandemia.

Per quanto riguarda tutto il resto, faremo la nostra parte avanzando proposte e pretendendo risposte, soprattutto laddove riteniamo che vi siano delle carenze, in ogni settore della vita pubblica martinese. Sarà probabilmente un anno di convivenza forzata, ma per il bene dei cittadini abbiamo il dovere di farlo. E poi, in fondo, un anno passa in fretta”.