Non ce l’ha fatta Ubaldo Amati. Sessantacinque anni, neurologo e medico di famiglia, nonché ex primo cittadino di Locorotondo, non si era tirato indietro davanti al focolaio di Coronavirus scoppiato nella casa di riposo Domus Sancta Familia a Locorotondo. “Io faccio il medico e questo è il mio lavoro”, aveva detto per spiegare la scelta di non rimanere a guardare, come riportato dall’edizione di Bari del quotidiano ‘la Repubblica’. Di entrare lì dentro e dare il suo contributo nell’assistere gli anziani. Era la fine di novembre.

Tre mesi più tardi, il 18 febbraio, il suo nome si aggiunge a quello degli altri 13 medici pugliesi vittime del virus da inizio emergenza (è il 324esimo in Italia). Il professionista si è spento al Policlinico di Bari giovedì 18 febbraio dopo un ricovero iniziato i primi giorni di dicembre.

A darne notizia con un post su Facebook è l’attuale primo cittadino di Locorotondo, Antonio Bufano.  “L’amico Ubaldo se n’è andato dopo dure settimane di lotta contro il Coronavirus: una lotta che aveva lasciato profondi strascichi sul suo stato di salute. Ubaldo non è stato semplicemente un medico o un ex sindaco straordinario, Ubaldo era legato profondamente alla nostra terra”, scrive Bufano.

Anche il presidente dei medici italiani, Filippo Anelli, ricorda il collega indicandolo come un esempio per l’intera categoria: “Si era impegnato con abnegazione e spirito di sacrificio durante l’emergenza per assistere i pazienti della casa di riposo. Rappresenta un esempio per tutti i medici”.

Amati lascia la moglie Antonella e i due figli, Dario e Carlo, entrambi medici. Per venerdì 19 febbraio, “in ricordo di Ubaldo e dell’opera che ha svolto al servizio della nostra città”, il sindaco Bufano ha proclamato un giorno di lutto cittadino.